Una gara ben giocata, una sconfitta pesante. Il Catania esce dal “Vigorito” con la consapevolezza di potersela giocare con chiunque, ma anche con la necessità di crescere nella gestione dei momenti decisivi. La corsa verso l’alto sembra compromessa, ma non è il momento di mollare: la squadra ha dimostrato di avere carattere, idee e qualità. Ora serve trasformare rabbia e delusione in forza per affrontare il rush finale e presentarsi ai playoff con la mentalità giusta.
di Salvatore Russo - Foto: Nino Russo

Al “Vigorito” si materializzano gli incubi peggiori per il Catania. Una serata che avrebbe potuto rilanciare ambizioni e autostima si trasforma invece in un colpo durissimo, destinato a ripercuotersi sulla classifica e, inevitabilmente, sul morale. Lo scontro diretto con la capolista, giocato con coraggio e qualità, finisce per premiare oltremisura il Benevento, che sfrutta due episodi favorevoli e allunga a +10 il distacco dagli etnei. Un margine pesante, quasi una sentenza anticipata sulle possibilità di riaprire la corsa al primo posto.
Il Catania torna a casa con la sensazione di aver perso molto più di una partita: ha perso terreno, ha perso un’occasione, ha perso un pezzo di futuro. E lo ha fatto nel modo più amaro, dopo aver dimostrato di poter tenere testa alla squadra, dicono le cifre, più forte del campionato.



