19 febbraio 2026

Catania–Trapani 4-0: una vittoria larga, nel segno di Orazio Russo

Forti emozioni al Massimino nel ricordo della bandiera rossazzurra. In campo la squadra di Toscano ritrova gioco e punti importanti per non perdere contatto con la testa della classifica. Un autogol spiana la strada agli etnei che poi dilagano con le reti di Pieraccini, Jimenez e Casasola.

Non era una partita come le altre, e il campo lo ha confermato sin dal primo minuto. Il recupero della 25ª giornata del Girone C si è trasformato in un tributo collettivo, un abbraccio rossazzurro che ha valicato i confini del rettangolo verde. Il Catania schianta il Trapani con un perentorio 4-0, nel ricordo di Orazio Russo, bandiera indimenticata e simbolo di “catanesità, scomparso prematuramente la scorsa settimana, che ha unito un intero stadio, un intero popolo, in un abbraccio commosso.

L’atmosfera sugli spalti non era quella elettrica di sempre. C’era una compostezza solenne. Quando lo speaker ha annunciato il minuto di raccoglimento per Orazio Russo, i quindicimila del Massimino si sono fusi in un unico respiro. Non volava una mosca: un silenzio irreale, rotto solo dal battito dei cuori di chi, in Orazio, vedeva non solo un ex calciatore o un dirigente, ma un simbolo di “catanesità.

Il momento visivamente più potente è arrivato dal cuore pulsante del tifo rossazzurro. Al centro della Curva Nord è rimasta esposta una maglia numero 7 gigante, quel numero che adesso rappresenterà un pezzo indelebile di storia del calcio catanese.

Significativo l’abbraccio ideale alla famiglia Russo da parte dell’allenatore del Trapani Aronica che insieme al capitano Benedetti hanno incontrato a bordo campo i figli di Orazio per consegnare loro una maglia e un mazzo di fiori.  

La partita

Mister Toscano ridisegna i suoi per sopperire alle assenze di Allegretto e Di Tacchio: spazio a Micelli al centro della difesa, mentre a centrocampo la diga è formata da Corbari e Quaini. Davanti, il duo Lunetta-D’Ausilio a supporto di Forte, con Jimenez inizialmente in panchina.

Dall’altra parte, Aronica risponde con una linea difensiva guidata da Motoc e Pirrello, mentre davanti sceglie Stauciuc come riferimento centrale, supportato da OrtisiRiccardo Forte e Benedetti.

Primo tempo: ritmo, cinismo e gol

L’avvio è tutto rossazzurro: ritmo alto, trame pulite, ma poca precisione sotto porta.

Un errore difensivo rischia di punire il Catania, con Riccardo Forte che costringe Dini alla deviazione in angolo. Poco dopo Morelli trova la conclusione, ma l’azione è viziata da fuorigioco.

Il Catania risponde con D’Ausilio, che sfiora il palo dopo un controllo elegante.

Il match gira in favore dei padroni di casa al 22’, quando Casasola affonda sulla destra: il suo cross cerca Forte, ma trova la deviazione di Pirrello che infila il proprio portiere. È l’1-0 che sblocca i rossazzurri che accelerano e sfiorano, di li a poco, il raddoppio: Donnarumma dalla sinistra propone un traversone, la palla giunge all’interno dell’area trapanese a Lunetta che di prima tenta la deviazione al volo, palla che si stampa sulla traversa.

Pochi minuti dopo, al 36’ arriva il 2-0: corner di D’Ausilio, palla a Quaini che pennella un cross morbido, Pieraccini incorna, Galeotti respinge, ma il difensore è più rapido di tutti e ribadisce in rete di testa.

Reagiscono gli ospiti che costruiscono una buona azione all’interno dell’area rossazzurra con Stauciuc che serve in acrobazia Riccardo Forte che da buona posizione manda alto.

È l’ultima emozione del primo tempo.

Ripresa: il Catania controlla, accelera e dilaga

Aronica cambia subito: dentro Winkelmann e Battimelli per Benedetti e Stauciuc.
Ma è ancora il Catania a rendersi pericoloso: Galeotti compie un miracolo su colpo di testa di Casasola, ma la pressione etnea è incessante.

insistono i rossazzurri, l’occasione questa volta è sui piedi di Francesco Forte, botta pronta ma centrale che il portiere granata agguanta. Primi cambi per Toscano che manda in campo Rolfini e Jimenez per Forte e D’Ausilio, mosse che risulteranno decisive.

Il Trapani prova a rimescolare le carte con Ryder Matos che subentra a Riccardo Forte.
Gli etnei però non calano mai d’intensità: Celli sfiora il gol con una percussione potente.

Il Catania sostituisce Donnarumma con Ponsi, al debutto, e Lunetta per Bruzzaniti.

I rossazzurri tornano a spingere sfruttando la fascia sinistra: Bruzzaniti appoggia per Ponsi, assist al bacio per l’inserimento di Jimenez che non sbaglia e al 73’ firma il 3-0 con freddezza.

Toscano sostituisce Pieraccini per Ierardi. Nel Trapani Perri prende il posto di Morelli.

I granata spariscono dal campo e il Catania cala il sipario all’82’con un’azione da manuale: Ponsi (impatto devastante sulla gara) mette dentro un pallone che Rolfini prolunga con un tacco delizioso per Casasola, che da due passi non sbaglia e firma il definitivo 4-0.

Partita senza storia nei minuti finali, c’è il tempo di un ultimo avvicendamento per Aronia che richiama Ortisi per La Sorsa.

Il triplice fischio finale sancisce la fine di un digiuno di vittorie che durava da circa un mese. Un successo che permette al Catania di accorciare a -5 dalla capolista Benevento e ristabilire a +6 il vantaggio sulla Salernitana.

Rossazzurri che ritrovano morale e gioco in vista della sfida di domenica contro il Giugliano, occasione per riprendere il cammino a passo spedito.

Nessun commento:

Posta un commento