Rossazzurri senza anima ne corpo cedono ai pitagorici superiori per ritmo e idee, Gallo e Musso firmano il 2-0. Viali sotto esame dopo il secondo ko consecutivo.
di Salvatore Russo - Foto: Nino Russo

La vigilia era stata carica di intenzioni, di studio, di idee sempre più chiare. William Viali aveva parlato di una settimana illuminante, forse la più formativa da quando siede sulla panchina del Catania. Cercava risposte, nuovi elementi per dare un passo deciso alla sua squadra. Ma allo “Scida”, contro un Crotone metodico e compatto, è emerso tutt’altro: un Catania confuso, fragile, incapace di reagire alle avversità.
Una squadra che, nel momento in cui avrebbe dovuto mostrare crescita e maturità, è rimasta vittima dei propri limiti. E la seconda sconfitta consecutiva non è solo un dato statistico: rischia di diventare un punto di rottura difficile da ricomporre.
Ci si aspettava una reazione. Non è arrivata
La trasferta di Crotone doveva rappresentare l’esame di maturità, la risposta caratteriale dopo il tonfo col Picerno.Nulla di tutto questo.
Il Catania è apparso lungo, lento, povero di idee, incapace di interpretare la gara e di opporsi alla qualità della formazione pitagorica. Longo ha impostato un match perfetto, esaltando le caratteristiche dei suoi e sfruttando ogni fragilità degli etnei.
Il gol del vantaggio calabrese, sul finire del primo tempo, è la fotografia esatta del momento rossazzurro: apertura di Gallo per Gomez,Dini compie un miracolo,il pallone resta lì, nessuno dei difensori copre, Gallo anticipa tutti e insacca. 1-0, e partita indirizzata.
Ci si aspettava la reazione, almeno nervosa, almeno d’orgoglio. Ma il Catania non trova coordinate, non trova ritmo, non trova coraggio.
Viali prova a cambiare uomini e assetto, ma la scossa non arriva.
Il Crotone gestisce, controlla, soffoca la manovra farraginosa degli etnei. E nella ripresa, su un altro taglio verticale, Gallo lancia Musso che batte Dini in uscita: il più classico dei KO.
Più dubbi che certezze: il Catania si è smarrito
Il quadro che esce dalla trasferta calabrese è impietoso.
Il Catania non ha mostrato né la solidità mentale invocata dal tecnico, né quella continuità di gioco che avrebbe dovuto accompagnare il finale di regular season.
Aveva chiesto una partita di altissimo livello, consapevole della qualità del Crotone, una delle squadre con la percentuale di possesso più alta del girone.
Aveva insistito sulla necessità di essere perfetti in non possesso, di non esaltare le qualità avversarie, di migliorare nelle pressioni e nelle distanze.
Ma il campo ha raccontato un’altra storia.
Fragilità mentale e limiti tattici: il nodo irrisolto
Il Catania è apparso sfilacciato, poco determinato nelle scelte, lento nella prima pressione, vulnerabile nelle letture.
Viali aveva già individuato queste crepe dopo il Picerno: errori individuali che vanificano il sistema, leggerezze nella concentrazione, distanze sbagliate, una squadra che parte troppo lontano dalla palla, difficoltà nel convivere con la pressione del momento.
E allo “Scida” tutto questo si è ripresentato, amplificato.
Il paradosso è che, nelle settimane precedenti, il Catania aveva mostrato progressi nello sviluppo del gioco, mentre ora è venuto meno proprio ciò che sembrava in crescita: aggressività, compattezza, coraggio.
Una squadra senza anima, nel momento peggiore
Il dato più preoccupante non è tecnico, ma emotivo. Il Catania è sembrato svuotato, incapace di reagire, privo di quella scintilla che serve per ribaltare l’inerzia di una partita o di un periodo.
Il problema, però, è rimasto lì. E ora pesa come un macigno.
Playoff: servono alchimia, coraggio, identità
Il tecnico conosce bene la natura dei playoff: Ma per costruirla servono basi solide, una squadra che sappia cambiare pelle, convivere con le difficoltà, restare dentro la partita.
E oggi il Catania sembra lontano da tutto questo.
Viali vuole arrivare a una squadra-base, ma anche a un gruppo di 20 titolari pronti a incidere.
Il recupero di Forte è una nota positiva, ma non basta a compensare un quadro che si è complicato maledettamente.
Responsabilità e prospettive: Viali non si tira indietro
Il tecnico si assume tutto:Il Catania deve ritrovare la propria anima, e deve farlo in fretta.
Perché senza identità, senza coraggio, senza una mentalità vincente, nessuna alchimia potrà bastare.
La Partita
Crotone–Catania 2-0: allo Scida dominio pitagorico e rossazzurri non pervenuti
Allo “Ezio Scida” va in scena Crotone–Catania, il posticipo della 36ª giornata del girone C di Serie C. Un lunedì sera carico di significati per entrambe le formazioni: i pitagorici cercano punti pesanti per restare agganciati alla zona playoff, tra quinto e sesto posto; i rossazzurri affrontano invece un nuovo esame di maturità, con l’obbligo morale di reagire dopo il tonfo interno contro il Picerno e difendere il secondo posto. La risposta del campo, però, è netta: il Crotone domina, il Catania non si accende mai. Il 2-0 finale fotografa una serata a senso unico.
