Rossazzurri dominanti per gioco e identità: Jimenez e Lunetta firmano una vittoria autorevole. Massimino ancora fortino inespugnabile, squadra e tifosi uniti nell’abbraccio a una città ferita dal ciclone Harry.
di Salvatore Russo - Foto: Catania FC

Il Catania continua a correre. Al “Massimino” arriva una vittoria netta, costruita con lucidità e personalità, che conferma la crescita della squadra di Toscano e la solidità di un gruppo sempre più consapevole della propria forza. Il 2-0 sul Cosenza porta le firme di Jimenez e Lunetta, ma soprattutto quella di un collettivo che ha saputo dominare per ritmo, possesso e qualità del gioco.
In una settimana drammatica per la città di Catania, colpita duramente dal ciclone Harry, la squadra ha risposto presente, regalando un sorriso a un popolo ferito con un successo che non lascia spazio a interpretazioni e che consolida il primato in classifica a quota 51 punti, in coabitazione con il Benevento, ma con una sensazione sempre più netta: i rossazzurri stanno diventando una squadra consapevole, matura, capace di imporre il proprio calcio.
Il Massimino si conferma fortino inespugnabile
I numeri parlano chiaro e certificano il dominio assoluto tra le mura amiche: il Catania al “Massimino” è una vera e propria macchina da guerra. Con il successo di oggi, il bilancio sale a 11 vittorie su 12 partite disputate in casa, con un totale di 34 punti collezionati davanti al proprio pubblico.
Dati impressionanti che diventano incredibili se si guarda alla fase difensiva: contro il Cosenza è arrivato il 12° clean sheet stagionale, confermando la solidità di un reparto sempre più corazzato.

Le scelte
Toscano conferma il suo 3-4-2-1, con qualche variante nelle scelta degli uomini.
Tra i pali c’è Dini, davanti a lui, nella linea a tre, arriva la novità più attesa: il debutto dal primo minuto di Miceli, chiamato a sostituire l’infortunato Di Gennaro. Il nuovo arrivato risponde con personalità, guidando il reparto con ordine e mostrando una sorprendente naturalezza nei meccanismi difensivi. Ai suoi lati agiscono Allegretto e Celli. Sulle corsie esterne conferme per Casasola a destra, e Donnarumma a sinistra. In mezzo al campo la coppia è formata da Quaini e Corbari, con quest’ultimo chiamato a sostituire l’indisponibile Di Tacchio, fermato da un colpo al costato. Sulla trequarti spazio alla fantasia e alla qualità di D’Ausilio ed Jimenez.Davanti, come riferimento avanzato, Rolfini.
Buscè, anche lui in emergenza,ridisegna il suo Cosenza affidandosi a un 4-3-2-1.
In porta c’è Vettorel, con Cannavò, Dametto, Caporale e D’Orazio a formare il reparto difensivo.
In mezzo al campo il tecnici silano si affida al trio composto da Kouan, Langella e Garritano. Sulla trequarti agiscono Ricciardi ed Emmausso, a supporto dell’unica punta Berretta.
La Chiave Tattica: Aggressione e Controllo
Fin dai primi minuti, l’approccio dei rossazzurri è stato deciso. Toscano ha disegnato una squadra corta, capace di soffocare le fonti di gioco calabresi e di ribaltare l’azione con una velocità d’esecuzione apprezzabile. La squadra ha mantenuto il controllo del gioco con un possesso ragionato ma mai sterile, finalizzato a scardinare il muro difensivo del Cosenza, apparso spesso in affanno di fronte alle sovrapposizioni costanti degli esterni etnei.

