Una gara ben giocata, una sconfitta pesante. Il Catania esce dal “Vigorito” con la consapevolezza di potersela giocare con chiunque, ma anche con la necessità di crescere nella gestione dei momenti decisivi. La corsa verso l’alto sembra compromessa, ma non è il momento di mollare: la squadra ha dimostrato di avere carattere, idee e qualità. Ora serve trasformare rabbia e delusione in forza per affrontare il rush finale e presentarsi ai playoff con la mentalità giusta.
di Salvatore Russo - Foto: Nino Russo

Al “Vigorito” si materializzano gli incubi peggiori per il Catania. Una serata che avrebbe potuto rilanciare ambizioni e autostima si trasforma invece in un colpo durissimo, destinato a ripercuotersi sulla classifica e, inevitabilmente, sul morale. Lo scontro diretto con la capolista, giocato con coraggio e qualità, finisce per premiare oltremisura il Benevento, che sfrutta due episodi favorevoli e allunga a +10 il distacco dagli etnei. Un margine pesante, quasi una sentenza anticipata sulle possibilità di riaprire la corsa al primo posto.
Il Catania torna a casa con la sensazione di aver perso molto più di una partita: ha perso terreno, ha perso un’occasione, ha perso un pezzo di futuro. E lo ha fatto nel modo più amaro, dopo aver dimostrato di poter tenere testa alla squadra, dicono le cifre, più forte del campionato.
È questo il paradosso che brucia: la prestazione c’è stata, la personalità pure, ma il risultato racconta un’altra storia, soprattutto perché maturato al termine di uno scontro diretto in cui i rossazzurri avevano fatto tutto ciò che serviva per ottenere il massimo.
Adesso è il momento di guardare in faccia la realtà e chiedersi cosa sia mancato davvero. Perché il Catania, nel doppio confronto con Salernitana e Benevento, ha messo in campo due prestazioni di livello assoluto, ma ha raccolto appena un punto. Troppo poco per una squadra che ha ambizioni e mezzi per competere con le migliori.
Questo ko ridimensiona la corsa dei rossazzurri, ma non c’è tempo per piangersi addosso. La rabbia va trasformata in energia, la delusione in determinazione. Il campionato non è finito. Il primo posto forse sì.
Il rush finale della stagione è alle porte e i playoff rappresentano un obiettivo da blindare e poi da affrontare con la stessa personalità mostrata a Benevento, ma con maggiore lucidità nei momenti decisivi.
Ma la stagione, quella vera, quella che costruisce futuro e credibilità, passa da come il Catania saprà rialzarsi.
La Partita; Le scelte degli allenatori
Toscano cambia volto al Catania
Il tecnico rossazzurro conferma la difesa a tre ma introduce due novità significative:
Ierardi schierato come braccetto di sinistra, per dare più fisicità e aggressività nei duelli.
Lunetta utilizzato come terminale offensivo, scelta che premia la sua capacità di attaccare la profondità e riempire l’area.
Una formazione pensata per reggere l’urto fisico del Benevento e colpire in velocità.
Floro Flores punta sulla qualità tra le linee
Il Benevento risponde con due scelte precise:
Cerasoli inserito in difesa per dare solidità.
Della Morte schierato sulla trequarti alle spalle di Salvemini, per creare superiorità tra le linee e sfruttare gli inserimenti centrali.
Due piani gara diversi, ma entrambi chiari e coerenti.

Il match; Catania coraggioso, Benevento cinico
Gli etnei partono forte, giocano con ritmo e personalità, e al 21’ trovano il meritato vantaggio: Donnarumma affonda sulla destra, cross perfetto e Lunetta anticipa tutti battendo Vannucchi di testa. Un’azione costruita con qualità e determinazione.
Il Benevento però reagisce subito: al 24’ Lamesta disegna una punizione velenosa, nata da un fallo evitabile, che sorprende Dini e rimette il match in equilibrio.
Il Catania non si scompone: Donnarumma e Jimenez sfiorano il nuovo vantaggio, Casasola spinge con continuità e crea superiorità sulla fascia.
La squadra di Toscano tiene il campo con ordine, senza mai andare in affanno.
Nella ripresa il copione non cambia: Di Noia e Pierno impegnano Vannucchi dalla distanza, mentre Toscano prova a dare nuova linfa inserendo Di Tacchio e Caturano. Floro Flores risponde con Caldirola, poi con Mignani e Kouan.
Quaini sfiora il gol su punizione di Bruzzaniti. È l’ultima grande occasione rossazzurra.
L’episodio che decide tutto
All’86’ arriva la doccia gelata: un errore di lettura di Casasola apre la porta al Benevento, Mignani ringrazia e firma il 2-1.
Una beffa nel momento in cui la gara sembrava avviata verso un pareggio stretto per i rossazzurri.
Il Catania prova a reagire con Donnarumma , ma il suo tiro termina alto. Dopo cinque minuti di recupero, il triplice fischio sancisce una sconfitta pesante più per la classifica che per la prestazione.
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