L’analisi – a freddo – del dopo Monopoli certifica che la strada intrapresa è quella giusta. La lotta per il primato sarà serrata fino all’ultimo respiro, ma questo Catania ha dimostrato di avere non solo i piedi, ma soprattutto il cuore e la testa per restare lassù.
di Salvatore Russo - Foto: Calcionate

Non è stato un Catania scintillante dal punto di vista estetico. Ma è stato un Catania vero. A Monopoli si è vista una squadra capace di soffrire, di stringere i denti nei frangenti più delicati, di restare dentro la partita anche quando l’inerzia sembrava scivolare dalla parte dei pugliesi dopo il loro vantaggio.
Il Catania visto al “Veneziani” ha mandato un segnale inequivocabile a tutte le pretendenti alla promozione: la squadra di Toscano ha imparato a vincere le partite “sporche”.
In una serata che sembrava stregata, i rossazzurri hanno tirato fuori gli artigli e conquistato tre punti d’oro al “Vito Simone Veneziani”. Una vittoria per 2-1 arrivata in rimonta, figlia della resilienza e di una panchina che, ancora una volta, ha saputo fare la differenza nei momenti topici del match, quando gli avversari calano e risolvere la partita diventa una questione di nervi, dettagli e freddezza.
Dopo un primo tempo opaco, i rossazzurri ad inizio ripresa hanno subito la ripartenza sprint del Monopoli finalizzata dalle rete di Tirelli, ribaltato il risultato nel finale grazie alle reti di Casasola e Caturano, quest’ultimo decisivo al 94′ con un guizzo da rapinatore d’area.
Carattere e coesione: Il gruppo prima dei singoli
La crescita costante non è solo tecnica, ma soprattutto mentale. Andare sotto contro un avversario difficile, compatto e determinato come quello pugliese avrebbe potuto sgretolare una squadra meno coesa. Invece, i Rossazzurri hanno mostrato una consapevolezza dei propri mezzi quasi granitica.
La “Mano” di Toscano: I cambi come Fattore X
Ancora una volta, la panchina si è rivelata l’arma totale. Mimmo Toscano si sta dimostrando un perfetto alchimista nella gestione delle tante risorse a disposizione. Le sostituzioni non sono state semplici “staffette”, ma veri e propri innesti tattici che hanno iniettato qualità e cinismo proprio quando il Monopoli iniziava a mostrare le prime crepe fisiche. La capacità di cambiare l’inerzia del match nel finale è il marchio di fabbrica delle squadre che perseguono obbiettivi importanti.
Un Catania che cambia pelle: la nuova identità passa dagli ultimi minuti
Nelle ultime due partite il Catania ha mostrato un tratto distintivo che prima mancava: la capacità di capitalizzare energie, lucidità e risorse proprio nei minuti finali, quando le partite si decidono davvero. È un cambio di pelle evidente, quasi strutturale.
Non è un caso che i rossazzurri abbiano saputo trasformare la sofferenza in opportunità per ribaltare le inerzie negative di un matcht tra i più complicati della stagione.
Dentro questa metamorfosi c’è il ruolo predominante dei singoli, capaci di abbinare qualità tecniche e forza caratteriale in un equilibrio che sta diventando il vero valore aggiunto del Catania. Non si tratta più soltanto di giocate individuali, ma di personalità che emergono nei momenti chiave. E in questo quadro spicca ancora una volta Sasà Caturano. La sua freddezza sotto rete nei finali di gara è diventata una risorsa strategica.
Il ritorno del popolo rossazzurro in trasferta
Dopo tre mesi di assenza forzata, il ritorno dei tifosi in trasferta ha chiuso il cerchio. Quel “settore ospiti” pulsante di passione ha agito da dodicesimo uomo, spingendo la squadra oltre l’ostacolo nei minuti di recupero. Un abbraccio ritrovato, un tassello emotivo che può fare la differenza nella fase cruciale della stagione.
Una vittoria che pesa nella corsa al vertice
Il successo di Monopoli ha una valenza specifica nella lotta al vertice. Il Catania resta agganciato al Benevento, confermando che la corsa sarà serrata, intensa, senza margini di distrazione.
Ma soprattutto confermando una verità semplice: Il Catania c’è.
C’è nella testa, nelle gambe, nella capacità di reagire, nella volontà di non mollare un centimetro. E quando una squadra cresce così, partita dopo partita, diventa un avversario scomodo per chiunque.
La Partita
La sfida del “Veneziani” non è stata soltanto un duello di nervi e carattere: è stata anche una partita profondamente tattica, in cui le scelte dei due allenatori – Alberto Colombo per il Monopoli e Mimmo Toscano per il Catania – hanno inciso in modo netto sull’andamento del match.
