Dal tris lampo del primo tempo alla magia di Cicerelli, il Catania domina per settanta minuti, poi soffre nel finale il ritorno dei lucani con Pugliese e rischia dopo il rigore e l’espulsione di Masciangelo. Vittoria importante per la squadra di Longo apparsa più viva e consapevole della propria identità.

Il Catania ritrova ossigeno, ritmo e convinzione lontano dal Massimino, firmando al “Donato Curcio” una vittoria che vale più dei tre punti. È un 4-2 che racconta una squadra finalmente intensa, verticale, capace di imporre il proprio calcio per oltre un’ora, e allo stesso tempo di complicarsi la vita nel finale, riaprendo una partita che sembrava già archiviata.
Emilio Longo cambia pelle alla squadra e sceglie un 3-4-3 più coraggioso, con Dini tra i pali, Di Gennaro centrale difensivo e un tridente leggero e dinamico composto da Cavuoti, Russo e Cicerelli. Claudio De Luca schiera i lucani con il 4-3-3, affidandosi davanti a Kanoute, Abreu e Pugliese.
L’approccio è positivo, nell’atteggiamento e nel gioco: il Catania prende campo subito, costruisce con continuità e costringe il Picerno a difendersi basso. Le prime conclusioni di Vallocchia e Quaini sono segnali di una pressione crescente, mentre i lucani faticano a superare la metà campo, soffocati dall’aggressività etnea.
La partita si spezza improvvisamente al minuto 31. Quaini pesca Ierardi dentro l’area e il difensore rossazzurro firma lo 0-1, approfittando di una difesa immobile. È il preludio a quattro minuti di dominio totale: al 33’ Bruzzaniti raddoppia con un tiro deviato, al 35’ Cavuoti è il più rapido sulla respinta di Marcone e insacca il terzo gol. In un lampo, il Catania costruisce uno 0-3 che fotografa la superiorità tecnica, fisica e mentale mostrata nel primo tempo.
La ripresa si apre con lo stesso copione. Cicerelli, ispiratissimo, al 57’ firma il 4-0 con una giocata da leader, accentrandosi e colpendo con un destro preciso. Il capitano sfiora persino la doppietta un minuto dopo, con un’altra azione personale di grande qualità.
Poi, però, il Catania rallenta. Longo gestisce energie e ammonizioni, il baricentro si abbassa e il Picerno ritrova coraggio. Al 75’ un cross dalla sinistra sorprende Allegretto e Spagnolo riapre la partita con una conclusione potente. Nel finale arriva l’episodio che complica tutto: Masciangelo commette fallo su Virgilio, viene espulso e Abreu trasforma il rigore del 2-4.
Gli ultimi minuti diventano una prova di resistenza. Dini salva su Del Fabro, Ierardi respinge un pallone pesantissimo, mentre Cicerelli spreca in contropiede l’occasione per il quinto gol. Dopo un recupero interminabile, il triplice fischio libera i rossazzurri: il Catania conquista la prima vittoria esterna della stagione e sale a 6 punti.
La sensazione è chiara: al “Curcio” si è vista una squadra più viva, più consapevole, più vicina all’idea di calcio che Longo vuole costruire. Ma il finale, con cali di concentrazione e qualche incertezza difensiva, ricorda che la strada verso la continuità è ancora lunga.
Sabato arriva il Barletta al Massimino: non basterà ripetere quanto di buono si è intravisto. Servirà alzare l’asticella, mostrare che questa squadra non vuole limitarsi a reagire, ma iniziare finalmente a dettare il ritmo del proprio percorso.
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