Al "Viviani"
si ferma la rincorsa dei rossazzurri, ma la risposta deve arrivare dal campo
di Salvatore Russo - Foto: Catania FC
Il Catania inciampa nel momento più
importante della stagione. Dopo tre vittorie consecutive e segnali
incoraggianti di crescita, i rossazzurri cadono al Viviani contro il Potenza,
capolista del girone, e vedono aumentare il divario dalla vetta della
classifica. Una sconfitta maturata tra episodi controversi, occasioni mancate e
difficoltà che la squadra di Emilio Longo dovrà analizzare con attenzione.
Un
avvio che complica subito tutto
La partita si mette in salita dopo
appena tre minuti, quando Ghisolfi sfrutta un calcio d'angolo e porta avanti il
Potenza. Un colpo che costringe il Catania a rincorrere fin dall'inizio e che
modifica immediatamente il piano gara dei rossazzurri.
La squadra etnea prova a reagire con la
qualità di Insigne, Cicerelli e Coda, ma fatica a trovare continuità nella
costruzione del gioco. Dall'altra parte il Potenza conferma le qualità che lo
hanno portato in testa al campionato: aggressività, organizzazione e capacità
di attaccare con molti uomini.
Il
gol annullato a Cicerelli
Il momento che avrebbe potuto cambiare
la gara arriva alla mezz'ora del primo tempo. Cicerelli trova una splendida
conclusione che termina in rete, ma dopo la revisione al Football Video Support
l'arbitro annulla per fuorigioco.
Un episodio che lascia molte proteste
nella panchina rossazzurra e che impedisce al Catania di trovare un pareggio
che, per quanto visto in quel momento della gara, avrebbe potuto cambiare
completamente l'inerzia dell'incontro.
Prima dell'intervallo è poi Cabianca a
salvare i suoi con un intervento decisivo sulla linea, evitando un raddoppio
che sarebbe stato ancora più pesante.
Il
rigore che indirizza il match
Nella ripresa il Potenza continua a
rendersi pericoloso e costringe Dini a diversi interventi di alto livello. Il
portiere rossazzurro tiene in partita il Catania fino al 63', quando un
contatto in area tra Bruzzaniti e Loiacono viene rivisto al monitor.
L'arbitro assegna il calcio di rigore e
Castorani trasforma per il 2-0.
A quel punto Longo prova a cambiare
volto alla squadra inserendo forze fresche e aumentando il peso offensivo, ma
il Potenza continua a trovare spazi e sfiora più volte la terza rete.
Reazione
tardiva ma orgogliosa
Nel finale emerge comunque il carattere
del Catania. All'89' Cavuoti trova il gol che potrebbe riaprire la partita, ma
anche questa rete viene cancellata dopo revisione per una posizione irregolare.
Quando ormai tutto sembra deciso,
Allegretto accorcia le distanze con una splendida girata che firma il 2-1 e
restituisce speranza ai rossazzurri.
Gli ultimi minuti diventano un assalto
all'arma bianca. Il Catania chiede anche un ulteriore controllo per un
possibile calcio di rigore, ma la decisione arbitrale resta invariata. Dopo un
lungo recupero arriva il triplice fischio che consegna i tre punti ai lucani.
Oltre
le polemiche
Sarebbe però troppo semplice attribuire
la sconfitta soltanto agli episodi arbitrali. Il Potenza ha dimostrato maggiore
incisività, ha creato più occasioni e ha avuto un approccio più efficace alla
gara.
Il Catania ha mostrato sprazzi di ottimo
calcio, qualità individuali importanti e una reazione finale apprezzabile, ma
ha pagato alcune fragilità nella gestione delle transizioni e nella fase
difensiva. Soprattutto, ha subito l'impatto di uno scontro diretto iniziato nel
peggiore dei modi.
Una
battuta d'arresto da cui ripartire
I rossazzurri restano a nove punti dalla
vetta. Non è un distacco definitivo, ma rappresenta certamente un campanello
d'allarme. Le vittorie contro Casertana, Crotone e Altamura avevano alimentato
entusiasmo e fiducia; la trasferta di Potenza ricorda invece che il percorso di
crescita è ancora incompleto.
La qualità della rosa non è in discussione.
Ciò che servirà nelle prossime settimane sarà maggiore continuità, più
equilibrio tra i reparti e la capacità di mantenere personalità e
organizzazione anche contro le avversarie di vertice.
Per una squadra costruita per recitare
un ruolo da protagonista, la vera risposta non arriverà dalle polemiche del
dopo gara, ma dal campo. E già dalle prossime giornate il Catania sarà chiamato
a dimostrare di aver imparato la lezione del Viviani.
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