Gli uomini di Toscano dimostrano di aver fatto notevoli passi indietro, non solo dal punto di vista del gioco, ma anche da quello psico-fisico: l’infortunio di Dalmonte e, soprattutto, l’espulsione di Frisenna, condizionano (e non poco) l’esito della gara.
Benedetto Simone Strano - Foto: Catania FC

Le aspettative della vigilia parlavano di un Catania che, al netto dell’importante vittoria ottenuta in casa contro il Giugliano, avrebbe lottato con le unghia e con i denti per ottenere un buon risultato in quel di Cerignola.
La bruciante sconfitta di Benevento e il rammarico nel pareggio contro il Picerno hanno dimostrato, nonostante tutto, che la banda di Mimmo Toscano abbia tutte le capacità sul campo e una fame e una voglia di portare a casa il risultato (caratteristiche di cui parla e ricerca sempre l’allenatore di Reggio Calabria).
La partita di oggi, invece, ha dimostrato, in maniera anche abbastanza esplicita, tutti i limiti degli etnei, specialmente dal punto di vista psico-fisico: pesano, infatti, le già diverse assenze, in ogni zona del campo, dalla porta con Bethers e Farroni alla difesa (con Di Gennaro che, fino al suo infortunio, ha dimostrato di essere il faro della difesa rossazzurra), fino al centrocampo, in cui le defezioni diventano sempre più importanti.
Il Catania che, di conseguenza, si presenta allo Stadio Domenico Monterisi di Cerignola, è da considerarsi da rifare: nel pre-partita mister Toscano ha annunciato che sarebbe rimasto fuori dal suo scacchiere un suo fedelissimo come De Rose, il quale ha accusato un improvviso attacco febbrile; al suo posto, quindi, Giulio Frisenna, che torna nella sua città da figliol prodigo. Inoltre, a proposito di esordi, parte dal primo minuto sulla trequarti, al fianco di Jiménez, l’ex Cesena e Salernitana Nicola Dalmonte.
Per il resto, l’allenatore calabrese si affida al consueto 3-4-2-1, con Dini tra i pali, Castellini (che ritorna in possesso della fascia da capitano), Quaini e l’altro neo-arrivato Dario Del Fabro, con Ierardi e Allegretto pronti ad intervenire a partita in corso; sulle fasce giocano Anastasio sulla sinistra (visto l’improvvisa defezione di Lunetta) e Guglielmotti sulla destra (galvanizzato dalla stupenda doppietta di domenica scorsa) con una mediana composta da Di Tacchio e Frisenna; unica punta, sostenuta da Jiménez e Dalmonte, il solito Roberto “Bobby English” Inglese.
L’Audace Cerignola dell’ex Giuseppe Raffaele, che viene da un’eccellente striscia di risultati utili consecutivi, risponde col sempre più patentato 3-5-2: Greco difende i pali, con il trio difensivo composto da Visentin, capitan Martinelli e Romano; la linea a cinque è composta da Paolucci, Tascone e Campomaggio come interni, con Achik e Coccia esterni tutta fascia; le due punte sono il bomber Salvemini (a quota 10 gol) e, soprattutto, Filippo D’Andrea, grande ex dell’incontro.
Da notare, nel settore ospiti, la presenza di circa 200 tifosi rossazzurri al seguito, i quali si renderanno protagonisti in negativo, a circa dieci minuti dalla fine della gara, per via del lancio di diversi fumogeni sul terreno di gioco, per cui, qualche minuto più tardi, sono stati allontanati dalla Digos di Cerignola. Inevitabili, di conseguenza, provvedimenti disciplinari non indifferenti nei confronti della società e della tifoseria etnea.

La cronaca della partita
Primo tempo
Catania che parte in maniera molto ordinata e guardinga, che dimostra anche una certa solidità tra la difesa e la cerniera di centrocampo, anche se, dopo appena due minuti, Frisenna si fa ammonire per un fallo davvero evitabile.
I veri pericoli concessi dagli etnei ai padroni di casa arrivano, però, come molto spesso accade, da palla inattiva: al 13′ infatti Achik batte un calcio di punizione dalla sinistra, palla in mezzo per il colpo di testa di Visentin che sfiora il palo alla sinistra di Dini.
Il marocchino classe 2000 darà parecchio filo da torcere in quella zona di campo, dove Guglielmotti, fino al momento della sua uscita dal campo, ha dimostrato di non essere in giornata di grazia: lo stesso numero 19, al minuto 21, riesce ad eludere lo stesso Guglielmotti spostandosi la palla sul sinistro e crossa in mezzo per D’Andrea, che di testa sfiora nuovamente il vantaggio dei suoi.
Al 30′, però, nel bel mezzo di un’occasionissima in casa Catania, il neo-arrivato Dalmonte, nel tentativo di controllare il pallone da un cross dalla destra da parte di Guglielmotti, sente uno stiramento sulla gamba destra; il 27enne di Ravenna chiede quindi il cambio e al suo posto entra Clarence Corallo, elemento imprescindibile della Primavera di Biagianti. Con l’infortunio del numero 77, il numero di infortunati sale a 9, visto l’infortunio (probabilmente in allenamento) di Montalto.

