06 luglio 2026

Catania, parte il nuovo corso: Varrà e Longo guidano la svolta tecnica e societaria

 Un nuovo assetto tecnico e societario, una rosa da rimodellare, un ritiro diviso tra il “Massimino” e Norcia e una piazza che osserva i primi passi di un progetto chiamato a dimostrare solidità e continuità. Il Catania apre il suo nuovo ciclo.

 


Il nuovo corso del Catania prende forma con due firme che segnano una cesura netta rispetto alle stagioni recenti. Dopo un periodo di attesa e di voci che si rincorrevano, la società ha scelto di ripartire da Fortunato Varrà, chiamato a guidare l’area sportiva, e da Emilio Longo, il tecnico incaricato di ridisegnare la squadra e la sua identità. Entrambi hanno sottoscritto un accordo fino al 2028, con possibilità di prolungamento: un segnale chiaro di continuità, progettazione e fiducia nel medio periodo.

Longo, salernitano, classe 1973, rappresenta una scelta che punta sulla competenza e sulla solidità. Le esperienze maturate a Picerno e Crotone lo hanno messo alla prova in contesti diversi, sempre con risultati superiori alle aspettative. A Catania, però, la dimensione cambia: la piazza è più vasta, più emotiva, più esigente. Qui non basta allenare, bisogna saper reggere la pressione, interpretare l’ambiente e dare risposte immediate senza perdere la rotta.

Sul piano tattico, il nuovo allenatore porta una ventata di novità. Le sue squadre hanno spesso adottato sistemi che privilegiano ampiezza, aggressività e verticalità, come il 4-2-3-1 e il 4-3-3. È una scelta che rompe con il recente passato e che richiederà una costruzione mirata della rosa. Non si tratta di aggiungere qualche tassello, ma di modellare un gruppo capace di sostenere ritmi, principi e responsabilità di un calcio più coraggioso.

l’AD Vincenzo Grella e il nuovo allenatore del Catania FC Emilio Longo Foto: Catania FC

La figura di Varrà arriva in un momento in cui il club ha bisogno di ordine, selezione e visione. Il direttore sportivo dovrà intervenire su una rosa che negli ultimi anni ha cambiato pelle più volte senza trovare una fisionomia stabile. Il suo compito sarà quello di snellire, riequilibrare e potenziare l’organico, individuando profili che non rispondano soltanto al valore tecnico del singolo, ma soprattutto alla loro aderenza ai principi di gioco che Longo intende sviluppare.

La società, intanto, sceglie toni più sobri: meno proclami, più lavoro interno. Una strategia che potrebbe diventare un punto di forza, se accompagnata da scelte rapide e coerenti. E a proposito di nuovi equilibri e assetti, quella che si apre potrebbe essere una settimana decisiva su più fronti, a cominciare dal ruolo del direttore generale Alessandro Zarbano, sempre più vicino ai saluti. Una possibile uscita che andrebbe a ridisegnare ulteriormente la struttura dirigenziale, confermando la volontà del club di ripartire con una governance più snella e maggiormente allineata al nuovo progetto tecnico.

Dal punto di vista operativo il ritiro rappresenterà il primo vero banco di prova del nuovo corso. Il Catania FC inizierà la preparazione alla stagione 2026/27  in sede, lavorando tra Massimino e strutture cittadine per impostare la base atletica e tecnica del gruppo.

La seconda parte del ritiro si svolgerà a Norcia dal 27 luglio fino alla gara di Coppa Italia Frecciarossa contro il Vicenza del 9 agosto. Sarà una fase decisiva: lontano dalla città, in un ambiente raccolto, Longo potrà aumentare i carichi di lavoro, definire le gerarchie e verificare la risposta del gruppo ai nuovi ritmi. Durante il soggiorno in Umbria sono previste anche alcune amichevoli, utili per testare i primi automatismi e valutare l’inserimento dei nuovi arrivi nel sistema di gioco che l’allenatore sta costruendo.

La città, al momento, guarda con prudenza e curiosità, consapevole che il nuovo Catania dovrà trovare le giuste strategie nell’amalgamare equilibrio, ambizione e realismo. Dopo anni di Lega Pro, delusioni e occasioni sfumate, la richiesta è chiara: vedere segnali concreti, non promesse. Varrà e Longo sono i primi mattoni di un progetto che dovrà dimostrare sul campo la sua credibilità. Il tempo delle parole è alle spalle: adesso conta ciò che verrà costruito, passo dopo passo.

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