Il Catania si ferma sul più bello. Prestazione opaca e squadra stanca: il Barletta corre di più, i rossazzurri soffrono, rischiano e nel finale sfiorano il colpo. Il campionato accelera, serve continuità immediata.
di Salvatore Russo - Foto: Catania FC

C’è un filo che unisce le ultime settimane rossazzurre: la sensazione di una squadra che non riesce a riconoscersi, che alterna lampi di identità a temporanee zone d’ombra. La partita contro il Barletta, finita 0-0, assume i contorni di un’occasione mancata, l’ennesima.
Dopo la prova brillante di Picerno, il Massimino si aspettava un Catania capace di dare continuità, di trasformare la fiducia in struttura, la qualità in ritmo. Invece la squadra di Longo si è presentata con un 3-4-2-1 offensivo sulla carta, ma spento nella sostanza, incapace di creare pericoli per un’ora abbondante e costretto a rincorrere idee che hanno tardato a concretizzarsi.
Un punto che non consola, una prestazione che non convince. A questo si aggiunge un dato evidente: il Catania è apparso stanco, opaco, con alcuni interpreti sotto il rendimento medio mostrato nelle settimane precedenti. Una flessione fisiologica, figlia di una preparazione svolta in corsa, che oggi si manifesta nelle gambe, nei tempi di gioco, nella lucidità delle scelte. Ed è anche per questo che il Barletta di Paci è sembrato più brillante, più organizzato, più intenso, sempre dentro la partita, capace di interpretare meglio i momenti e di arrivare prima su ogni pallone.



