Il martedì sera del “Massimino” si chiude con un risultato ad occhiali che fotografa una partita dalle due facce. Contro un’Audace Cerignola organizzata e solida, i rossazzurri non riescono a trovare il guizzo vincente, portando a casa un pareggio che alimenta qualche rimpianto per come è maturato e che frena la corsa al vertice.

La parola d’ordine era “ripartire”. Dopo lo scivolone esterno contro il Sorrento, il Catania di Toscano cercava al “Massimino” non solo i tre punti, ma una risposta di carattere per non perdere il treno di testa e mantenere alta la tensione agonistica. Invece, i 97 minuti della sfida contro l’Audace Cerignola raccontano una storia diversa: quella di un Catania a fasi alterne, che frena la sua corsa al vertice e scivola a -8 dal Benevento (seppur con una gara da recuperare).
Il pari a reti bianche contro i giallo blu pugliesi non è soltanto un’occasione mancata: è uno specchio fedele del momento che il Catania sta attraversando. Una squadra costruita per stare stabilmente nelle prime posizioni, ma che sta alternando fiammate di qualità a pause improvvise, lasciando per strada punti che pesano nella corsa al vertice. La serata del Massimino lascia l’amaro in bocca, ma la sensazione è che i rossazzurri stiano faticando a trovare continuità. Il dato più preoccupante non è tanto il risultato, quanto la difficoltà nel costruire occasioni pulite contro avversari organizzati. Il Catania crea, ma non punge. Spinge, ma non sfonda. E quando cala il ritmo, fatica a ritrovarsi, specie in sfide bloccate come questa.