La partita
Si gioca davanti a 17.399 spettatori. L’avvio del Catania è subito convincente: ritmo alto, linee strette, pressione costante. La squadra di Toscano prende in mano la partita fin dai primi minuti, costringendo il Cosenza nella propria metà campo.
La prima vera scintilla arriva presto. Al 10’D’Ausilio pennella un traversone profondo in area, Casasola attacca il secondo palo con grande tempismo, anticipa Vettorel e insacca. Il “Massimino” esulta, ma l’arbitro Zago annulla per fuorigioco. È il primo segnale di una superiorità tecnica evidente.
Il Catania continua a spingere. Minuto 23’Jimenez tenta un tiro-cross dalla destra: traiettoria insidiosa ma controllata senza affanni da Vettorel. Gli etnei restano stabilmente nella metà campo avversaria.
Tre minuti più tardi arriva un’altra occasione costruita con qualità. Casasola, molto attivo sulla fascia, mette al centro un pallone invitante per Corbari, che sta per colpire da posizione favorevole, ma Vettorel legge bene la situazione e anticipa l’intervento del centrocampista rossazzurro.
Dopo una serie di avvisaglie, il Catania trova il meritato vantaggio al 34’. L’azione è corale, fluida, perfetta: scambi rapidi, movimento sincronizzato della trequarti e inserimento chirurgico di Jimenez, che riceve, controlla e batte Vettorel con una conclusione precisa. Il “Massimino” esplode: è il gol che certifica un dominio totale. 1-0!
Gli etnei non si accontentano. Al 49’ Jimenez parte in conduzione, salta una linea di pressione e serve Donnarumma, che converge verso il centro e calcia con decisione. La palla però si alza sopra la traversa, sfumando una chance nitida per il 2-0.
Il Catania gestisce con maturità gli ultimi minuti, mantenendo il possesso e impedendo al Cosenza di affacciarsi dalle parti di Dini. Al 45’ Celli si fa ammonire per un fallo evitabile commesso ai danni di Langella.Dopo 3 minuti di recupero, le squadre rientrano negli spogliatoi con una sensazione chiara: il primo tempo è stato un assolo rossazzurro.
Secondo tempo
Il secondo tempo si apre con una mossa tattica per il Cosenza: Buscè lascia negli spogliatoi Garritano e inserisce Ba, alla ricerca di maggiore dinamismo in una mediana spesso travolta dal palleggio rossazzurro. Ma il copione non cambia.
Gli etnei ripartono con lo stesso piglio del primo tempo. Al 49’ Jimenez inventa, vede il taglio di Casasola e lo serve con un filtrante perfetto. L’esterno prova un pallonetto morbido su Vettorel, ma l’azione si spegne poco dopo: D’Ausilio non riesce a dare continuità alla manovra. Pochi istanti dopo arriva anche il primo giallo della ripresa: ammonito Ba, appena entrato.
Il Catania continua a spingere. Jimenez, in stato di grazia, salta l’uomo e mette dentro un pallone invitante per Rolfini, che calcia di prima intenzione. La conclusione è buona, ma Caporale si immola e devia in angolo da distanza ravvicinata. È un’altra occasione nitida.
Al 54’ nervi tesi per Emmausso e Casasola che rimediano l’ammonizione. Cartellino pesante per l’esterno rossazzurro che era tra i diffidati.
Arriva il primo doppio cambio rossazzurro: fuori D’Ausilio e Rolfini, dentro Lunetta e Caturano. Più freschezza, più profondità, più peso offensivo, nella scelta di Toscano.
Al 69’ il Cosenza si affaccia per la prima volta con una certa pericolosità. Emmausso calcia una punizione dal limite, traiettoria insidiosa ma Dini è attento e devia senza incertezze. È l’unico vero brivido per la retroguardia etnea.
Toscano continua a gestire energie e intensità:al 70’ Corbari e Allegretto lasciano il campo per Di Noia e Ierardi. Buscè risponde togliendo Beretta e Ricciardi per Mazzulla e Achour, ma l’inerzia resta saldamente nelle mani del Catania.
Gli etnei accelerano e colpiscono. Al 76’ su un recupero immediato a centrocampo parte una transizione perfetta: verticalizzazione rapida, Casasola vede il movimento di Lunetta e lo serve nello spazio. L’esterno attacca il varco con i tempi giusti, si presenta davanti a Vettorel e non sbaglia. È il 2-0, è la sentenza. Il “Massimino” esplode di gioia.
Il Catania non si ferma. Al 79’ Casasola, ancora lui, riceve sul vertice destro dell’area e mette al centro un pallone d’oro per Caturano, che calcia a botta sicura… ma incredibilmente manda alto. Un rigore in movimento che avrebbe potuto arrotondare il risultato.
I ritmi si abbassano, Toscano richiama Jimenez – tra i migliori in campo – e inserisce Bruzzaniti. Buscè tenta le ultime carte: fuori Emmausso e Dametto, dentro Rocco e Contiero. Ma il Cosenza non riesce a cambiare l’inerzia del match.
Nei 3 minuti di recupero il Catania gestisce, palleggia, domina. Il triplice fischio sancisce non solo una vittoria, ma un momento di forte identità collettiva. Un abbraccio lungo e commovente, un segnale di vicinanza, forza e appartenenza per lenire il dolore di una città ferita, ma sempre pronta a ricominciare.

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