15 febbraio 2026

Siracusa–Catania 1-1: un derby nervoso, deciso da D’Ausilio e Di Paolo

 Prosegue il momento no dei rossazzurri che sprecano l’occasione di accorciare le distanze dal Benevento, fermato in casa dal Latina. Pomeriggio spigoloso segnato da dolore e commozione per la scomparsa di Orazio Russo, vessillo del Catania.

di Salvatore Russo


Il verdetto del “Nicola De Simone” è un pareggio che lascia più di un interrogativo in casa rossazzurra per quello che poteva essere e non è stato. Il confronto tra Siracusa e Catania, ha dato vita ad una sfida spigolosa, nervosa e carica di tensione agonistica, che lascia l’amara sensazioni di occasione presa per la squadra di  Toscano, incapace di approfittare pienamente del contemporaneo passo falso della capolista Benevento e della Salernitana che insegue, lasciando posizioni e distanze invariate in classifica.

Le scelte tattiche: Jimenez arretra, Turati si affida ad Arditi

Toscano rimescola le carte: Jimenez viene abbassato in mediana, mentre sulla trequarti agiscono Bruzzaniti e D’Ausilio a supporto dell’unica punta Caturano. Una scelta che mira a dare più densità centrale e più imprevedibilità tra le linee.

Dall’altra parte, il Siracusa di Turati risponde con un assetto collaudato: Maraffini guida la difesa, Frisenna fa legna a centrocampo e Arditi agisce come riferimento centrale.

Primo Tempo: lampo di D’Ausilio e gioia strozzata

La prima frazione vive di un equilibrio metodico. Il Catania gestisce il possesso, il Siracusa cerca di pungere in ripartenza. La scintilla scocca intorno al 35’: un’accelerazione bruciante dei rossazzurri spacca la partita. D’Ausilio innesca Bruzzaniti sulla fascia, il cui cross pennellato trova la testa di Casasola; sulla respinta corta del portiere Farroni, non protetto dalla difesa aretusea, D’Ausilio è il più lesto di tutti e scaraventa in rete il pallone del vantaggio rossazzurro. 0-1!

Il Catania sente l’odore del raddoppio e cinque minuti dopo andrebbe anche a segno con Pieraccini, servito ancora dall’ispirato Bruzzaniti. L’esultanza dei giocatori in campo viene però strozzata dalla bandierina dell’assistente: fuorigioco confermato dal VAR e squadre negli spogliatoi sul minimo vantaggio ospite.

Ripresa: il dolore per Orazio Russo e il pari di Di Paolo

L’avvio di secondo tempo è ammantato di tristezza per i colori rossazzurri: arriva la notizia della scomparsa di Orazio Russo, bandiera storica del Catania. Un colpo emotivo che pesa.

In campo, il Siracusa entra con un piglio diverso. Al primo affondo, la retroguardia etnea tentenna: Arditi scappa a destra e mette al centro un pallone che Di Paolo corregge in rete sottomisura e firma l’1-1 che rimette tutto in equilibrio.   

Assalto finale e nervi tesi: il VAR protagonista

La partita sale di tono e diventa una battaglia di nervi. Toscano prova a vincerla inserendo Rolfini, Di Tacchio e Forte. Turati risponde con Puzone, poi Simonetta, e nel finale inserisce anche Gudelevicius Sbaffo.

Le occasioni fioccano da entrambi i lati: Dini dice no ad Arditi, mentre dall’altra parte Farroni compie un miracolo d’istinto su una botta a colpo sicuro di D’Ausilio al 91′.

Il finale è un susseguirsi di proteste e ricorsi alla tecnologia:

Il Catania chiede un rigore per un contatto aereo su Casasola, ma il check non ravvisa irregolarità.

Al 94′, il Siracusa reclama il penalty per un intervento di Allegretto su Gudelevicius: l’arbitro lascia correre tra le proteste feroci della panchina azzurra, che costano l’espulsione a mister Turati.

Al 100′ (dopo 10 minuti di recupero totali), Casasola finisce a terra e chiede ancora il rigore, ma rimedia solo un giallo per simulazione.

Occasione sprecata per il Catania

Al triplice fischio è 1-1. Se per il Siracusa è un punto d’oro nella corsa salvezza ottenuto con cuore e grinta, per il Catania resta il rimpiantodi una grande occasione sprecata. Con il Benevento fermato dal Latina, i rossazzurri avrebbero potuto accorciare sensibilmente la classifica. Invece, tornano ai piedi dell’Etna con un punto e tanti dubbi sulla gestione del vantaggio.

Adesso servono nervi saldi e massima concentrazione per guardare alle prossime sfide interne con Trapani e Giugliano, che precedono il doppio confronto esterno con Salernitana e Benevento per tentare il cambio di rotta.

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