31 gennaio 2026

Catania; la bestia nera è il Sorrento

Brusco stop a Potenza: i rosso neri  vincono 3-1 e spezzano  la serie positiva dei rossazzurri apparsi spenti, prevedibili ed incapaci di reagire all’uno –due dei campani. Dopo la partenza sprint ed il vantaggio firmato da Forte è arrivato il black out.  Stavolta la profondità della rosa non produce la solita scossa necessariaToscano: Dobbiamo resettare subito questa sconfitta.

di Salvatore Russo


La trasferta del Viviani di Potenza si trasforma in una serata amara per il Catania, che cade 3-1 contro il Sorrento. I rossoneri  si confermano autentica “bestia nera” per i rossazzurri: dopo il pari strappato al Massimino all’andata, i campani questa volta centrano il bersaglio grosso, imponendosi con personalità e lucidità nei momenti chiave del match. Una squadra che, contro il Catania, sembra sempre trovare energie e precisione extra, trasformando ogni confronto in un ostacolo irto di insidie.

Una sconfitta pesante non solo nel punteggio, ma anche nella prestazione: dopo un avvio incoraggiante, i rossazzurri si spengono progressivamente, lasciando campo e inerzia ai campani, che ribaltano il risultato già nel primo tempo e lo blindano nel finale.

Nonostante un avvio promettente,davanti ai propri tifosi, la squadra di Toscano si è spenta col passare dei minuti, palesando lacune difensive insolite e una manovra troppo prevedibile.

Una battuta d’arresto che interrompe bruscamente la striscia di nove risultati utili consecutivi ottenuti dal Catania e che riapre interrogativi sulla continuità mentale della squadra, apparsa improvvisamente fragile nei momenti chiave del match.

Se l’attacco ha trovato la via del gol subito, è stata la fase difensiva a preoccupare, sorpresa troppo facilmente dalle verticalizzazioni del Sorrento. La squadra etnea  è apparsa meno lucida del solito, “prevedibile” nelle giocate e incapace di reagire con la determinazione che aveva caratterizzato l’ultimo scorcio di stagione.

A fine gara Toscano non nasconde la sua amarezza per queata involuzione palesata dal gruppo in toto, una metamorfisi  che va subito analizzata, dichiara il tecnico, che poi lucidamente sintetizza:  “Il nostro rendimento non è stato all’altezza delle ultime prestazioni. Oggi non mi è piaciuto l’atteggiamento in generale, agli errori commessi non si è rimediato di squadra di repartonon può accadere al catania sevuole restare in vetta. Dobbiamo invertire il trend e resettare subito questa sconfitta e questa prestazione”.

Le scelte di Toscano: quattro novità nell’undici iniziale
Rispetto alla gara di Cosenza, Toscano decide di cambiare volto al Catania inserendo quattro novità dal primo minuto: Cargnelutti in difesa, Raimo sulla corsia destra, Lunetta come esterno offensivo e Forte al centro dell’attacco. Una scelta pensata per dare freschezza, ampiezza e maggiore profondità alla manovra rossazzurra.

La Partita

Il Catania per rinsadare la vetta della classifica, il Sorrento per allontanarsi dalla zona calda dei bassifondi. Si presentava così la sfida, sul green in sintetico del Viviani di Potenza – campo ospite dei campani -, della 24^ giornata del Girone C di Serie C.

Un avvio sprint: Forte illude, poi il blackout

Il Catania parte forte, determinato, con idee chiare e un’azione ben costruita che al 6’ porta al vantaggio: D’Ausilio inventa, Lunetta rifinisce, Forte finalizza da vero rapace d’area. È lo 0-1 che sembra indirizzare la gara e confermare l’intuizione delle scelte di Toscano. Ma col passare dei minuti l’illusione è detinata a svanire, l’impatto delle novità si affievolisce e il Catania perde progressivamente brillantezza.

Al 13’ il Sorrento trova il pari con Sabatani, bravo a sfruttare un taglio centrale di Colombini che coglie impreparata la retroguardia etnea.1-1!  È il primo campanello d’allarme: la squadra si allunga, perde compattezza, concede metri e fiducia agli avversari.

