03 settembre 2026

Catania, crisi totale: il progetto è in bilico

Rossazzurri irriconoscibili: tre schiaffi e una crisi che ormai non ha più alibi. Difesa fragile, attacco sterile: il Savoia passeggia e certifica il disastro di una squadra alla ricerca di gioco e identità. A fine partita il Massimino mugugna.

di Salvatore Russo

Il Catania cade ancora, e attraversa la fase più buia della sua stagione. La sconfitta per 3-0 contro il Savoia al “Massimino” certifica –ancora una volta – le criticità di una squadra senza identità, priva di struttura e incapace di reggere l’urto emotivo e tecnico delle partite che contano. L’eliminazione dalla Coppa Italia Serie C è la cartina tornasole di un gruppo che ha perso la rotta, la fiducia e la capacità di riconoscersi in ciò che dovrebbe essere.

Quattro k.o. consecutivi tra campionato e Coppa raccontano una verità ormai evidente: il Catania è in crisi nera. Una crisi che attraversa ogni livello del progetto: giocatori, staff, ambiente, prospettive. Una crisi che si legge nei numeri, ma soprattutto negli atteggiamenti, nelle scelte, nelle reazioni che tardano ad arrivare.

31 agosto 2026

Ancora una notte da incubo per il Catania, sconfitto 2-0 dal Monopoli

 Una squadra smarrita, fragile e senza identità cade di nuovo, mostrando limiti strutturali che preoccupano Longo e richiedono interventi immediati su gioco, testa e organizzazione. Una scossa immediata e un cambio di passo per non compromettere una stagione già in salita.

di Salvatore Russo - Foto: Catania FC

Il Catania si è smarrito. E al “San Nicola” di Bari, contro il Monopoli, si è consumata una prestazione che suona come un campanello d’allarme imponente per Emilio Longo e per tutto l’ambiente rossazzurro. Il 2-0 incassato dai biancoverdi, dopo il ko all’esordio, mette a nudo le incongruenze di una squadra che si accende a intermittenza, che si illude di poter controllare la partita con un quarto d’ora di buon calcio per poi dissolversi alla prima difficoltà, perdendo idee, coraggio e personalità. Una costante che sta diventando un limite evidente e che va corretta subito per evitare che la stagione prenda una piega pericolosa.

24 agosto 2026

Catania, esordio amaro: l’Inter U23 passa al Massimino

 Partita in salita per la squadra di Longo che chiude il primo tempo sotto di due gol contro i giovani nerazzurri più incisivi. Nella ripresa  il gol di Russo accende le speranze, ma non basta.

di Salvatore Russo - Foto: Catania FC

Il nuovo Catania di Emilio Longo comincia la stagione con una sconfitta che pesa più del risultato. Al Massimino passa l’Inter U23, cinica, veloce, feroce nei duelli: una squadra giovane ma già strutturata, capace di indirizzare la partita nei primi quarantacinque minuti e di resistere nel momento di massima pressione rossazzurra, quando Russo – nella ripresa – accorcia le distanze e alimenta le speranze di rimonta, che però non si concretizza.

L’1-2 contro la formazione nerazzurra fotografa un Catania ancora in fase di definizione, alla ricerca di un’identità riconoscibile ma privo della continuità necessaria. La squadra alterna buone trame a pause che diventano letali, si accende e si spegne, costruisce e si inceppa. Le idee ci sono, ma non ancora la capacità di trasformarle in punti.

14 agosto 2026

Catania sconfitto a Parma

Una doppietta di Lontani nel primo tempo decide il match a favore dei “ducali”. Buone indicazioni per mister Longo. Catania più convincente nella ripresa.


Dopo aver finalmente adempiuto agli impegni finanziari, si presenta con la squadra al completo, tra titolari e sostituti, il Catania di Emilio Longo in occasione di questi trentaduesimi di finale della Coppa Italia Freccia Rossa in quel di Parma. I catanesi, che indossano per la prima volta la nuova maglia dai tradizionali colori rossazzurro (con degli inguardabili numeri neri sulle spalle, ahimè), subiscono la freschezza atletica e la pressione dei biancoscudati. 

10 agosto 2026

Paradosso Catania; la squadra convince, la società incespica

Catania, onore al merito a chi il campo lo ha rispettato: Mister Longo, la squadra, il direttore sportivo Varrà. A Vicenza i rossazzurri hanno mostrato ciò che una squadra vera deve mostrare: approccio, coraggio, carattere, nonostante una rosa ridimensionata e una vigilia segnata da problemi che nulla hanno a che fare con il calcio giocato. Hanno vinto la loro partita, quella sul prato del Romeo Menti, mettendo al centro di tutto il campo, in un momento in cui tutto — davvero tutto — sembrava volerlo spingere fuori fuoco. La squadra ha affrontato l’impegno dentro un’emergenza totale, senza nuovi acquisti, senza rinforzi, senza alternative. Eppure ha mostrato qualcosa che, da queste parti, vale più di un passaggio del turno: l’identità.