A Caravaggio finisce 1-1: rossazzurri stanchi, decimati ma solidi. Toscano centra l’obiettivo minimo e vola alla fase nazionale dei playoff. La squadra in ritiro a Veronello, annuncia il tecnico. “Non lasceremo niente al caso per raggiungere il sogno della promozione”.
di Salvatore Russo
Il Catania torna dalla trasferta di Caravaggio con un pareggio pesante, più per ciò che rappresenta che per ciò che si è visto in campo. L’1-1 contro l’Atalanta U23 consegna agli etnei il secondo posto matematico, miglior piazzamento possibile in chiave playoff e accesso diretto al secondo turno della fase nazionale.
Un traguardo fondamentale, raggiunto al termine di una gara complicata, e lo si è visto fin dai primi minuti: tante assenze, uomini contati, rotazioni obbligate per Toscano nel confronto con la compagine orobica, viva, intensa, capace di creare più di un grattacapo.
I rossazzurri non brillano, soffrono, vanno sotto alla fine del primo tempo. La rete di Ghislandi rischia di creare un contraccolpo psicologico, mentre Salernitana e Cosenza, restano in agguato e chiudono in vantaggio i rispettivi incontri.
Ci si aspetta la reazione emotiva e concreta nella ripresa, ma gli etnei appaiono timorosi, i cambi ed un finale finalmente più incisivo danno il la al gol di Caturano, bomber ritrovato, che da al Catania la consapevolezza di essere una squadra viva, capace di reagire anche nei momenti più difficili.
Il pareggio di Caravaggio – quindi – non è soltanto un punto che chiude la regular season: è lo specchio di ciò che il Catania è stato quest’anno. Una squadra spesso in affanno, altre volte capace di rialzarsi, quasi mai continua, ma comunque abbastanza solida da difendere fino all’ultimo il secondo posto, obiettivo minimo e al tempo stesso fondamentale per presentarsi ai playoff dalla porta principale.
La stagione del Catania è stata un percorso tortuoso, fatto di cambi in panchina, di identità da ricostruire, di momenti bui e di ripartenze. Toscano ha ripreso in mano una squadra fragile e l’ha resa più compatta, più pragmatica, più attenta nei dettagli. Non sempre brillante, non sempre convincente, ma capace di restare aggrappata alla classifica tenacemente, di non mollare e di blindare un piazzamento che, oggi, vale oro. Perché arrivare secondi significa saltare un turno, evitare trappole, recuperare energie e preparare con lucidità la fase nazionale dei playoff, dove ogni errore pesa doppio.
Eppure, il Catania che si affaccia alla post-season è una squadra che deve ancora dimostrare tanto. Le difficoltà nella costruzione, la fatica nel trovare continuità offensiva, gli infortuni che continuano a condizionare le scelte: sono elementi che non possono essere ignorati. Ma c’è anche un gruppo che ha imparato a soffrire, che ha trovato nuove gerarchie, che ha scoperto alternative preziose e che, soprattutto, può contare su un pubblico capace di trascinarlo nei momenti decisivi.
Il gol di Caturano al 92’ è più di un pareggio: è un segnale. Dice che questo Catania, pur imperfetto, è vivo. Che sa restare dentro le partite. Che sa colpire quando conta. E che, nei playoff, potrà giocarsi le sue carte con la consapevolezza di avere ancora margini di crescita.
Adesso inizia un altro campionato, e i rossazzurri ci arrivano passando dalla porta principale. Sta a loro dimostrare di meritare anche il resto.

La partita
È l’ultimo atto della stagione regolare, la 38ª giornata del Girone C di Serie C, e a Caravaggio non si gioca una semplice partita: Atalanta U23–Catania si confrontano per raggiungere i propri obbiettivi: Gli etnei cercano di consolidare il secondo posto, gli orobici si giocano l’opportunità di accedere ai playoff. Al Comunale, gremito anche da circa 500 tifosi rossazzurri giunti soprattutto dal Nord Italia, è tutto pronto.
Le scelte iniziali: Toscano conferma l’assetto, Bocchetti punta sulla freschezza
Domenico Toscano riparte dal suo 3-4-2-1, nonostante gli uomini contati: fuori Rolfini, Casasola, Corbari, Miceli, Donnarumma e con Di Tacchio non al meglio.
Questo l’undici iniziale: Dini tra i pali; Ierardi, Pieraccini, Allegretto a comporre la linea difensiva; Raimo e Celli sugli esterni con Di Noia e Jimenez in mezzo; D’Ausilio e Cicerelli alle spalle di Forte
L’Atalanta U23 di Salvatore Bocchetti risponde con un modulo a specchio, dinamico e aggressivo: Vismara in porta; Plaia, Guerini, Navarro in difesa; Steffanoni e Ghislandi sulle corsie; Levak e Manzoni in mediana; Bonanomi e Cassa a supporto di Misitano.

