Primo tempo bloccato per i rossazzurri contro un avversario coraggioso ed imprevedibile. I cambi di Toscano incidono nella ripresa. D’Ausilo firma la rete del vantaggio, ma i campani nel finale sfiorano il pari. Gli etnei restano saldamente al secondo posto alla vigilia di un marzo infuocato. Il commosso ricordo del piccolo Domenico dalla redazione di Globus televisIon.

Il Catania supera il Giugliano 1-0 al termine di una gara dura, sporca, da conquistare centimetro dopo centimetro. Una vittoria figlia della determinazione e della capacità dei rossazzurri di saper soffrire, qualità indispensabile in un campionato che non concede sconti. Contro un avversario tutt’altro che remissivo, capace di giocare senza timori reverenziali e di mettere in difficoltà la seconda forza del torneo, la squadra di Toscano ha saputo restare lucida, crescere nella ripresa e colpire nel momento decisivo grazie al gol di D’Ausilio. Ancora una volta, i cambi del tecnico si rivelano determinanti e permettono al Catania di portare a casa tre punti pesantissimi, che mantengono i rossazzurri agganciati al secondo posto alle spalle del Benevento, proprio alla vigilia di un ciclo di scontri diretti ad altissima intensità.
Il ricordo del piccolo Domenico
Il pomeriggio del Massimino è stato segnato anche da un momento di profonda commozione. Il ricordo del piccolo Domenico, il bambino trapiantato di cuore e scomparso ieri a Napoli, ha attraversato lo stadio come un abbraccio collettivo. Una vicenda dolorosa che ha scosso e indignato l’Italia intera, lasciando un senso di impotenza e di incredulità.
Anche il mondo del tifo non è rimasto indifferente: nel settore ospiti, così come in Curva Nord e Curva Sud, sono comparsi striscioni dedicati a Domenico, testimonianza di un dolore condiviso che supera colori e rivalità. La redazione di Globus Television e la squadra di Studio-Stadio Live hanno voluto aprire il collegamento dal Massimino con un minuto di sentito raccoglimento, un gesto semplice ma carico di significato, per stringersi idealmente attorno alla famiglia del piccolo e onorarne la memoria.

Un match testa-coda solo sulla carta
Squadre in campo accolte da un enorme striscione esposto in tribuna B in ricordo di Ciccio Famoso, storico capo ultrà rossazzurro. Prima della partita a bodo campo il direttore sportivo del Giugliano, Antonazzo, ha voluto consegnare un mazzo di fiori al DS del Catania Pastore per onorare la memoria di Orazio Russo.
La sfida valida per la 28ª giornata si presentava come un classico testa-coda: Catania secondo e lanciato all’inseguimento del Benevento capolista, Giugliano in piena lotta salvezza ma rigenerato dall’arrivo di mister Di Napoli. E infatti, sin dai primi minuti, i campani hanno dimostrato di non essere venuti al Massimino per fare da sparring partner.
Toscano conferma il suo 3-4-2-1 con Miceli al centro della difesa, Jimenez e Lunetta alle spalle di Rolfini.
Di Napoli risponde con un 3-5-2 compatto e pronto a ripartire: Laezza guida la retroguardia, in mezzo ci sono Peluso, De Rosa e l’ex Zammarini, mentre davanti agiscono Prado e Volpe.

Primo tempo: ritmi alti, poche occasioni e un Giugliano coraggioso
Il Catania parte forte: su corner Casasola impegna Greco con un colpo di testa centrale, poi Lunetta sfiora il palo dopo un buon dialogo con Jimenez. Ma il Giugliano non si chiude, anzi risponde colpo su colpo.
De Rosa ci prova dal limite trovando un attento Dini, mentre sul ribaltamento Corbari calcia alto da buona posizione. I campani insistono: palla filtrante di De Rosa per Prado, diagonale fuori di un soffio.
Con il passare dei minuti la gara si incanala su binari tattici: Catania che fatica a trovare spazi, Giugliano che riparte con pericolosità. Il primo giallo è per Quaini. Dopo due minuti di recupero, si va al riposo sullo 0-0.
Ripresa: Toscano cambia volto alla squadra
Toscano interviene subito: fuori Quaini, dentro D’Ausilio, con Jimenez arretrato in mediana. Ma è ancora il Giugliano a rendersi pericoloso: De Rosa calcia forte dal limite, Dini risponde da campione.
Il Catania però cresce. Al 55’ Lunetta segna su assist di Casasola, ma il VAR annulla per fuorigioco. È il preludio al cambio di passo: i rossazzurri prendono campo, aumentano i giri e al 58’ sfiorano il gol con una rovesciata spettacolare di D’Ausilio che termina a lato di un soffio.
Le panchine si muovono: Di Napoli inserisce Broh ed Egharevba, Toscano risponde con Forte e Bruzzaniti, poi Ponsi.

Il gol partita: D’Ausilio firma l’1-0
Il Catania ora è più aggressivo e incisivo. Al 68’ Bruzzaniti sfonda a sinistra, mette al centro per Forte che viene murato, ma il pallone resta lì: D’Ausilio è il più rapido e devia in rete da pochi passi. Massimino in festa: 1-0.
Di Napoli corre ai ripari con Balde e Vaglica. Toscano invece deve rinunciare a Forte per un problema fisico: dentro Di Noia per dare equilibrio.
Al 78’ episodio da moviola: contatto in area tra Caldore e Bruzzaniti, check alla FVS, ma niente rigore.
Finale da brividi: Marchisano grazia il Catania
Il Giugliano non molla e al 90’ entra anche Cester. Il recupero è di sette minuti, e al 96’ arriva l’occasione che gela il Massimino: azione rapida sulla sinistra, palla rasoterra che attraversa l’area e trova Marchisano sul secondo palo. Il tiro, però, è impreciso. Dini e tutto il Catania tirano un sospiro di sollievo.
È l’ultima emozione di una gara intensa, fisica, che i rossazzurri portano a casa con determinazione e maturità.

Tre punti che valgono doppio
Ancora una volta, la panchina di Toscano fa la differenza: D’Ausilio entra e decide la partita, Bruzzaniti cambia ritmo, Di Noia dà equilibrio nel finale. Il Catania dimostra di saper vincere anche soffrendo, qualità fondamentale in un campionato lungo e insidioso.
Ora all’orizzonte c’è un marzo di fuoco: doppia trasferta in Campania, prima a Salerno poi a Benevento. Due scontri diretti che possono indirizzare la stagione.
Il Catania ci arriva con tre punti in più, tanta consapevolezza e un Massimino, autentico fortino, che continua a spingere.
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