01 marzo 2026

Catania brillante ma sterile: a Salerno uno 0-0 che non basta

 All’Arechi la sfida tra la Salernitana e il Catania si chiude a reti inviolate. Un risultato che fotografa solo in parte l’andamento di una gara in cui i rossazzurri hanno mostrato compattezza, qualità e personalità come raramente visto lontano dal Massimino. Per la squadra di Toscano resta però un rammarico grande: aver raccolto il minimo proprio nella giornata in cui avrebbe meritato il massimo per restare in scia del Benevento che vincendo a Potenza allunga il vantaggio a + 7.

di Salvatore Russo - Foto: Catania FC


Il pareggio a reti inviolate dell’Arechi tra Salernitana e Catania lascia più rimpianti che soddisfazioni alla squadra di Toscano. Nello scontro diretto tra la seconda e la terza forza del girone C, i rossazzurri hanno offerto una delle migliori prestazioni stagionali lontano dal Massimino, mostrando compattezza, intensità e qualità di gioco.

È mancato soltanto il gol, dettaglio decisivo in un pomeriggio in cui gli etnei avrebbero meritato l’intera posta in palio.

Il rammarico cresce osservando la classifica: il Benevento vince a Potenza e allunga a +7, margine di vantaggio che cambia davvero la prospettiva dello scontro diretto di giovedì al “Vigorito”: non  più solo un test  importante, ma  una gara che può indirizzare in modo quasi definitivo la corsa alla promozione diretta.

22 febbraio 2026

Catania–Giugliano 1- 0: cuore, sofferenza e tre punti pesanti al Massimino

 Primo tempo bloccato per i  rossazzurri contro un avversario coraggioso ed imprevedibile. I cambi di Toscano incidono nella ripresa. D’Ausilo firma la rete del vantaggio, ma i campani nel finale sfiorano il pari. Gli etnei restano saldamente al secondo posto alla vigilia di un marzo infuocato. Il commosso ricordo del piccolo Domenico dalla redazione di Globus televisIon.

 

Il Catania supera il Giugliano 1-0 al termine di una gara dura, sporca, da conquistare centimetro dopo centimetro. Una vittoria figlia della determinazione e della capacità dei rossazzurri di saper soffrire, qualità indispensabile in un campionato che non concede sconti. Contro un avversario tutt’altro che remissivo, capace di giocare senza timori reverenziali e di mettere in difficoltà la seconda forza del torneo, la squadra di Toscano ha saputo restare lucida, crescere nella ripresa e colpire nel momento decisivo grazie al gol di D’Ausilio. Ancora una volta, i cambi del tecnico si rivelano determinanti e permettono al Catania di portare a casa tre punti pesantissimi, che mantengono i rossazzurri agganciati al secondo posto alle spalle del Benevento, proprio alla vigilia di un ciclo di scontri diretti ad altissima intensità.

19 febbraio 2026

Catania–Trapani 4-0: una vittoria larga, nel segno di Orazio Russo

Forti emozioni al Massimino nel ricordo della bandiera rossazzurra. In campo la squadra di Toscano ritrova gioco e punti importanti per non perdere contatto con la testa della classifica. Un autogol spiana la strada agli etnei che poi dilagano con le reti di Pieraccini, Jimenez e Casasola.

Non era una partita come le altre, e il campo lo ha confermato sin dal primo minuto. Il recupero della 25ª giornata del Girone C si è trasformato in un tributo collettivo, un abbraccio rossazzurro che ha valicato i confini del rettangolo verde. Il Catania schianta il Trapani con un perentorio 4-0, nel ricordo di Orazio Russo, bandiera indimenticata e simbolo di “catanesità, scomparso prematuramente la scorsa settimana, che ha unito un intero stadio, un intero popolo, in un abbraccio commosso.

L’atmosfera sugli spalti non era quella elettrica di sempre. C’era una compostezza solenne. Quando lo speaker ha annunciato il minuto di raccoglimento per Orazio Russo, i quindicimila del Massimino si sono fusi in un unico respiro. Non volava una mosca: un silenzio irreale, rotto solo dal battito dei cuori di chi, in Orazio, vedeva non solo un ex calciatore o un dirigente, ma un simbolo di “catanesità.

15 febbraio 2026

Siracusa–Catania 1-1: un derby nervoso, deciso da D’Ausilio e Di Paolo

 Prosegue il momento no dei rossazzurri che sprecano l’occasione di accorciare le distanze dal Benevento, fermato in casa dal Latina. Pomeriggio spigoloso segnato da dolore e commozione per la scomparsa di Orazio Russo, vessillo del Catania.

di Salvatore Russo


Il verdetto del “Nicola De Simone” è un pareggio che lascia più di un interrogativo in casa rossazzurra per quello che poteva essere e non è stato. Il confronto tra Siracusa e Catania, ha dato vita ad una sfida spigolosa, nervosa e carica di tensione agonistica, che lascia l’amara sensazioni di occasione presa per la squadra di  Toscano, incapace di approfittare pienamente del contemporaneo passo falso della capolista Benevento e della Salernitana che insegue, lasciando posizioni e distanze invariate in classifica.

11 febbraio 2026

Catania, la “ripartenza” è un mezzo passo falso: col Cerignola finisce 0-0 tra rimpianti e nervosismo

Il martedì sera del “Massimino” si chiude con un risultato ad occhiali che fotografa una partita dalle due facce. Contro un’Audace Cerignola organizzata e solida, i rossazzurri non riescono a trovare il guizzo vincente, portando a casa un pareggio che alimenta qualche rimpianto per come è maturato e che frena la corsa al vertice.

 

La parola d’ordine era “ripartire”. Dopo lo scivolone esterno contro il Sorrento, il Catania di Toscano cercava al “Massimino” non solo i tre punti, ma una risposta di carattere per non perdere il treno di testa e mantenere alta la tensione agonistica. Invece, i 97 minuti della sfida contro l’Audace Cerignola raccontano una storia diversa: quella di un Catania a fasi alterne, che frena la sua corsa al vertice e scivola a -8 dal Benevento (seppur con una gara da recuperare).

Il pari a reti bianche contro i giallo blu pugliesi non è soltanto un’occasione mancata: è uno specchio fedele del momento che il Catania sta attraversando. Una squadra costruita per stare stabilmente nelle prime posizioni, ma che sta alternando fiammate di qualità a pause improvvise, lasciando per strada punti che pesano nella corsa al vertice. La serata del Massimino lascia l’amaro in bocca, ma la sensazione è che i rossazzurri stiano faticando a trovare continuità. Il dato più preoccupante non è tanto il risultato, quanto la difficoltà nel costruire occasioni pulite contro avversari organizzati. Il Catania crea, ma non punge. Spinge, ma non sfonda. E quando cala il ritmo, fatica a ritrovarsi, specie in sfide bloccate come questa.