Primo tempo: Catania bene per 20’, poi cresce l’Atalanta e arriva il gol
L’avvio è incoraggiante per gli etnei, che interpretano la gara con determinazione e intensità nei primi 20’minuti. La prima vera palla gol è rossazzurra. Al 12’ Cicerelli riceve tra le linee, vede il taglio interno di D’Ausilio e lo serve con un filtrante perfetto. Il trequartista calcia di prima, ma Vismara compie un intervento decisivo, respingendo con il corpo.
Sostituzione forzata nell’Atalanta. Il centrale nerazzurro Plaia si ferma per un problema muscolare. Bocchetti inserisce Berto, senza modificare il 3-4-2-1 ma perdendo un riferimento importante nella costruzione bassa.
Pericolosi al 34’ gli orobici: sugli sviluppi di un’azione manovrata, Bonanomi trova spazio alle spalle di Celli e colpisce di testa da posizione favorevole. La palla esce di poco: è il primo vero squillo dell’Atalanta, che inizia a prendere campo.
Il Catania tiene bene il campo, ma alla distanza l’Atalanta cresce, impone ritmo e verticalità, sfruttando la freschezza dei suoi giovani.
Al 42’ arriva il gol che sblocca la gara: inserimento perfetto di Ghislandi, che riceve in profondità l’assist di Bonanomi e batte Dini con freddezza. Un gol che fotografa il momento: Atalanta più fresca, Catania in affanno soprattutto in mezzo al campo.

Ripresa: Catania spento, poche idee, tanti cambi, poi il finale deciso
Toscano cambia subito: dentro Lunetta per aumentare la profondità, fuori D’Ausilio. Il modulo resta lo stesso, ma l’idea è allargare la difesa nerazzurra.
Si vede il Catania a 48’. Azione personale di Cicerelli: dribbling secco, ingresso in area e conclusione. La difesa orobica devia in extremis. È uno dei pochi lampi del Catania nella ripresa.
Pronta risposta dei padroni di casa con Misitano, tiro dalla trequarti, alto.
Si arriva alla gestione dei cambi: Bocchetti richiama Misitano ed inserisce Cissè, un attaccante più fisico per tenere alta la squadra e attaccare la profondità.
Triplo cambio Catania. Toscano ridisegna la squadra: dentro Cargnelutti, Bruzzaniti e Caturano. Fuori Pieraccini, Raimo e Forte. L’intento del tecnico calabrese è multiplo: dare più solidità in fase di copertura; aumentare la spinta sugli esterni; avere un riferimento offensivo esperto.
Il Catania va a folate e al 79’ insidia la porta di Vismara con un sinistro rasoterra dai 20 metri di Celli, potente e angolato. Portiere battuto, ma la palla sfila a lato di pochissimo. È l’occasione più nitida del secondo tempo per il Catania.
Triplo cambio Atalanta. Fuori Bonanomi, Ghislandi e Guerini, dentro Bergonzi, Mencaraglia e Idele. Bocchetti passa a una gestione più prudente, abbassando il baricentro.
Altro problema per Toscano:all’85’ Lunetta si ferma dopo un contrasto.Dentro Di Tacchio, che stringe i denti nonostante le condizioni non ottimali.
Recupero da batticuore: Caturano firma il pari e… il secondo posto
Quando tutto sembra scritto, il Catania ritrova energie, geometrie e coraggio proprio nel finale. Nei sei minuti di recupero gli etnei alzano il baricentro e costruiscono l’azione che cambia la stagione.
Sugli sviluppi di un corner al 92’ nasce un’azione confusa ma insistita: Caturano prova il controllo aereo, la palla resta in area, rimbalza tra più giocatori e viene raccolta da Ierardi che calcia verso la porta, il pallone diventa un assist perfetto per Caturano che anticipa tutti e calcia di prima
Il tiro è secco, imparabile: 1-1. Esplode il settore rossazzurro. Un gol che vale il pareggio, ma soprattutto blinda il secondo posto in classifica, che sarebbe arrivato comunque nonostante i risultati di Salernitana e Cosenza, ma che così assume un sapore diverso, che da morale e consapevolezza.
Ora inizia un altro capitolo
Il Catania tornerà in campo il 17 maggio per l’andata dei quarti di finale playoff, con il ritorno fissato al Massimino il 20, in un clima che si preannuncia infuocato. E per arrivare pronto a quell’appuntamento, Mimmo Toscano ha già tracciato la rotta.
Il tecnico, più sereno dopo il punto conquistato a Caravaggio, ha annunciato una scelta forte e significativa: la squadra andrà in ritiro a Veronello, una decisione condivisa con la società per isolarsi, lavorare con continuità e preparare al meglio la fase decisiva della stagione. «Non lasceremo niente al caso per raggiungere il sogno della promozione» ha spiegato Toscano, sottolineando come il gruppo abbia bisogno di concentrazione assoluta e di un ambiente che favorisca recupero e lavoro mirato.

Nessun commento:
Posta un commento