Primo tempo in apnea per i rossazzurri che rischiano di andare sotto. Il cambio di passo nella ripresa, squadra più aggressiva e sicura che dopo il gol del vantaggio sfiora il raddoppio ma viene raggiunta sul pari dai pugliesi che sfruttano un errore difensivo. Cade dopo 17 partite l’imbattibilità interna di Dini. La nota lieta è il ritorno di Cicerelli.
di Salvatore Russo - Foto: Catania FC

Il nuovo corso di William Viali sulla panchina del Catania si apre con un pareggio che lascia in bocca un sapore agrodolce. L’ 1-1 contro il Casarano è lo specchio fedele di una squadra che prova a cambiare pelle, a riorganizzarsi, a costruire un’identità nuova, ma che si porta dietro le fragilità pregresse. Unpercorso appena iniziato, un laboratorio aperto: principi nuovi, meccanismi ancora acerbi, qualche segnale incoraggiante e le solite crepe che riaffiorano nei momenti decisivi.
La partita racconta proprio questo doppio volto. Un primo tempo in apnea,sofferto, una ripresa più coraggiosa e ordinata. I rossazzurri trovano il gol del vantaggio con Bruzzaniti, ma nel finale, quando la squadra sembrava in controllo, arriva la stoccata di Ferrara a gelare l’entusiasmo del “Massimino”.
La Partita
Viali ha cercato subito di imprimere la sua identità schierando un 4-2-3-1 a trazione anteriore. Con Dini tra i pali, la linea difensiva ha visto Casasola e Donnarumma sugli esterni, supportati dai centrali Ierardi e Miceli. In mediana, il compito di fare filtro è stato affidato alla coppia Quaini-Di Tacchio, mentre il tridente Bruzzaniti-Jimenez-Lunetta ha agito alle spalle dell’unica punta Caturano.
Dall’altra parte, il 3-4-3 di Di Bari ha risposto colpo su colpo, trascinato dalla qualità di Maiello a centrocampo e dall’estro dell’ex di turno, Cosimo Chiricò.
Il Catania parte contratto, quasi frenato dal peso del nuovo inizio. La squadra fatica a trovare le distanze, soprattutto tra mediana e trequarti, dove il Casarano – più fluido e verticale – trova spazi pericolosi.
Gli ospiti sfruttano bene le giocate tra le linee: subito Chiricò protagonista con una conclusione dalla destra neutralizzata da Dini. Il portiere etneo si ripete ancora su una conclusione insidiosa di, Grandolfo. I salentini ci provano anche con Ferrara, chiuso da un Dini attento che confeziona tre interventi decisivi che tengono in piedi la squadra.
Gli etnei, invece, costruiscono poco. Di Tacchio dalla distanza non trova la porta. L’unico vero lampo arriva nel finale: Casasola sfonda a destra e serve Lunetta, bravo nel controllo e nella girata, ma Bacchin chiude lo specchio e salva i suoi. È il preludio di una ripresa completamente diversa.

Il Catania rientra dagli spogliatoi con un piglio nuovo: più compatto, più aggressivo, più convinto. Al 54’ arriva il gol che accende il Massimino: Giovanni Bruzzaniti lascia partire un tiro-cross velenoso che sorprende Bacchin e si insacca. È il primo squillo della sua avventura etnea, ed è anche il simbolo di una squadra che prova a liberarsi delle paure.
Sulle ali dell’entusiasmo, i rossazzurri trovano la rete con Caturano al 57’, ma l’arbitro annulla per fuorigioco.
Episodio che pesa, perché il Catania in quel momento sembrava padrone del campo ed in grado di chiudere la partita a proprio favore.
Viali cambia inserendo forze fresche: entrano Di Noia,Celli e D’Ausilio per Quaini, Donnarumma e Bruzzaniti. Il Catania insiste e disegna una buona manovra offensiva co D’Ausilio che offre a Caturano un pallone che il centravanti calcia prontamente, ma Bacchin si supera e chiude tutto.
I minuti scorrono e i rossazzurri non mollano e confezionano un’altra azione che capitalizzano con Jimenez, gol annullato per fuorigioco. Nel Catania Caturano lascia il posto a Pieraccini
Quando la partita sembra indirizzata, arriva la doccia fredda. All’84’, su un disimpegno in uscita errato di Pieraccini, la palla finisce sui piedi di Ferrara, che dal limite dell’area piazza un sinistro chirurgico nell’angolino.
È il primo gol subito da Dini al Massimino dopo 17 partite: un dettaglio che racconta quanto bruci questa rete.
Il Catania reagisce con orgoglio. Il Massimino si scalda per il ritorno in campo di Cicerelli, accolto con una standing ovations dopo il lungo infortunio.
Le occasioni non mancano: su un corner dalla sinistra Casasola di testa sfiora il palo, poi Lunetta spreca clamorosamente a tu per tu con Bacchin, infine Cicerelli sfiora il gol con un destro a giro che termina alto.
Finisce 1-1, un risultato che frena la corsa dei rossazzurri e li costringe a guardarsi alle spalle: la Salernitana accorcia, e la classifica torna a farsi insidiosa.
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