I rossazzurri tornano dalla trasferta pugliese con un punto che lascia un pizzico di amaro in bocca. Il pareggio per 1-1 allo “Zaccheria” frena la corsa degli etnei, che mancano l’allungo in classifica nonostante una prima frazione di gioco dominata sul piano del ritmo e del possesso, ma apparsi poco cinici in fase realizzativa. Il Catania resta in corsa, ma per ambire ai vertici servirà un cambio di passo lontano da casa.
di Salvatore Russo - Foto: Catania FC

Il pareggio maturato allo “Zaccheria” conferma una tendenza che inizia a diventare preoccupante per il Catania: la difficoltà a imporsi con continuità lontano dal “Massimino”. Nonostante una prestazione generosa e per larghi tratti convincente sul piano del possesso palla e dell’atteggiamento, la squadra di Toscano ha mostrato ancora una volta alcune fragilità strutturali che ne limitano l’efficacia in trasferta.
E’ lo stesso allenatore dei rossazzurri, nelle sue dichiarazioni post gara, ad evidenziarne il limite emerso: Fuori dobbiamo avere la stessa cattiveria che abbiamo al Massimino. In questo dobbiamo crescere. Dobbiamo analizzare il fatto che negli ultimi 16 metri a volte non riusciamo a trovare il guizzo giusto per provare a portare a casa la partita. Sbagliamo l’ultimo passaggio, dobbiamo migliorare nel cross, nel trovare uomo libero, nel non forzare la giocata”.
Buona organizzazione e spirito di iniziativa
Il Catania ha approcciato bene entrambe le frazioni di gioco, mostrando un’identità chiara e un buon dinamismo, soprattutto nella prima mezz’ora. La squadra ha saputo occupare la metà campo avversaria con ordine, cercando di costruire dal basso e sfruttare le corsie laterali, in particolare con un Casasola molto ispirato.
Costruzione lenta e prevedibile
Tuttavia, al netto del possesso palla, è mancata la giusta incisività nella rifinitura. La manovra, pur ordinata, è apparsa spesso troppo compassata e priva di quella verticalità necessaria per sorprendere una difesa ben schierata come quella del Foggia. La squadra ha faticato a trovare soluzioni rapide tra le linee, affidandosi troppo spesso a giocate lunghe.
Poco cinismo sotto porta
Le occasioni non sono mancate, ma la percentuale di realizzazione resta bassa. Di Gennaro, Jimenez, D’Ausilio e Rolfini hanno avuto almeno un’occasione nitida ciascuno, ma solo una è stata concretizzata. In partite così equilibrate, la capacità di capitalizzare le poche chance a disposizione fa la differenza.
Gestione emotiva da rivedere
Tre ammoniti nel primo tempo e un certo nervosismo diffuso sono segnali di una squadra che, nei momenti di difficoltà, fatica a mantenere lucidità. Un aspetto su cui Toscano dovrà lavorare, soprattutto in vista di sfide ad alta tensione.
Panchina ancora determinante
L’ingresso di Rolfini ha dato nuova linfa all’attacco e ha portato al gol del pareggio. Un segnale positivo sulla profondità della rosa, ma anche un’indicazione chiara: serve maggiore brillantezza da parte degli undici titolari, soprattutto in fase offensiva.
Il punto conquistato a Foggia non è da buttare, ma rappresenta un’occasione persa per dare uno strappo alla classifica. Il Catania resta in corsa, ma per ambire ai vertici servirà un cambio di passo lontano da casa.

La partita
La squadra di Toscano parte forte, mostrando un dinamismo tattico superiore rispetto a un Foggia inizialmente corto e coperto. I rossazzurri prendono in mano il pallino del gioco, spingendo con continuità e cercando varchi nella retroguardia pugliese.
Casasola è tra i più attivi: al 12’ si inserisce con tempismo e calcia a botta sicura, ma la sua conclusione viene deviata da Morelli. L’azione, però, era viziata da un fuorigioco iniziale di D’Ausilio. Poco dopo è Jimenez a provarci con un destro insidioso, ma Perrucchini è attento e blocca in due tempi.
Il Catania continua a spingere e costruisce un’ottima occasione sull’asse D’Ausilio–Jimenez: la staffilata dello spagnolo sfiora il palo, mettendo i brividi ai satanelli. Gli uomini di Toscano presidiano stabilmente la metà campo avversaria, ma non riescono a concretizzare la superiorità territoriale.
Con il passare dei minuti, la pressione del Catania si affievolisce e il Foggia prende coraggio. La squadra di Barilari alza il baricentro e si rende pericolosa con D’Amico, che calcia a colpo sicuro trovando però un grande intervento di Pieraccini, provvidenziale nel salvare il risultato.
Il primo tempo si chiude su un parziale di 0-0, ma con un clima nervoso in campo: tre ammonizioni per il Catania (Di Tacchio, Quaini e Celli) testimoniano la crescente tensione e la frustrazione per un dominio non concretizzato.
Secondo tempo
Mister Toscano ha optato per un cambio immediato all’inizio del secondo tempo, inserendo Corbari al posto dell’ammonito Quaini. L’avvio della ripresa ha visto ancora un Catania propositivo: Casasola ha impegnato subito Perrucchini con una botta angolata deviata in angolo. Poco dopo, un tentativo di D’Ausilio è stato murato miracolosamente da Rizzo. L’occasione più ghiotta era nell’aria: sul cross al bacio di Casasola, Di Gennaro ha staccato bene di testa, ma il pallone si è spento sopra la traversa. Troppi gli sprechi.
E, come spesso accade nel calcio, il Foggia ha saputo capitalizzare alla prima vera occasione. Al 58′, sugli sviluppi di un calcio di punizione, D’Amico ha pescato Bevilacqua che, con un lob al volo potente e preciso, ha superato imparabilmente Dini per il vantaggio rossonero.
Il gol subito ha scosso i rossazzurri, e Toscano ha risposto inserendo Rolfini al posto di D’Ausilio. L’attaccante si è reso subito decisivo al 65′: s’è infilato centralmente, ha saltato Perrucchini in uscita e ha calciato verso la porta. La conclusione è stata deviata da Rizzo, rallentando la corsa del pallone che, forse, aveva già varcato la linea prima del tocco di Perrucchini. L’arbitro ha lasciato proseguire, ma sulla ribattuta si è avventato come un falco Jimenez, che ha indirizzato il pallone verso il centro, trovando la deviazione decisiva di Buttaro per l’autogol dell’1-1.

La rete reazlizzata ha dato nuova linfa al Catania, tornato a spingere, ma senza la necessaria lucidità. La partita è salita d’intensità agonistica, culminata nell’intervento duro di Pieraccini sanzionato con l’ammonizione, con il Foggia che ha chiesto invano l’intervento del FVS per un possibile rosso.
Nel forcing finale, Toscano ha giocato la carta Stoppa per Di Tacchio, ma i tentativi di Forte non sono riusciti a scardinare la difesa foggiana. A tempo quasi scaduto, è stato il Foggia a sfiorare il raddoppio: al 90′, il subentrato Nocerino ha lasciato partire un diagonale velenoso che è uscito di un soffio.
Il triplice fischio sancisce un 1-1 che lascia sensazioni contrastanti. Il Catania ha mostrato qualità, capacità di costruire e carattere per reagire allo svantaggio, ma ha sprecato troppo in fase di finalizzazione.
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