28 maggio 2026

Catania, il tempo degli alibi è finito: ora servono verità, scelte e responsabilità

 Il Catania chiude la stagione come peggio non poteva: fuori dai playoff, fuori dalla corsa promozione, fuori da qualsiasi narrazione positiva. Resta una domanda che rimbalza tra città, tifosi e addetti ai lavori: cosa lascia davvero questa ennesima occasione sprecata? La palla adesso passa al presidente Pelligra.

L’eliminazione in semifinale contro l’Ascoli non è soltanto la fine di una stagione. È la fine di un ciclo, o forse la certificazione che quel ciclo non è mai davvero iniziato.

Il Catania saluta i playoff con un bilancio amaro: un altro obiettivo mancato, un’altra occasione sprecata, un’altra stagione in cui la promessa di “crescita” si è dissolta al primo vero bivio.  

E stavolta, a rendere tutto più pesante, ci sono le parole di Domenico Toscano, uomo di campo e di spogliatoio, che nel congedarsi ha lanciato sassolini, macigni e qualche verità scomoda che da mesi aleggiava nell’aria. Significa che la crepa apertasi non era episodica, ma strutturale.
E che quella crepa, per mesi, è stata ignorata, e poco o nulla si è fatto per aggiustarla.

Il punto di rottura: gennaio, il mercato, le scelte non condivise Toscano lo ha detto chiaramente: “A gennaio si è rotto qualcosa”. Una frase che pesa come un atto d’accusa.     La campagna di rafforzamento invernale, presentata come il momento decisivo per alzare il livello, si è rivelata invece un punto di frattura, un detonatore di tensioni mai risolte.

Catania fuori dai playoff: il 2-1 all’Ascoli non basta. Al Massimino una rimonta solo sfiorata

 Partenza feroce dei Rossazzurri avanti 2-0 di Caturano e Forte. Etnei  vicini al tris con il palo di D’Ausilio, poi il gol di Oviszach spegne il sogno rimonta. La stagione si chiude tra rimpianti e tensione al Massimino.

di Salvatore Russo - Foto: Nino Russo


Il Catania vince ma non basta. Il 2-1 rifilato all’Ascoli al “Massimino” non è sufficiente a ribaltare il 4-0 dell’andata e sancisce l’eliminazione dei rossazzurri dalla semifinale playoff di Serie C.

La squadra di Toscano offre una prestazione intensa, aggressiva, costruita più sulla spinta emotiva e sulla reazione d’orgoglio che su un impianto tattico strutturato, ma paga a caro prezzo il blackout del “Del Duca”.

Il sogno di un incredibile rimonta aveva preso avvio con il doppio vantaggio etneo maturato nel primo tempo in virtù delle reti di Caturano e Forte.

La gara sembra potersi indirizzare definitivamente a inizio ripresa, quando D’Ausilio sfiora il 3-0 con un destro che si stampa sul palo e che avrebbe potuto cambiare radicalmente l’inerzia della sfida.

Il sogno della rimonta si infrange nel finale, nel momento più crudele, i rossazzuri subiscono la rete di Oviszach che spegne ogni residua illusione.

25 maggio 2026

Catania, notte fonda al Del Duca: l’Ascoli domina e cala il poker. Rossazzurri irriconoscibili

 Una disfatta senza attenuanti: bianconeri più forti e affamati. Catania annientato in ogni duello. Una débâcle pesantissima da mandare giù e sogni di finale compromessi da una notte che pesa come un macigno.

 

La débâcle  di Ascoli non è una sconfitta. È una sentenza. La semifinale d’andata dei playoff di Serie C si trasforma in un monologo bianconero, un 4-0 che è una sentenza, perché va oltre il punteggio, oltre la cronaca, oltre l’episodio. E’ la fotografia impietosa di un Catania che crolla nel momento più importante della stagione e che ha il sapore amaro di una resa senza condizioni.

L’Ascoli ha giocato con un’intensità feroce, corto, aggressivo, sempre primo sul pallone. Ritmo altissimo, fame, lucidità. Una squadra che ha messo in campo la propria identità, trasformandorla in energia.

Dall’altra parte, inaspettatamente, il vuoto.

21 maggio 2026

Step by step verso la semifinale; Il Catania pareggia 3-3 col Lecco e trova l’Ascoli

 Partita pazza ed emozioni forti in un Massimino sold out e appassionato che spinge il Catania. Donnarumma firma il vantaggio rossazzurro, ma i brianzoli ribaltano tutto con Urso e poi con  Sipos (su rigore). Nel finale di primo tempo arriva il pari etneo su autogol. Una straordinaria rete di Ierardi riporta avanti i rossazzurri ad inizio ripresa. Ma non è finita, perché Duca rimette in bilico un match combattuto e sofferto fino alla fine. Il pari consente al Catania di accedere alle semifinali, nel doppio confronto sfiderà i marchigiani. L’altro match vedrà di fronte Brescia e Salernitana.

di Salvatore Russo - Foto: Catania FC

Step by step, un gradino alla volta. Lo ripete spesso Mimmo Toscano, come un mantra. E il Catania, questo gradino, lo ha salito davvero con le gambe che tremano e il cuore in gola, ma lo ha salito: 3-3 contro il Lecco in un Massimino sold out, qualificazione in semifinale e sogno che resta appeso sotto il vulcano, ancora vivo, ancora possibile.

Adesso sul cammino rossazzurro c’è l’Ascoli, che ha avuto la meglio sul Potenza. Un’altra doppia sfida, un altro gradino da salire. L’andata al Del Duca, il ritorno ancora al Massimino, che si prepara a un nuovo sold out, a un’altra notte da vivere con il fiato corto.

18 maggio 2026

Lecco–Catania 0-0: equilibrio, intensità e un verdetto rimandato al Massimino

 Primo atto dei quarti di finale senza reti: etnei solidi, lombardi aggressivi. Il ritorno a Catania sarà decisivo.

di Salvatore Russo - Foto: Catania FC

Un pareggio senza gol ma non senza contenuti. Al Rigamonti-Ceppi Lecco e Catania chiudono sullo 0-0 il primo round del 2° Turno Nazionale dei Playoff di Serie C, al termine di una gara intensa, fisica, combattuta e ricca di spunti chiave.

Una sfida che lascia tutto aperto in vista del ritorno al Massimino, dove agli etnei basterà anche un altro pareggio per accedere alle Final Four grazie al miglior piazzamento ottenuto nella regular season.

Nella trasferta in Brianza il Catania ha confermato la propria identità: squadra compatta, difesa solida, meccanismi abbastanza definiti, in linea con quanto espresso dalla squadra nel corso della stagione.
Miceli guida, Quaini e Di Tacchio schermano, Dini dà sicurezza. È una squadra che sa soffrire senza disunirsi.