Dopo il 4-0 al Cosenza servivano conferme, invece arriva un nuovo ko interno. Emmausso apre su rigore, Russo riaccende il Massimino, poi la stoccata di Toscano gela tutto. Martedì trasferta delicata a Picerno.

Il Massimino aveva appena ritrovato voce, entusiasmo, una scintilla dopo il 4-0 al Cosenza, che richiedeva conferme, continuità, ed un segnale di crescita concreto. Invece arriva un’altra frenata brusca: la Scafatese dell’ex Michele Zeoli porta via tre punti pesantissimi, mentre il Catania incassa il secondo ko interno di questo avvio di stagione.
I campani passano 2-1 al termine di una gara che i rossazzurri avevano provato a rimettere in equilibrio con Russo, dopo il vantaggio su rigore firmato Emmausso, prima di subire nel finale la stoccata decisiva di Toscano.
Una sconfitta che pesa, perché mette in evidenza i limiti di una squadra ancora in cerca di sé stessa, apparsa fragile in difesa, e a corto di idee in fase di transizione.
Le scelte degli allenatori: continuità per Longo, pragmatismo per Zeoli
Emilio Longo mantiene quasi per intero l’undici che aveva travolto il Cosenza.
Out l’infortunato Pagliai: nel 4-2-3-1 a difesa dei pali c’è Rinaldi. In difesa, sulla destra va Ierardi, con Quaini confermato al centro accanto a Perrotta e Donnarumma sulla corsia opposta. In mediana arriva la novità Vallocchia, titolare al fianco di Torrasi. Davanti nessun cambiamento: Russo riferimento offensivo, Cavuoti alle sue spalle, Lunetta e Cicerelli larghi.
Dall’altra parte, sulla panchina della Scafatese non c’è lo squalificato Michele Facciolo. A guidare i campani è una vecchia conoscenza del pubblico rossazzurro: Michele Zeoli, che imposta una squadra compatta, ordinata, costruita per soffrire e colpire.
Nel 4-3-3iniziale il tecnico campano cambia il portiere, con Forte al posto di Becchi, e schiera una linea difensiva composta da Guerra, Scognamiglio, Suhs e Novella. A centrocampo spazio a Toscano, Tripi e Proia, mentre il tridente offensivo è formato da Emmausso, Volpicelli e Palmieri..
Primo tempo: approccio sbagliato, Scafatese più viva
L’avvio di gara non è agevole per gli etnei. Gli ospiti partono con una intensità feroce: quattro corner nei primissimi minuti, profondità cercata con continuità, ritmo alto. Il Catania si abbassa, fatica a trovare i tempi di gioco, non riesce ad architettare una manovra efficace in avanti.
Ci riesce al 7’ quando Cicerelli riceve in area, sterza per liberarsi alla conclusione e costringe Forte a rifugiarsi in corner. La partita, però, conferma fin dalle prime battute di essere molto più probante rispetto alla gara contro il Cosenza.
Il primo episodio che spacca la partita arriva al 17’: incursione di Palmieri, Torrasi lo affronta in area in maniera irregolare, è rigore. La verifica alla FVS conferma e dal dischetto Emmausso calcia sulla destra di Rinaldi che può solo sfiorare la conclusione angolata del numero 90 campano che porta avanti la Scafatese.
Gli etnei provano a reagire, più con la forza dei nervi che con una struttura chiara di gioco che si affina col passare dei minuti. Russo va giù in area campana affossato da Proia in un corpo a corpo su palla inattiva. Longo si gioca la card, a bordo campo gli animi si accendono e il ds Varrà viene espulso, ma la successiva verifica al monitor non evidenzia nulla di anomalo.
Alla mezz’ora giunge l’occasione migliore per riaprire i giochi: Cicerelli pennella in area un pallone girato di testa da Cavuoti, sul quale Forte compie una parata decisiva.
In pieno recupero è lo stesso Cavuoti a provare la conclusione dopo uno scambio rapido con Lunetta, ma la conclusione si perde a lato.
Il primo tempo si chiude con un Catania nervoso, impreciso nelle dinamiche offensive contro un avversario che, invece, si difende con ordine.
Ripresa: il pari di Russo, poi la manovra si spegne
Il Catania rientra in campo con un piglio diverso: ritmi più alti, intensità maggiore, Longo inserisce forze fresche: dentro subito Bruzzaniti per Donnarumma per garantire maggiore propulsione.
Col cambio di modulo, si passa al 4-3-3, la squadra sembra finalmente trovare una traccia di gioco ed una maggiore spinta sugli esterni Cicerelli disegna una parabola che il portiere ospite riesce a toccare, sulla ribattuta Torrasi non trova lo specchio della porta. Ci prova anche Vallocchia dalla distanza, botta forte che il portiere campano devia in angolo.
Al 53’ arriva il pareggio: accelerazione di Bruzzaniti, cross morbido, Russo anticipa tutti e firma l’1-1. Il Massimino si accende, la squadra sembra aver trovato energia e convinzione.
Adesso il Catania preme l’acceleratore, conquista un calcio di punizione dal limite che Cicerelli trasforma indirizzando il pallone all’angolino destro di Forte, tutto vano perché intanto l’arbitro, il signor Cerbasi, annulla perché era in corso una verifica alla FVS.
E’ il momento dei cambi: Longo inserisce Insigne al posto di Cavuoti. Zeoli risponde con tre avvicendamenti: fuori Guerra, Proia e Palmieri, dentro Ferrara, Esposito e Ortisi.
Qualche minuto dopo Bacchetti rileva Suhs, mentre Longo richiama Torrasi per inserire Corbari.
Dopo qualche tentativo sporadico, la manovra rossazurra torna a farsi poco fluida, prevedibile, lenta nell’ultimo passaggio. Insigne innesca Lunetta che in area non riesce a trovare la giusta coordinazione per finalizzare l’azione offensiva.
I rossazzurri tentano il forcing finale, Longo si affida a Masciangelo e Coda e richiama Lunetta e Russo. La Scafatese sostituisce Volpicelli con Convitto.
Il gelo nel finale: Toscano firma il colpo del ko
Il finale è convulso. I campani minacciano la porta di Rinaldi con un paio di conclusioni dalla distanza, e proprio da una di queste nasce la stoccata decisiva: Toscano, all’89’, trova il tiro che vale l’1-2. Una conclusione precisa, potente, che gela lo stadio e ribalta tutto.
Saltano i nervi ad Emmausso che rimedia il secondo giallo e viene espulso. Si giocherà ancora per sei minuti.
Il Catania, con le residue energie, ed in superiorità numerica, tenta il tutto per tutto: splendida combinazione Cicerelli–Insigne, botta dal limite e traversa piena. È l’ultima occasione, l’ultima illusione. Il risultato non cambia più.
La Scafatese porta via tre punti, mostrando ordine e una gestione più lucida dei momenti chiave della partita. Il Catania, invece, torna a interrogarsi: la vittoria contro il Cosenza sembrava un punto di svolta, ma la sconfitta di oggi riporta le lancette indietro.
Il campionato corre, e martedì il Catania sarà chiamato a una trasferta insidiosa sul campo del Picerno. Servirà azzerare subito testa e gambe, ritrovare determinazione, gioco e soprattutto quell’anima che finora è apparsa intermittente.
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