21 maggio 2026

Step by step verso la semifinale; Il Catania pareggia 3-3 col Lecco e trova l’Ascoli

 Partita pazza ed emozioni forti in un Massimino sold out e appassionato che spinge il Catania. Donnarumma firma il vantaggio rossazzurro, ma i brianzoli ribaltano tutto con Urso e poi con  Sipos (su rigore). Nel finale di primo tempo arriva il pari etneo su autogol. Una straordinaria rete di Ierardi riporta avanti i rossazzurri ad inizio ripresa. Ma non è finita, perché Duca rimette in bilico un match combattuto e sofferto fino alla fine. Il pari consente al Catania di accedere alle semifinali, nel doppio confronto sfiderà i marchigiani. L’altro match vedrà di fronte Brescia e Salernitana.

di Salvatore Russo - Foto: Catania FC

Step by step, un gradino alla volta. Lo ripete spesso Mimmo Toscano, come un mantra. E il Catania, questo gradino, lo ha salito davvero con le gambe che tremano e il cuore in gola, ma lo ha salito: 3-3 contro il Lecco in un Massimino sold out, qualificazione in semifinale e sogno che resta appeso sotto il vulcano, ancora vivo, ancora possibile.

Adesso sul cammino rossazzurro c’è l’Ascoli, che ha avuto la meglio sul Potenza. Un’altra doppia sfida, un altro gradino da salire. L’andata al Del Duca, il ritorno ancora al Massimino, che si prepara a un nuovo sold out, a un’altra notte da vivere con il fiato corto.

Un Massimino da brividi

La serata comincia prima del fischio d’inizio. Le luci, le bandiere, le coreografie da brividi,  il rosso e l’azzurro che si mescolano in un’unica onda. Ventimila voci che non aspettano altro che un segnale, un pretesto per esplodere. Quel pretesto arriva subito: dopo appena tre minuti, Casasola sfonda a destra e mette un pallone perfetto per Donnarumma, che anticipa tutti e fa 1-0. È il gol che sembra indirizzare la notte, che fa pensare a una partita in discesa. Ma con questo Catania, e con questi playoff, la discesa non esiste: è tutto un saliscendi emotivo.

Il Lecco non è certo venuto a fare la comparsa. La reazione dei brianzoli è immediata, Duca di slancio entra in area e calcia, ma trova la pronta risposta di Dini, attento. La partita viaggia a giri alti e i rossazzurri, sul ribaltamento di fronte, rispondono con una deliziosa conclusione a giro di Cicerelli che si perde di poco alato. Subito dopo, su un cross al bacio del numero 10 etneo, Casasola non si coordina a spara alto da buona posizione.

Partita viva, tra due formazioni che giocano a viso aperto. Al 18’ Urso approfitta di un errore in uscita di Pieraccini, punisce la difesa etnea e zittisce per un attimo il boato del Massimino.

Poi, al 37’, l’episodio che rischia di cambiare tutto. Da un corner per gli ospiti nasce un contatto in area, una trattenuta di Miceli su Battistini, non vista dall’arbitro, viene invece percepita al Var, è calcio di rigore. Dal dischetto l’ex  Sipos, con un cucchiaio beffardo, ribalta tutto: 1-2, gelo e qualche sguardo smarrito. Sono quei momenti in cui la stagione ti passa davanti agli occhi, in cui rischi di scivolare giù da quella scala che stai provando a salire da mesi.

È qui che il Catania mostra la sua parte migliore. Non quella perfetta, non quella da tiki taka, ma quella testarda. La squadra non si siede, non si piange addosso. Il pubblico alza il volume. E su calcio d’angolo arriva l’episodio che rimette tutto in equilibrio: Marrone, sulla pressione di Ierardi, devia nella propria porta un pallone velenoso, è 2-2.  Il tabellone si aggiorna, il Massimino esplode di nuovo. Non è solo un gol, è un messaggio: questa partita non è finita.

Nell’intervallo, più che aggiustamenti tattici, servono nervi saldi. Toscano lo sa: i playoff non sono il regno dell’estetica, ma della resistenza mentale. E il secondo tempo lo dimostrerà.

Ierardi, simbolo di una squadra che non molla

La ripresa si apre con un Catania che prova a rimettere le mani sul match. Ma sono i blu celesti, ancora con Duca, ad insidiare la porta di Dini, il portierone rossazzurro è bravo a respingere la conclusione. Il Catania non si lascia intimorire, la spinta è continua, la squadra accorcia, aggredisce, prova a tenere il Lecco lontano dalla propria metà campo.                                            

Il nuovo vantaggio arriva con uno dei protagonisti più inattesi e, allo stesso tempo, più simbolici di questa serata: Ierardi, che al 51’,intercetta un pallone in uscita dei brianzoli leggendo l’attimo, poi si invola verso l’area avversaria, sponda rapida di Forte e pallone di ritorno che scaglia di sinistro, rasoterra, velenoso, che passa e sorprende Furlan.

