I rossazzurri dominano al Massimino e ritrovano intensità, equilibrio e convinzione. La squadra di Longo scaccia le paure dell’avvio di stagione e rilancia le proprie ambizioni con una prestazione solida, trascinata da nuovi innesti e da un secondo tempo di grande qualità.

Al Massimino arriva una vittoria larga e meritata, costruita con personalità, intensità e una ritrovata fiducia nei propri mezzi. La squadra di Longo si libera delle paure, interpreta con lucidità il piano gara dopo aver superato qualche incertezza iniziale.
Le nuove energie portate dal mercato hanno inciso in modo evidente, aumentando qualità, alternative e profondità. Longo ha potuto rimodulare la squadra con un 4-3-2-1 più dinamico e accorto, capace di garantire equilibrio e aggressività: Rinaldi tra i pali, Pagliai‑Ierardi‑Perrotta‑Donnarumma in difesa, Torrasi e Quaini a protezione, Lunetta e Cicerelli larghi, Cavuoti tra le linee e Russo riferimento centrale. Una struttura che ha permesso ai rossazzurri di interpretare con maggiore efficacia il credo tattico dell’allenatore.
Il Cosenza, schierato da Coppitelli con il 4-2-3-1, ha retto nel primo tempo ma si è sciolto nella ripresa, incassando la quarta sconfitta consecutiva tra campionato e coppa. Zero punti in classifica e una prestazione che evidenzia fragilità strutturali e poca capacità di reazione.
La serata si apre con un primo tempo bloccato, povero di emozioni e segnato da qualche fiammata isolata. Cicerelli prova a rompere l’equilibrio con due iniziative personali, Iliev risponde con sicurezza, mentre il Cosenza si limita a contenere. La partita cambia al 24’: Lunetta anticipa Iliev, l’impatto è netto, il VAR conferma e Cicerelli trasforma con freddezza il rigore dell’1-0. È l’episodio che spezza la tensione e apre una partita nuova. Il Cosenza reagisce con due colpi di testa, ma senza impensierire davvero Rinaldi. La prima frazione si chiude con il Catania avanti e più vivo.
La ripresa è un’altra storia. Il Catania entra in campo con un’intensità superiore, domina ogni duello e ribalta l’inerzia del match. Al 54’ Cavuoti inventa tra le linee, salta un uomo e serve Lunetta per il 2-0. È il gol che accende il Massimino e spegne il Cosenza, incapace di reggere l’urto. Passano pochi minuti e Lunetta scappa ancora sulla fascia, cross perfetto per Russo, che in spaccata firma il 3-0. La partita è ormai in discesa, Longo inserisce energie fresche e trova anche il poker: Insigne, all’esordio, recupera palla, rientra e calcia a giro, Iliev tocca ma non basta. È 4-0, è la serata perfetta.
Il 4-0 restituisce al Catania una dimensione più credibile e un morale che serviva come l’aria. La squadra ha mostrato segnali concreti di crescita, una struttura più solida e una qualità di gioco che fin qui era rimasta intrappolata tra tensioni e insicurezze. La vittoria contro il Cosenza non risolve tutto, ma rimette in moto un percorso che sembrava essersi inceppato.
Adesso la sfida è trasformare questa serata in un punto di partenza. La squadra di Longo dovrà dimostrare che intensità, equilibrio e lucidità non sono stati solo la reazione a un momento critico, ma l’inizio di una nuova continuità. Il campionato non aspetta, e il Catania ha finalmente mostrato di avere gli strumenti per restare agganciato alle proprie ambizioni.
In tribuna, la presenza del presidente Ross Pelligra ha accompagnato una serata che potrebbe segnare una svolta: il segnale è arrivato, ora serve mantenerlo vivo.
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