04 giugno 2026

Torre del Grifo, il ritorno alla casa madre: Pelligra rilancia il futuro del Catania

 Il presidente del Catania delinea il progetto: interventi immediati sul centro sportivo, CdA decisivo lunedì, obiettivo Serie B e volontà di riacquistare il vecchio logo. Confermati Grella e Zarbano, in attesa delle scelte su ds e allenatore.

di Salvatore Russo - Foto: Catania FC

C’è un’immagine che più di tutte restituisce il momento del Catania: Torre del Grifo che riemerge, letteralmente, dalla vegetazione che negli ultimi anni aveva inghiottito spazi, strutture, identità. È una metafora fin troppo facile, ma anche tremendamente vera: il club rossazzurro sta provando a liberarsi da ciò che lo soffocava, per tornare a respirare, a crescere, a competere.

Per quattro anni è rimasto chiuso, silenzioso, quasi sospeso nel tempo come un ricordo troppo doloroso da guardare. Oggi, invece, torna a respirare.

Il presidente del Catania Ross Pelligra si presenta davanti alla stampa con un messaggio chiaro: il progetto va avanti, senza tentennamenti.

Il presidente non ha nascosto la delusione per la mancata promozione, ma rilancia il progetto Catania. Ricorda i progressi degli ultimi due anni e assicura che, con i correttivi previsti in società e in squadra, il club potrà migliorare ancora e puntare con decisione all’obiettivo Serie B.

La rivoluzione green: quando il restyling diventa visione

Il primo colpo d’occhio è netto: alberi rimossi, spazi riaperti, luce che torna a filtrare. Torre del Grifo cambia pelle e lo fa con un progetto che guarda avanti: impianto green, pannelli solari, sostenibilità come scelta strategica, non come slogan.Un centro sportivo moderno non è un lusso: è un vantaggio competitivo. La prima notizia è concreta: entro una ventina di giorni si interverrà sul manto erboso. L’obiettivo è chiaro: riportare Torre del Grifo a essere la casa del ritiro estivo. Non un dettaglio logistico, ma un segnale di identità. Il Catania vuole allenarsi a casa propria, respirare i propri spazi, ritrovare una struttura che negli anni era diventata un simbolo di ciò che si era perso. Pelligra lo dice con naturalezza: “Basta che ci sia il sole…”. Una battuta che nasconde una verità: la volontà c’è, la determinazione pure. E il tempo, questa volta, sembra un alleato.

Spogliatoi high-tech: il professionismo che mancava

Dentro, la trasformazione è ancora più evidente. Addio al “tutto rosso” che sapeva di passato e di improvvisazione. Benvenuto al bianco pulito, alla banda rossazzurra, a un’estetica che parla di ordine e identità.Ma il vero salto è funzionale, non estetico: Zone di Alte Prestazioni per monitorare scientificamente gli atleti. Pista Sprint Indoor per test di accelerazione in ogni condizione.Sono scelte che raccontano un club che vuole finalmente ragionare da professionista, non da comparsa.Il direttore del progetto ha fissato una deadline chiara: 2–3 settimane per riattivare l’intero centro. Una promessa che, se mantenuta, cambierebbe radicalmente la quotidianità della squadra.

Società: non si riparte da zero, ma si riparte

Sul fronte societario, il messaggio è altrettanto netto: non è un anno zero. Le basi ci sono, le persone anche. Ma serviranno aggiustamenti, soprattutto nell’area medica e in alcuni ruoli strategici. È un’ammissione di responsabilità, non un tentativo di riscrivere la storia recente.

Lunedì: il giorno delle scelte

Il passaggio più interessante è quello sul Consiglio di amministrazione di lunedì. Pelligra lo annuncia e lo definisce “importante” e anticipa novità significative dal punto di vista tecnico. “Gli investimenti sono sul lungo periodo, non siamo venuti qui per fare soldi in fretta. I cambiamenti durante la stagione sono stati effettuati per il bene del club”. Non sarà un CdA di routine. È il primo vero snodo della nuova fase rossazzurra. Qui si capirà chi guiderà l’area tecnica, quale sarà la struttura societaria, quali saranno i correttivi promessi.

Grella, il perno del progetto

Su un punto, però, non ci sono dubbi: la fiducia in Vincenzo Grella è totale. Pelligra lo ribadisce con forza: “Vincenzo ha quote del club, ha la mia assoluta e di quella del CdA. È una figura centrale, non negoziabile. In un ambiente che vive di voci, questa è una presa di posizione netta.

E poi c’è il caso Zarbano.

Un caso che, a dire il vero, caso non è: la società ha smentito ogni voce, confermando che il dirigente è presente quotidianamente e che la sua posizione non cambia.
In un ambiente che vive di voci, smentire serve. Ma serve ancora di più mostrare continuità.

Il logo, la memoria, l’appartenenza.

Poi c’è il tema più identitario di tutti: il vecchio logo. Pelligra non si nasconde: vuole riacquistarlo al 100%. “Andremo in fondo”, promette. Non è nostalgia. È strategia emotiva. È il tentativo di ricucire un filo con una comunità che vive di simboli, di storia, di appartenenza.

Toscano, il contratto e il silenzio necessario

Sul mancato rinnovo di Toscano, il presidente è diplomatico: “Dipende da entrambe le parti”. Nessuna polemica, nessuna fuga in avanti. Le questioni tecniche, dice, saranno affrontate con Grella. E qui si capisce che il Catania è in una fase di transizione delicata, in cui ogni parola pesa.

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