25 ottobre 2026

Catania esplosivo, il Massimino si veste a festa: Giugliano travolto 6-0

 Cavuoti illumina la scena, Coda firma una doppietta, Dini abbassa la saracinesca nei momenti più delicati. I rossazzurri dominano sul piano del gioco e del risultato, regalando ai tifosi una delle serate più esaltanti della stagione.

di Salvatore Russo - Foto: Catania FC

Una prova di forza, una dimostrazione di maturità e un segnale forte al campionato. Il Catania travolge il Giugliano con un netto 6-0 e regala al pubblico del Massimino una serata da ricordare, al termine di una gara dominata dall’inizio alla fine per intensità e concretezza.

L’atmosfera era speciale già prima del fischio d’inizio. Sugli spalti, infatti, la tifoseria ha celebrato il ritorno dello storico logo del Calcio Catania con una scenografia carica di significato, tra emozione, appartenenza e memoria collettiva. Un abbraccio ideale tra passato e presente che ha fatto da cornice a una prestazione da applausi.

In campo il Catania ha impiegato appena pochi minuti per indirizzare la gara e prendere il controllo del match che ha consentito ai rossazzurri di andare al riposo sul rassicurante punteggio di 3-0.

La ripresa non ha cambiato il copione. Il Catania ha continuato a giocare con intensità e fame agonistica, trovando altre tre reti che hanno trasformato la vittoria in una vera e propria goleada.

Le scelte degli allenatori

Emilio Longo dà continuità alle proprie idee confermando il collaudato 3-4-2-1. Davanti a Dini, il terzetto difensivo è composto da Cabianca, Di Gennaro e Allegretto, chiamati a garantire solidità e pulizia nell’impostazione dal basso. Sulle corsie esterne agiscono Lunetta e Masciangelo, con Quaini e Vallocchia incaricati di dettare tempi e ritmo della manovra in mezzo al campo. Alle spalle di Coda trovano spazio Cavuoti e Cicerelli, chiamati ad alternarsi tra rifinitura e inserimenti offensivi. Scelte importanti anche in panchina, dove inizialmente trovano posto due elementi del calibro di Insigne e Bruzzaniti, carte da utilizzare a gara in corso.

Sul versante opposto, Luca Tulino risponde affidandosi al 4-3-3, nel tentativo di opporsi alla qualità e alla fisicità rossazzurra. Davanti a Bolletta, la linea arretrata è composta da Improta e Panico sulle corsie laterali, con Justinian e Caldore al centro della difesa. In mezzo al campo il tecnico campano affida le chiavi della manovra a Zammarini, De Rosa e Peluso, chiamati a garantire equilibrio tra fase di contenimento e costruzione del gioco. In avanti, invece, il peso offensivo grava sul tridente formato da Esposito, Baldé e Galletta, schierato con l’obiettivo di sfruttare la velocità negli spazi e mettere sotto pressione il pacchetto arretrato etneo.

Un piano gara che, però, si scontrerà ben presto con l’intensità e l’organizzazione mostrate dal Catania nell’arco dell’intera partita.

La partita

Cavuoti rompe l’equilibrio, il Catania prende quota

L’approccio alla gara del Catania è quello di una squadra determinata a lasciarsi alle spalle la delusione di Potenza. I rossazzurri impongono subito ritmo e intensità, trovando il vantaggio già al 7′. A prendersi la scena è Nicolò Cavuoti, autore di una giocata che accende il Massimino: il numero diciotto rossazzurro si libera degli avversari con una serpentina di grande qualità tecnica e conclude l’azione con il gol dell’1-0, una rete che sintetizza talento, coraggio e personalità. La marcatura indirizza immediatamente la partita sui binari favorevoli agli uomini di Emilio Longo.

Dini risponde presente al primo squillo campano

Dopo un avvio difficile, il Giugliano prova a reagire al 20′. L’azione nasce dai piedi di Esposito che trova Baldé in posizione favorevole. L’attaccante ospite conclude verso la porta, ma la deviazione di Di Gennaro cambia leggermente la traiettoria del pallone. È qui che arriva il primo intervento importante di Dini, bravo a mantenere concentrazione e riflessi per neutralizzare una situazione potenzialmente pericolosa.

La parata restituisce fiducia ai rossazzurri, che riprendono rapidamente il controllo territoriale del match.

L’asse Cavuoti-Cicerelli-Coda vale il raddoppio

Il 2-0 arriva al 27′ al termine di un’azione che rappresenta perfettamente i principi offensivi del Catania. È ancora Cavuoti a dare origine alla manovra, confermando il proprio ruolo centrale nella costruzione del gioco. Il pallone arriva a Cicerelli che, con grande precisione, disegna un cross perfetto verso il centro dell’area. Qui emerge tutta l’esperienza di Massimo Coda, che prende il tempo ai difensori, si eleva di testa e supera Bolletta. Un’azione costruita con qualità e finalizzata con il cinismo degli attaccanti di razza.