Il Sorrento cresce, prende campo, vince duelli e seconde palle. E al 26’ arriva il sorpasso: Ricci trova Cuccurullo, cross perfetto per Crecco che anticipa tutti e firma il 2-1. Difesa ancora sorpresa in profondità, ancora un inserimento non letto, ancora un gol evitabile.

Sulle ali dell’entusiasmo  campani invece continuano a macinare gioco e ad insidiare un paio di volte la porta di Dini.

Il Catania prova a reagire, ma è una reazione più nervosa che lucida. Qualche fiammata, qualche iniziativa di D’Ausilio e Jimenez, ma poca precisione e poca cattiveria negli ultimi metri. Sui piedi di Forte al 40’ l’occasione più incisiva costruita dagli etnei nel finale di tempo, ma la conclusione è centrale e non crea problemi al portiere campano Del Sorbo.

Il primo tempo si chiude con i rossazzurri in difficoltà e il Sorrento in pieno controllo emotivo della gara.

Ripresa senza mordente: cambi inefficaci e poche idee

Nella ripresa il Catania prova a riorganizzarsi,Toscano inserisce subito Di Noia per Corbari, ma la manovra resta lenta, prevedibile, facilmente leggibile dalla difesa campana. Gli ulteriori cambi non portano l’energia sperata: Bruzzaniti prova a dare vivacità, Caturano lotta ma non trova spazi, Donnarumma spinge ma senza la consueta precisione. Dietro Ierardi prende il posto di Miceli, ma stavolta la profondità della rosa non produce la solita scossa.

Di contro, il Sorrento resta compatto, ordinato, sempre pronto a ripartire. E quando può, punge.

Le occasioni rossazzurre arrivano più per volontà che per costruzione: qualche mischia, un paio di conclusioni centrali, un colpo di testa di Forte a lato ed una conclusione di Caturano deviata in angolo. Troppo poco per impensierire Del Sorbo.

All’89’ arriva il colpo del definitivo ko: I rosso neri campani agiscono in ripartenza, Ricci riceve palla in area, controlla e scarica un destro potente che non lascia scampo a Dini. È il 3-1 che chiude la partita e fotografa perfettamente l’andamento del match.

Un passo indietro evidente

Il Catania esce dal Viviani con più dubbi che certezze. La squadra oggi ha smarrito intensità e compattezza proprio quando serviva più determinazione.

Una battuta d’arresto così netta rischia di complicare la corsa al vertice, perché in un torneo equilibrato come questo, ogni calo di tensione può costare caro.

Ma proprio per questo la chiosa non può che essere riflessiva: le stagioni si costruiscono anche attraverso le cadute. Le sconfitte più dure, spesso, sono quelle che costringono a guardarsi dentro, a ritrovare identità, a rialzarsi con più convinzione. Il Catania ha le qualità per farlo, ma deve ritrovare subito cattiveria, ordine e determinazione.

E il calendario non concede tregua: sabato al Massimino arriva il Trapani, una sfida che vale molto più di tre punti. Servirà un Catania diverso, più feroce nei duelli, più corto, più affamato.

 Il tabellino

Sorrento-Catania 3-1

Marcatori: 6′ Forte (C), 13′ Sabatani (S), 26′ Grecco (S), 89′ Ricci (S).

SORRENTO (3-4-2-1): Del Sorbo; Solcia, Di Somma, Colombini; Paglino (33′ st Shaw), Capezzi (33′ st Tonni), Cuccurullo, Crecco; Ricci, Esposito (30′ st Potenza); Sabbatani (51′ st Bernabeo). In panchina: Harrasser, D’Aniello, Milan, Matera, Riccardi, Vilardi, Cangianiello. Allenatore: Serpini.

CATANIA (3-4-2-1): Dini; Cargnelutti, Miceli (16′ st Ierardi), Celli; Raimo (16′ st Donnarumma), Corbari (1′ st Di Noia), Quaini, Lunetta (23′ st Caturano); Jimenez (16′ st Bruzzaniti), D’Ausilio; Forte. In panchina: Bethers, Allegretto, Pieraccini, Ponsi, Rolfini. Allenatore: Toscano.


ARBITRO: Gandino di Alessandria.
NOTE: Ammoniti: Miceli, Solcia. Angoli: 0-2. Recupero: 0′; 6′

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