11 febbraio 2026

Catania, la “ripartenza” è un mezzo passo falso: col Cerignola finisce 0-0 tra rimpianti e nervosismo

Il martedì sera del “Massimino” si chiude con un risultato ad occhiali che fotografa una partita dalle due facce. Contro un’Audace Cerignola organizzata e solida, i rossazzurri non riescono a trovare il guizzo vincente, portando a casa un pareggio che alimenta qualche rimpianto per come è maturato e che frena la corsa al vertice.

 

La parola d’ordine era “ripartire”. Dopo lo scivolone esterno contro il Sorrento, il Catania di Toscano cercava al “Massimino” non solo i tre punti, ma una risposta di carattere per non perdere il treno di testa e mantenere alta la tensione agonistica. Invece, i 97 minuti della sfida contro l’Audace Cerignola raccontano una storia diversa: quella di un Catania a fasi alterne, che frena la sua corsa al vertice e scivola a -8 dal Benevento (seppur con una gara da recuperare).

Il pari a reti bianche contro i giallo blu pugliesi non è soltanto un’occasione mancata: è uno specchio fedele del momento che il Catania sta attraversando. Una squadra costruita per stare stabilmente nelle prime posizioni, ma che sta alternando fiammate di qualità a pause improvvise, lasciando per strada punti che pesano nella corsa al vertice. La serata del Massimino lascia l’amaro in bocca, ma la sensazione è che i rossazzurri stiano faticando a trovare continuità. Il dato più preoccupante non è tanto il risultato, quanto la difficoltà nel costruire occasioni pulite contro avversari organizzati. Il Catania crea, ma non punge. Spinge, ma non sfonda. E quando cala il ritmo, fatica a ritrovarsi, specie in sfide bloccate come questa.

La partita

Toscano ridisegna i suoi con il 3-4-2-1, Allegretto torna al centro della difesa, in mezzo Corbari affianca Quaini. Sulla trequarti D’Ausilio e Jimenez giocano dietro a Forte unica punta.

L’avvio sembra promettente. Casasola sfiora il gol di testa su cross di Celli, mandando però alto.

L’illusione del vantaggio arriva poco dopo: Quaini insacca sugli sviluppi di un tocco di Allegretto, ma l’arbitro strozza l’urlo del “Massimino” fischiando un fallo in attacco del capitano etneo. La decisione viene confermata anche dopo il consulto con la FVS, lasciando il punteggio ancorato sullo 0-0.

I rossazzrri cercano di mantenere alta l’intensità che cala col passare dei minuti, il giro palla diventa prevedibile, le idee si fanno meno lucide e il Cerignola, squadra quadrata e in salute, chiude bene ogni varco.

La prima vera occasione arriva solo alla mezz’ora: sinistro di Jimenez da fuori, palla a lato di poco. Il Cerignola risponde con Parlato, poi è D’Ausilio a sprecare la chance più nitida del primo tempo, calciando alto da posizione centrale dopo un assist perfetto di Corbari. È l’immagine di un Catania volitivo ma poco concreto, incapace di capitalizzare i momenti favorevoli.

La ripresa: girandola di cambi ma manca il guizzo

Toscano interviene subito: fuori Corbari e D’Ausilio, dentro Di Noia e Lunetta per dare più dinamismo e profondità. La scossa arriva: Casasola va vicino al gol con una conclusione deviata in angolo, poi si ripete ma senza trovare lo specchio della porta per questione di centimetri.

Mentre il Catania prova a ridisegnarsi ulteriormente con gli      ingressi di Caturano e Bruzzaniti al posto di Forte e Jimenez, è il Cerignola a mostrare tutta la pericolosità di squadra organizzata, compatta, pronta a ripartire. L’occasione più grande di questo scorcio di  partita è proprio dei pugliesi: azione dalla sinistra di Russo, palla al centro per D’Orazio che calcia a botta sicura. Dini compie un intervento straordinario, salvando il risultato sulla linea.

Episodio dubbio in area giallo blu per un contatto su Pieraccini, la verifica alla FVS non evidenzia irregolarità. Intanto tra i rossazzurri Rolfini prende il posto di Donnarumma. I ritmi calano ma è il Catania nei minuti finali a costruire l’azione più incisiva: Caturano lancia in verticale Lunetta che tira a botta sicura trovando la deviazione di un difensore avversario. Solo angolo.

Nel finale Rolfini, è protagonista dell’episodio che accende gli ultimi minuti: presunto fallo al limite, proteste vibranti, ma ancora una volta nessuna irregolarità rilevata dopo la verifica alla FVS. La frustrazione cresce e costa cara: Lunetta viene espulso per proteste proprio allo scadere dei 7 minuti di recupero.

Verso il derby: nessun alibi

Il calendario non aspetta. Sabato c’è il derby a Siracusa, una partita che non concede distrazioni né attenuanti. I rossazzurri dovranno presentarsi con un atteggiamento diverso: più rapidi, più determinati, più affamati. Una gara che può diventare spartiacque, perché vincere significherebbe rilanciare la corsa, mentre un altro passo falso rischierebbe di complicare seriamente il cammino.

Il Catania ha ancora margini, tempo e qualità per rimettersi in carreggiata. Ma serve una svolta mentale prima ancora che tecnica. Serve trasformare la parola d’ordine in realtà: ripartire, davvero.

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