Ancora Cavuoti per Coda: arriva il tris

Il Giugliano accusa il colpo e il Catania continua a spingere. Al 34′ la connessione tra Cavuoti e Coda produce nuovamente risultati. Il fantasista rossazzurro trova il corridoio giusto e serve l’attaccante, che si dimostra freddo sotto porta e realizza il gol del 3-0. È la doppietta personale del centravanti etneo, ma anche l’ennesima dimostrazione dell’impatto avuto da Cavuoti sulla partita.

La squadra di Longo non si limita a gestire il vantaggio e continua a spingere. Al 41′ Lunetta sfiora il poker con una splendida conclusione a giro che termina di poco sopra la traversa, strappando applausi al pubblico del Massimino.

La reazione del Giugliano e il momento di Dini

Il secondo tempo si apre con un Giugliano diverso. Luca Tulino prova a cambiare l’inerzia del match inserendo Ibe e Varone al posto di Galletta e Peluso.

I campani alzano il baricentro e al 47′ sfiorano la rete con una punizione di De Rosa che termina di poco alta. È il preludio al momento di maggiore pressione ospite.

Al 50′ Dini deve intervenire su un calcio d’angolo a rientrare battuto dallo stesso De Rosa, smanacciando il pallone e allontanando una situazione molto insidiosa.

Tre minuti più tardi arriva probabilmente la parata più spettacolare della sua gara. Improta si coordina e tenta una splendida rovesciata destinata verso la porta rossazzurra, ma l’estremo difensore etneo reagisce con un intervento di grande livello tecnico, negando il gol ai campani.

La pressione del Giugliano continua e al 56′ si registra un altro episodio decisivo. In una ripartenza veloce, Ibe si presenta solo davanti a Dini. La situazione sembra favorevole agli ospiti, ma il portiere del Catania rimane in piedi fino all’ultimo istante e chiude lo specchio della porta con un riflesso determinante.

È la parata che, di fatto, spegne definitivamente ogni tentativo di rimonta.

Al 59′ arriva anche un colpo di testa dell’ex Zammarini, controllato senza particolari problemi da Dini, ormai autentico baluardo della retroguardia etnea.

Cicerelli cala il poker

Superata la fase più complicata della ripresa, il Catania torna a colpire. Al 62′ arriva il 4-0 firmato da Cicerelli, protagonista di una prestazione di grande qualità tra le linee. La rete premia uno dei giocatori più continui della serata e sancisce definitivamente la superiorità rossazzurra.

Pochi minuti dopo il Massimino tributa la meritata standing ovation a Coda e Lunetta, sostituiti da Caturano e Liguori.

Rigore, primo gol di Caturano e festa rossazzurra

Il nuovo ingresso di Liguori produce immediatamente effetti. Al 67′ l’attaccante si inserisce in area e viene atterrato, inducendo l’arbitro a indicare il dischetto. Dopo la verifica richiesta dal Giugliano attraverso il FVS, la decisione viene confermata.

Sul pallone si presenta Salvatore Caturano, che al 70′ spiazza il portiere e realizza il 5-0. Per l’attaccante è una rete liberatoria, la prima con la maglia rossazzurra, accolta dall’abbraccio dei compagni e dagli applausi del pubblico.

Liguori completa la goleada

La serata perfetta trova il proprio sigillo al 75′. È Michael Liguori a mettere il proprio nome sul tabellino dei marcatori, realizzando il 6-0 e festeggiando il primo centro in maglia rossazzurra. Un gol che premia il suo ingresso in campo e certifica la profondità offensiva della squadra di Longo.

Da quel momento la gara perde inevitabilmente intensità. Le sostituzioni consentono al tecnico etneo di gestire le energie, concedendo spazio anche a Nicolò Catania e al rientrante Pagliai, accolto con affetto dal pubblico dopo il lungo stop.

Le considerazioni a margine

Al di là del risultato, ciò che colpisce maggiormente è la maturità con cui il Catania ha interpretato la partita. I rossazzurri hanno dominato attraverso il gioco, l’organizzazione e la capacità di leggere i diversi momenti dell’incontro.

La partita fotografa anche un altro aspetto importante: la crescita del collettivo. Cavuoti illumina, Coda finalizza, Dini protegge il risultato nei momenti più delicati, ma è l’intera squadra a dare la sensazione di muoversi secondo principi condivisi. Una caratteristica che nelle stagioni ambiziose fa spesso la differenza.

Questo Catania appare sempre più consapevole delle proprie qualità e sempre più riconoscibile nella propria identità di gioco.

Se la squadra di Longo ha definitivamente preso coscienza della propria forza, lo diranno le prossime settimane.

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