Primo atto dei quarti di finale senza reti: etnei solidi, lombardi aggressivi. Il ritorno a Catania sarà decisivo.
di Salvatore Russo - Foto: Catania FC

Un pareggio senza gol ma non senza contenuti. Al Rigamonti-Ceppi Lecco e Catania chiudono sullo 0-0 il primo round del 2° Turno Nazionale dei Playoff di Serie C, al termine di una gara intensa, fisica, combattuta e ricca di spunti chiave.
Una sfida che lascia tutto aperto in vista del ritorno al Massimino, dove agli etnei basterà anche un altro pareggio per accedere alle Final Four grazie al miglior piazzamento ottenuto nella regular season.
Nella trasferta in Brianza il Catania ha confermato la propria identità: squadra compatta, difesa solida, meccanismi abbastanza definiti, in linea con quanto espresso dalla squadra nel corso della stagione.
Miceli guida, Quaini e Di Tacchio schermano, Dini dà sicurezza. È una squadra che sa soffrire senza disunirsi.
Le difficoltà maggiori sono arrivate nella prima frazione, quando il pressing del Lecco ha impedito agli etnei di costruire dal basso con fluidità. Il centrocampo rossazzurro è stato imbrigliato, e Forte è rimasto spesso isolato.
Con il passare dei minuti, però, i cambi di Toscano hanno cambiato l’inerzia: più qualità, più coraggio, più campo guadagnato. Nel complesso, le occasioni più nitide sono state del Catania, che ha colpito una traversa e costretto Furlan a due interventi decisivi.
Il primo atto è finito senza reti. Il secondo promette scintille.
Il contesto: due percorsi diversi verso i quarti
Il Lecco di Federico Valente arrivava all’appuntamento forte di un percorso già rodato nei playoff: prima il successo per 2-1 sulla Giana Erminio nel secondo turno della fase a gironi, poi il pass ottenuto contro la Pianese nel doppio confronto del primo turno nazionale. Una squadra in crescita, aggressiva, convinta dei propri mezzi.
Il Catania, invece, debuttava direttamente in questa fase grazie al secondo posto conquistato nel Girone C: un vantaggio importante, che garantisce lo status di testa di serie e quindi la possibilità di qualificarsi anche con due pareggi. Toscano e i suoi arrivavano al match dopo settimane di lavoro mirato, con l’obiettivo di confermare solidità e maturità.

Le Scelte;Valente sceglie il 3-5-2, Toscano conferma il 3-4-2-1
Il Lecco si schiera con il consueto 3-5-2, modulo che Federico Valente ha scelto per mantenere equilibrio tra fase di non possesso e capacità di attaccare gli spazi. Tra i pali c’è l’ex Furlan. Davanti a lui una linea a tre composta da Battistini, Tanco e Romani, reparto per sostenere il pressing alto che caratterizza la squadra bluceleste.
A centrocampo Valente deve rinunciare a due pedine importanti: Duca e Metlika, entrambi squalificati. Il tecnico sopperisce puntando su un reparto folto: Urso , Zanellato, anche lui ex, e Mallamo come interni di qualità e inserimento, mentre Bonaiti e Kritta agiscono sulle corsie.
In avanti la coppia Konaté–Sipos, altro ex, è la scelta fatta in termini di fisicità, profondità, capacità di attaccare la linea difensiva avversaria.
Dall’altra parte, Domenico Toscano non cambia: il Catania si presenta con il suo consolidato 3-4-2-1, sistema che ha dato equilibrio e continuità per tutta la stagione.
In porta c’è Dini. La linea difensiva è composta da Ierardi, Miceli e Pieraccini: tre profili complementari.
Sugli esterni agiscono Casasola e Celli, fondamentali per garantire ampiezza e profondità, ma anche per sostenere la fase difensiva contro il 3-5-2 bluceleste. In mediana la coppia Quaini–Di Tacchio offre equilibrio, fisicità e capacità di schermare la zona nevralgica , particolarmente importante contro un Lecco che costruisce molto proprio in quella zona del campo.
Sulla trequarti agiscono Bruzzaniti e Cicerelli, per garantire dinamismo e creatività.
Davanti, come riferimento unico, c’è Forte, chiamato a battagliare con i tre centrali lombardi e a dare profondità alla manovra.