È il momento in cui lo stadio vibra come nelle grandi notti, quelle che Catania non ha mai smesso di desiderare.

I rossazzurri ci credono ed insistono. Volata in contropiede di Cicerelli che prova la conclusione da fuori, Furlan respinge in angolo ed evita il poker etneo. I blucelesti restano attaccati alla partita e rispondono con Mallamo, che da buona posizione spara alto. Risponde D’Ausilio, appena entrato, con una conclusione che si perde oltre la traversa.

Il 3-2, però, però resta in bilico. E quando all’82’ Duca calcia da fuori e trova il 3-3, complice un intervento non perfetto di Dini, il batticuore torna a farsi sentire forte. Sugli sviluppi dell’azione i rossazzurri protestano, in modo deciso, per un presunto tocco di mani di Konatè , che l’arbitro non ravvisa.

Gli ultimi minuti sono un turbine emotivo. Il Catania potrebbe chiudere il match con una vittoria al 90’: contropiede perfetto innescato da Raimo che apre a campo aperto, sulla sinistra, per Bruzzaniti, la conclusione in diagonale pizzica il palo ed esce, strozzando in gola l’urlo del Massimino. Alla fine, il triplice fischio sancisce il verdetto più atteso.

La forza di un gradino in più

Il 3-3, preso così, potrebbe sembrare un mezzo passo falso. Ma dentro il contesto dei playoff, dentro la logica del doppio confronto e del miglior piazzamento, è un passo avanti enorme. Il Catania soffre, sbaglia, rischia, ma passa. E in queste partite, alla fine, conta solo questo: restare in piedi quando si spegne il tabellone.

“Step by step”, appunto. All’andata era stato uno 0-0 sporco, di studio, di equilibrio. Al ritorno, una partita folle, aperta, piena di ribaltamenti. Due facce della stessa squadra, che ancora non è perfetta ma ha imparato a non spegnersi, a non subire gli incidenti di percorso.

C’è ancora qualcosa da limare, è vero: qualche leggerezza dietro, qualche attimo di blackout, la gestione dei momenti chiave. Ma c’è anche una consapevolezza diversa: il Catania sa soffrire senza sciogliersi. E nei playoff, spesso, è questa la qualità che fa la differenza.

Verso Ascoli

Adesso sul cammino rossazzurro c’è l’Ascoli, che ha avuto la meglio sul Potenza. Un’altra doppia sfida, un altro gradino da salire. L’andata al Del Duca, il ritorno ancora al Massimino, che si prepara a un nuovo sold out, a un’altra notte da vivere con il fiato corto.

La semifinale non è un traguardo, è un passaggio. Step by step, un gradino alla volta. Contro il Lecco è stato un gradino scivoloso, pieno di insidie, ma superato. Adesso la scala continua a salire. E il Catania, con il suo batticuore, ha dimostrato di avere ancora fiato, gambe e soprattutto testa per provarci fino in fondo.

Il tabellino

CATANIA: (3-4-2-1)  Dini; Ierardi, Miceli,  Pieraccini;  Casasola,  Quaini, Di Tacchio, Donnarumma;  Jiménez (dal 62′ D’Ausilio), Cicerelli (dal 73′ Bruzzaniti);  Forte (dal 73′ Caturano). A disposizione:  Bethers,  Coco; Allegretto,  Cargnelutti, Celli;  Raimo, Di Noia;. Allenatore: Domenico Toscano

LECCO (3-5-1-1): Furlan; Battistini, Marrone (dal 79′ Basili), Romani; Urso (dal 71′ Bonaiti), Metlika, Mallamo (dal 71′ per Konaté), Zanellato (dal 71′ Parker), Kritta; Duca; Sipos. A disposizione: Dalmasso, Ferrini, Tanco, Pellegrino, Lovisa, Voltan, Mihali, Furrer. Allenatore: Federico Valente

Reti: 3′ Donnarumma (CAT), 18′ Urso (LEC), 37′ Sipos (rig. LEC), 41′  Marrone (autogol, CAT), 51′ Ierardi (CAT), 82′ Duca (LEC)

Ammoniti: 68′ Mallamo (LEC)

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