Le formazioni: Longo conferma il 4-3-3, Viali punta sul 4-2-3-1
Crotone (4-3-3) – Longo sceglie Merelli tra i pali; linea difensiva con Novella, Cocetta, Di Pasquale e Groppelli. In mezzo Gallo, Vinicius e Sandri a dare equilibrio e gamba. Davanti il tridente Energe–Gomez–Zunno, chiamato a dare profondità e imprevedibilità.
Catania (4-2-3-1) – Viali risponde con Dini in porta; difesa composta da Raimo, Ierardi, Miceli e Celli. In mediana la coppia fisica Quaini–Di Tacchio. Sulla trequarti Bruzzaniti, Cicerelli e D’Ausilio alle spalle dell’unica punta Lunetta.
Primo tempo: Crotone più vivo, Catania contratto
Avvio di gara caratterizzato da ritmi bassi e una lunga fase di studio.
La prima conclusione arriva all’8’: Sandri calcia dal limite, Dini blocca senza difficoltà.
Al 9’ primo cartellino del match: Quaini entra in ritardo su Vinicius e viene ammonito.
Il Crotone cresce e al 12’ Zunno prova a sorprendere la difesa rossazzurra, ma Ierardi chiude in angolo.
Il Catania si affaccia in avanti al 36’: Cicerelli calcia da buona posizione ma non inquadra lo specchio.
Un minuto dopo arriva il giallo per Groppelli, autore di un intervento duro su Bruzzaniti.
Al 39’ ancora Crotone pericoloso: Sandri controlla in area e prova la girata, pallone alto.
Il vantaggio pitagorico arriva al 43’: i rossoblu recuperano l’ennesimo pallone sanguinoso sulla trequarti, Gallo inventa un assist volante per Gomez, che calcia in solitudine. Dini respinge il primo tentativo, ma nulla può sul tap-in dello stesso Gallo, che insacca l’1-0.
Il Catania accusa il colpo e chiude il primo tempo senza tiri nello specchio.
Secondo tempo: il Crotone affonda il colpo, il Catania scompare
La ripresa si apre con gli stessi undici scelti da Viali, mentre Longo cambia subito: fuori Di Pasquale e Gomez, dentro Armini e Musso.
Al 51’ ammonito Sandri per un intervento in ritardo.
Il Crotone continua a comandare, il Catania resta sterile e scollegato.
Dopo un’ora di gioco Viali prova a cambiare: dentro Donnarumma e Corbari, fuori Raimo e Di Tacchio.
Ma l’inerzia non cambia.E al 59’ arriva il raddoppio: Vinicius ruba l’ennesimo pallone, serve Gallo, che taglia la difesa con un filtrante perfetto per Musso.Tocco sotto a scavalcare Dini e 2-0 Crotone.
Il Catania è alle corde. Viali inserisce Forte e Caturano per D’Ausilio e Cicerelli, passando a un assetto ultra-offensivo.
Longo risponde al 69’ con Guerra al posto di Groppelli.
Al 72’ il Crotone sfiora il tris con Novella, tiro alto.
Al 75’ unica vera occasione rossazzurra: Bruzzaniti calcia a botta sicura, ma Armini salva sulla linea.Longo inserisce Veltri per Energe.
Al 79’ Forte ci prova, ma Merelli blocca.
All’80’ clamorosa chance per il Crotone: Veltri serve Musso, che a porta quasi vuota manca l’impatto.
Finale con altri cambi: Piovanello per Zunno, Di Noia per Lunetta.
All’85’ Bruzzaniti crossa dalla destra, Caturano sfiora il gol di testa, palla a lato.
Nel recupero, al 91’, Ierardi colpisce di testa, ma la conclusione è debole e centrale. Merelli blocca senza problemi.
Il match si chiude senza ulteriori emozioni, con il Catania che lascia lo Scida a testa bassa.
Il verdetto Crotone–Catania 2-0: vittoria meritata dei pitagorici, superiori per intensità, idee e concretezza. Il Catania, invece, non pervenuto: sterile, mai incisivo, mai realmente in partita.
Ci si aspettava un cambio di passo dopo il ko col Picerno.
Invece la squadra di Viali torna a casa con più interrogativi che certezze, e con le scelte del tecnico nuovamente sotto la lente.
Tabellino
Crotone (4-3-3) di Emilio Longo:
Merelli; Novella, Cocetta, Di Pasquale, Groppelli; Gallo, Vinicius, Sandri; Energe, Gomez, Zunno.
Catania (4-2-3-1) di William Viali:
Dini; Raimo, Ierardi, Miceli, Celli; Quaini, Di Tacchio; Bruzzaniti, Cicerelli, D’Ausilio; Lunetta.
ARBITRO: Striamo di Salerno.
RETI: 43′ pt Gallo, 14′ st Musso.
NOTE: Ammoniti: Quaini, Groppelli, Sandri. Angoli: 3-3. Recupero: 1′ pt; 5′ st.
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