Colombo imposta la gara con un 3-5-2 consolidato: Albertazzi a difesa dei pali. Sulla linea difensiva agiscono Piccinini,Manzi e Ronco., con Angileri in panca. I quinti di centrocampo sono Valenti e Calcagni, garantiscono spinta nelle transizioni. In mediana Greco e Imputato, pronti a rompere la linea e a inserirsi, con Battocchio a dettare i tempi della manovra . In attacco il tecnico sceglie di inserire Lomgo, per caratteristiche fisiche, da affiancare a Tirelli, mentre Fall parte dalla panchina.
Toscano parte con il suo classico 3-4-2-1: In porta c’è Dini. Difesa a tre con Pieraccini, Allegretto, al posto dell’infortunato Di Gennaro, e Celli. Gli esterni sono Casasola e Donnarumma, chiamati a spingere ma anche a coprire le ripartenze. In madiana Di Tacchio e Quaini, equilibrio e fisicità. Sulla trequarti Jimenez con al fianco Bruzzaniti per dare dinamicità e profondità alla manovra offensiva. Lunetta, non al meglio, parte dalla panchina. In avanti Forte, riferimento per far salire la squadra.
Il match inizia in salita per i Rossazzurri. Il Monopoli parte fortissimo, pressando alto e togliendo ossigeno alla manovra siciliana.
Al 3’ Imputato minaccia la porta di Dini con un fendente che sfiora il palo. I bianco-verdi premono e al 13’ e mettono i brividi agli etnei: Quaini sbaglia il disimpegno, Greco serve Calcagni la cui botta violentissima si stampa in pieno sulla traversa, dopo il velo diLongo.
Il Catania prova a reagire al 18’ cross di Donnarumma, Imputato trattiene vistosamente Casasola in area. Gli etnei invocano il rigore e la revisione video, ma il ceck non evidenzia nessuna irregolarità.
Al 27’ Bruzzaniti va vicino al bersaglio su punizione, ma il primo tempo si chiude sullo 0-0 dopo un brivido causato da un quasi-autogol di Allegretto, salvato dal provvidenziale Pieraccini.

Secondo Tempo
Mossa di Toscano in avvio di ripresa: dentro Rolfini per Bruzzaniti per dare più peso all’attacco.
Ripartono forte i pugliesi che ci provano subito con Tirelli,attento Dini. Gli etnei rispondono con Rolfini,rasoiata sul primo palo che Albertazzi intercetta.
AL 51’ il Monopoli trova il vantaggio: Di Tacchio respinge corto un pallone al limite calciato da Imputato, sul rimpallo Tirelli corregge in rete sporcando la traiettoria. Dini non può nulla. 1-0!
Al 60’ Toscano rivoluziona il reparto offensivo cambiando tutto: dentro D’Ausilio e Caturano per Jimenez e Forte
Pugliesi vicini al raddoppio al 63’: Longo in area tenata la botta sicura sul primo palo, Dini vola e salva la sua porta.
Doppio cambio per Colombo: escono Imputato e Longo, dentro Oyewale e Fall. Poi Manzi con Bove. Nel Catania Lunetta sostituisce Donnarumma.
Episodio dubbio al 73’: Il Catania pareggerebbe con Rolfini su assist di Lunetta, ma l’arbitro strozza l’urlo in gola per offside. Gol Annullato.
Ultimo avvicendamento per gli etnei: Corbari prende il posto di Di Tacchio.
Il Catania accelera e trova il gol del pari all’80’: Cross perfetto di Celli dalla sinistra, Casasola si inserisce con tempi perfetti e sotto misura fulmina Albertazzi. 1-1!
Colombo corre ai ripari sostituendo Ronco con Angileri e Calcagno con Scipioni.
Proprio il neo entato Scipioni sfiora il sorpasso con una conclusione dal limite ben indirizzata, strepitoso l’intervento di Dini in tuffo.
La reazione del Catania c’è: Corbari ci prova, tiro alto di poco.
Si entra nella fase finale del match che si preannuncia infuocata.
Il Monopoli insiste e all’89’ insidia ancora la porta rossazzurra: Tirelli calcia, traiettoria velenosa che sorvola di poco la traversa.
La squadra di Toscano non si disunisce, resta compatta, continua a macinare gioco e a cercare gli spazi giusti nei 5’ minuti di recupero concessi.
Quaini tenta l’assalto con una conclusione dal limite che termina alta.
I rossazzurri non mollano e al 94’ raccolgono i frutti di un forcing finale convinto con un azione corale che si sviluppa dalla sinistra: D’Ausilio pennella un cross al bacio per Caturano, che da rapace d’area non sbaglia. Rimonta completata per l’esultanza sotto lo spicchio di tribuna rossazzurra. 1-2!
È l’ultimo atto di una sfida vibrante che il Catania ha saputo interpretare dimostrato di avere carattere, qualità e una guida tecnica capace di cambiare le sorti di una gara complicata.
Una vittoria che vale doppio: per il morale, per la classifica e per la consapevolezza.
La lotta in vetta alla classifica è più viva che mai.
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