Anche il Catania deve fare i conti con assenze pesanti: Corbari, Di Noia e Lunetta non sono disponibili.
La partita: Lecco aggressivo, Catania solido. E una traversa che grida vendetta
La squadra di Valente parte fortissimo, come da copione. Pressione alta, linee aggressive, Catania costretto subito a giocare lungo, con i blucelesti che provano a indirizzare il match fin dalle prime battute.
I lombardi costruiscono due buone opportunità, ma la difesa rossazzurra – attenta, concentrata, sempre ben registrata – non concede nulla di realmente pulito. Bonaiti sfonda a destra, cross teso in area: Sipos anticipa Pieraccini ma non riesce a indirizzare verso la porta. Dini blocca senza affanni.
Ripartenza veloce del Lecco: Konaté apre per Sipos, che entra in area e calcia di sinistro. Tiro deviato, palla in angolo. La difesa etnea resta compatta.
Alla distanza, però, il Catania cresce. Toscano aggiusta le distanze, la squadra sale di qualche metro. Casasola trova un varco sulla destra e serve Cicerelli, che prova il cross basso per Forte. Romani anticipa in extremis. È il primo segnale di risveglio rossazzurro.
I rossazzurri insistono e al 37’ sfiorano il vantaggio: cross perfetto di Casasola, stacco imperioso di Forte, traversa piena. La palla rimbalza in campo, ma il Lecco si salva.
Si chiude una prima frazione intensa, con il Lecco più brillante nella prima mezz’ora e il Catania più pericoloso nel finale.
Ripresa: occasioni da una parte e dall’altra, ma gli etnei creano di più
Toscano cambia subito: fuori Bruzzaniti, dentro D’Ausilio per dare più qualità tra le linee.
Valente risponde togliendo Tanco per Marrone.
Il Lecco riparte con determinazione: Konaté calcia un pallone velenoso, Dini respinge, Sipos spara alto da ottima posizione
Poi il Catania prende campo e risponde: D’Ausilio si muove bene tra le linee e serve Cicerelli, che tenta il cross basso per Forte. Romani anticipa tutti con un intervento in scivolata.
I blucelesti tentano di tenere alto il baricentro, il Catania prova a ripartire con maggiore ordine. Ierardi sfiora il gol con una girata al volo su calcio d’angolo, poi il difensore accusa un fastidio, Toscano non rischia e inserisce Allegretto al suo posto.
Valente richiama Sipos ed inserisce Parker, attaccante più fisico e abile nel gioco aereo.
Gli etnei crescono minuto dopo minuto. Cross di Celli, Cicerelli anticipa tutti e colpisce di testa: traiettoria alta di pochi centimetri.
Doppio cambio Catania: fuori Casasola e Cicerelli, dentro Raimo e Jimenez. Toscano vuole freschezza sugli esterni e più imprevedibilità sulla trequarti.
Valente cerca energie nuove per mantenere alta l’intensità del suo Lecco. Escono Konaté e Zanellato, entrano Pellegrino e Voltan.
I brianzoli tornano a farsi pericolosi con una conclusionepotente dai 25 metri di Mallamo, Dini si distende e blocca in due tempi. Il portiere etneo è sempre attento.
Non si fa attendere la risposta dei rossazzurri. Jimenez riceve al limite, rientra sul destro e calcia a giro: palla fuori di pochissimo. Il Catania ora è stabilmente nella metà campo avversaria.
La gara resta vibrante, le squadre si allungano, e concedono spazi. Su un capovolgimento di fonte sono i padroni di casa a minacciare l’area etnea con Parker, ma il suo colpo di testa non trova la porta.
Ancora cambi nei minuti finali: Toscano inserisce Donnarumma per Pieraccini.
Valente richiama Urso, dentro Mihajli per dare più copertura nella zona centrale.
Nel finale gli etnei spingono con decisione: Forte riceve defilato, si gira e calcia sul primo palo, Furlan respinge con un grande intervento.
In pieno recuperoJimenez inventa, D’Ausilio entra in area e calcia di prima: Furlan salva ancora il Lecco. È l’ultima grande occasione del match.
Adesso riflettori puntati sul Massimino per un verdetto che non ammetterà repliche.
Nessun commento:
Posta un commento