Il finale rovente del Viviani caratterizzato dal gol annullato a Rolfini, dai troppi interventi al FVS, al maxi extra time, ha riaperto il dibattito sugli orrori arbitrali.Gli indizi si sommano: è solo sfortuna, o c’è dell’altro?

Il fischio finale del match al “Viviani” contro il Potenza non ha chiuso solamente una partita, ma ha aperto un dibattito acceso e doloroso tra i tifosi e gli addetti ai lavori della Catania Rossazzurra. Al di là della dinamica del gioco, delle occasioni create e non capitalizzate, ciò che resta è un sapore amaro, un misto di rabbia e, soprattutto, quel senso di impotenza che si prova “quando subisci un furto”, come si sente dire spesso nell’ambiente.
Non chiamatelo vittimismo
In casa rossazzurra si cerca di mantenere la linea dell’equilibrio: non si vuole cadere nel vittimismo. L’analisi deve essere sempre lucida e partire dalle performance della squadra, che a Potenza, pur non brillando, ha comunque creato i presupposti per portare a casa i tre punti. Tuttavia, negare l’impatto di alcune decisioni arbitrali sarebbe ipocrita. Il calcio è fatto di episodi, e quando questi episodi, sistematicamente, pendono da una sola parte, l’equazione inizia a non tornare.
A cosa serve la FVS?
Il caso più eclatante, che ha innescato la scintilla della protesta, è senza dubbio il gol annullato a Rolfini per un fuorigioco assai dubbio dopo il check della FVS (Football Video Support) – il sistema di supporto tecnologico (che in Serie C è spesso limitato all’uso di un assistente video in campo, ma che in determinate situazioni può supportare l’arbitro in modo più diretto e chiaro).
La domanda è lecita e risuona prepotente: a cosa serve la FVS se non si applicano le opportunità che il mezzo tecnologico offre? Se un sistema è stato implementato per ridurre l’errore umano su episodi determinanti (come la regolarità di un gol), il non vederlo applicato in modo inequivocabile alimenta i sospetti.
Il gol annullato agli etnei è, per molti, l’ennesimo indizio. E come recita un vecchio adagio: tanti indizi fanno una prova.
L’aritmetica dei punti persi
Non si tratta di un singolo errore. Il leitmotiv della stagione sembra essere un continuo susseguirsi di: Rigori non concessi a favore; Gol annullati per posizioni millimetriche o interpretazioni controverse; Rigori dubbi subiti che ribaltano l’inerzia della gara.
Alla fine, il conto si presenta impietoso: queste decisioni arbitrali si traducono in punti persi. Punti che fanno una differenza enorme in una classifica corta e competitiva come quella attuale. Due o tre punti in più avrebbero dato al Catania una posizione ben diversa, con meno pressione e più fiducia.
Rabbia e impotenza: le emozioni del dopo gara
Al netto delle responsabilità tecniche e delle occasioni non capitalizzate al “Viviani”, è inevitabile che il finale di partita lasci un retrogusto di rabbia sportiva. Ma l’emozione più dominante è, forse, l’impotenza.
L’impotenza di non poter intervenire su decisioni prese in campo. L’impotenza di vedere il lavoro di una settimana minato da una valutazione. L’impotenza di dover accettare un torto palese che, sul lungo periodo, può costare carissimo, non solo in termini di classifica, ma anche a livello morale e psicologico per la squadra.
Il Catania dovrà essere bravo a trasformare questa rabbia in benzina per le prossime sfide, isolando il “rumore esterno” e concentrandosi solo sulle proprie prestazioni. Ma l’ambiente non dimentica. E chiede, a gran voce, che la parità di trattamento garantita dalla tecnologia venga applicata secondo le regole.

La Partita
È un pareggio che lascia l’amaro in bocca quello maturato allo stadio Viviani tra Potenza e Catania (1-1), sfida valida per la 18^ giornata del Girone C di Serie C. Quella che doveva essere una battaglia sportiva si è trasformata in una gara convulsa, spezzettata da continui episodi arbitrali che, alla fine, hanno penalizzato pesantemente gli etnei, che pure non hanno saputo sfruttare al meglio un vantaggio numerico durato quasi tutta la partita.
L’approccio del Catania alla gara è stato autoritario. I rossazzurri si propongono subito con una percussione verticale di Jimenez che appena dentro l’area calcia, conclusione centrale parata dall’estremo difensore lucano Cucchetti. I rossazzurri insistono e sbloccano il risultato al 12′ : su un corner battuto da D’Ausilio Forte è più lesto di tutti a svettare di testae realizzare lo 0-1.

La gioia, però, dura pochissimo. Appena due minuti dopo, il Potenza trova il pari con Bruschi, il cui diagonale non lascia scampo al portiere etneo Dini.
La svolta arriva poco dopo. Lo stesso Bruschi è autore di un entrata pericolosa e scomposta intervenendo a gamba tesa su Di Gennaro. L’arbitro ammonisce l’attaccante potentino, poi dopo la consultazione al FVS, estrae il cartellino rosso, espulsione diretta ed i padroni di casa restano in dieci uomini.
Il vantaggio di giocare in superiorità numerica per oltre un’ora avrebbe dovuto spianare la strada al Catania, ma non è andata così. Gli etnei, pur mantenendo il possesso, hanno perso in incisività e ritmo.
L’unica vera chance prima dell’intervallo è un colpo di testa di Casasola, ancora su calcio d’angolo, alzato miracolosamente sulla traversa dal portiere di casa, Cucchetti, che si è rivelato un muro.
La ripresa si apre con un Potenza coraggioso, che nonostante l’uomo in meno, impegna subito Dini su una punizione di Felippe, con l’estremo difensore che devia sulla traversa. Il Catania fatica a trovare varchi, e i cambi di Toscano non riescono a dare la scossa decisiva, se non per l’opportunità sprecata da Lunetta con una doppia conclusione.
Quando sembrava che la partita si stesse spegnendo, il finale si è infiammato in maniera rovente, con un maxi recupero di 17 minuti che ha reso il campo una polveriera.
Il Catania trova la rete: Lunetta conclude, il pallone deviato arriva a Rolfini che insacca. La gioia, però, è strozzata. L’arbitro segnala il fuorigioco e, nonostante le lunghe verifiche al FVS, l’esito non cambia. Una decisione che ha scatenato la prima ondata di proteste.
La beffa finale arriva in pieno recupero. Il Catania segna ancora, questa volta con Pieraccini, ma la bandierina si alza di nuovo: fuorigioco! Ancora una volta, il FVS viene chiamato in causa, e ancora una volta, la rete viene annullata, tra i nervi tesi e le contestazioni della panchina e dei giocatori rossazzurri.
Il triplice fischio sancisce un 1-1 che accontenta solo il Potenza. Il Catania torna a casa con un punto e tanta frustrazione. Gli episodi arbitrali, verri orrori, hanno condizionato -verosimilmente –l’esito della gara, ma va evidenziato pure come sulla gestione della stessa, gli etnei non siano riusciti a sfruttare in modo efficace il vantaggio dell’uomo in più per quasi tutta la partita, mancando l’incisività necessaria per chiudere il match e limitando la propria forza a sterili azioni offensive.
I rossazzurri dovranno ora metabolizzare la delusione e ritrovare la lucidità, sia in zona gol che nella gestione dei momenti chiave, per non vanificare le occasioni create in un campionato che non ammette passi falsi.
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