Per lunghi tratti del primo tempo, le due compagini hanno dimostrato di potersela giocare ad armi pari fino all’episodio decisivo: al 37′ Visentin, nel tentativo di retropassaggio verso un compagno, vede arrivare in corsa Frisenna, il quale tentava di rubargli il pallone ma finisce per rifilare un pestone (senza volontarietà) all’argentino; per l’arbitro non ci sono dubbi e decide di estrarre il secondo cartellino giallo per il giovane classe 2002, con il Catania che quindi sarà costretto a giocare il resto dell’incontro in inferiorità numerica.
Questo momento cambierà inevitabilmente l’inerzia della partita, anche se rimangono i dubbi sulla scelta dell’arbitro Ancora di Roma. Questo è l’episodio più eclatante fino al fischio finale del primo tempo
Secondo tempo
L’espulsione di Frisenna è stata un’autentica batosta per gli uomini di Toscano, i quali, da quell’episodio, non sono mai riusciti avere occasioni a loro favore; anzi, al 59′ è il Cerignola a passare in vantaggio: da un calcio d’angolo dalla sinistra batte il solito intraprendente Achik, che con un ottimo traversone vede l’arrivo dal lato opposto di Salvemini, che colpisce di testa, trova l’intervento di Dini ma la palla aveva già oltrepassato la linea di porta. Per il bomber gialloblu sono 11 i gol in campionato, dimostrando di essere l’autentico trascinatore degli ofantini.
Il vantaggio del Cerignola porta il Catania a vedere la strada sempre più in salita, senza alcuna possibilità di riassestamento: al 64′ i gialloblu sfiora il doppio vantaggio su un tiro del solito Achik, che vede la respinta di Dini e sulla quale si fionda D’Andrea, che manca, però, da due passi il più classico dei gol dell’ex colpendo il palo.
Cerignola che, però, dovrà pazientare giusto cinque minuti: grandissima cavalcata sulla sinistra del neo-entrato Russo, che prova a mettere in mezzo, ma dalla spazzata da parte di un giocatore rossazzurro arriva di gran carriera Capomaggio, che ha tutto il tempo di controllare il pallone sulla trequarti e di piazzare il pallone nel sette, siglando un gol da capogiro, sul quale Dini rimane immobile.

Dal momento del gol del 2-0 si spegne, oltre alla partita, anche lo stesso Catania, che, piuttosto che attaccare, sembra essere parecchio rinunciatario: lo dimostra, nei cambi, lo stesso Toscano, il quale inserisce soluzioni prettamente difensive, inserendo Raimo, Ierardi e il neo-acquisto Allegretto.
Il culmine dell’incontro, come sopracitato, è senza dubbio il momento di contestazione da parte dei tifosi rossazzurri nel settore ospiti, con veementi cori e, appunto, il lancio di vari fumogeni, a dimostrazione di un malcontento popolare parecchio condiviso.
Si conclude, quindi, l’incontro: il Catania che torna dalla trasferta di Cerignola dimostra di essere ferito non solamente nell’orgoglio, ma anche nei suoi effettivi, considerando l’infortunio e l’espulsione, rispettivamente di Dalmonte e Frisenna.
Questi sono elementi che dimostrano una mancanza di tranquillità mentale e fragilità fisica, al quale la società rossazzurra dovrà riuscire a porre rimedio al più presto, specialmente da un mercato che, nel giro di 24 ore, potrebbe e dovrebbe portare ulteriori novità importanti.
Il Cerignola, dal canto suo, cavalca l’onda dell’entusiasmo e allunga ulteriormente la sua striscia di risultati utili consecutivi a 11, dimostrando di poter competere per un posto in Serie B, insieme a Benevento e Monopoli, attualmente primo in classifica e prossimo avversario in trasferta per gli etnei.
La trasferta in terra pugliese sarà tutt’altro che una passeggiata, specialmente a fronte di uno stato psico-fisico da valutare con estrema attenzione da parte di ogni singolo componente.

Nel post-partita, ai microfoni di Globus Television, ha avuto modo di esprimere il suo evidente disappunto l’allenatore rossazzuro Domenico Toscano, analizzando la partita attraverso le domande del nostro Salvo Russo, in diretta dalla mixed zone dello stadio Monterisi. Ecco le sue dichiarazioni:
“Gli episodi hanno sicuramente cambiato la partita: fino al momento dell’espulsione, la partita è stata equilibrata, poi, secondo me, l’arbitro ha commesso due errori – lo stesso rosso ai danni di Frisenna e quello mancato su Salvemini che ha trattenuto un nostro calciatore -. Poi l’infortunio di Dalmonte, l’indisponibilità dell’ultimo momento di De Rose e di Montalto hanno reso il tutto più difficile“.
“Il Cerignola è una squadra in fiducia, che sta costruendo i suoi risultati da tanti anni, migliorando anno dopo anno aggiungendo pezzetti su pezzetti. Dal momento del secondo gol, dove potevamo fare qualcosa in più e, a volte, ci vuole un po’ di malizia e furbizia – e Guglielmotti poteva metterla in fallo laterale piuttosto che in angolo – soprattutto perché da calciatori così esperti, soprattutto in queste situazioni in area di rigore, dovresti evitare certe occasioni. La squadra è mancata di energie, visto che eravamo in 10 contro 11“.
“Difficoltà nelle fasce? Quando lavori tanto in 11 contro 10 è normale che loro siano, di conseguenza, più freschi e portino superiorità in quelle zone, dove i centrocampisti hanno lavorato tanto. Fino al gol, la squadra ha tenuto botta, venendo a giocare in uno stadio difficile e contro una squadra in salute“.
“Del Fabro? Lui, insieme a Castellini e Quaini hanno fornito una buona prova“
“Il prossimo incontro a Monopoli? Dobbiamo subito rialzare la testa e pensare alla partita di Monopoli, che sarà molto difficile. Speriamo di recuperare qualche indisponibile di oggi o che il mercato ci aiuti a rafforzare i reparti in cui siamo vuoti per caratteristiche e per numero, ne abbiamo di bisogno“.
“Le proteste e il lancio dei fumogeni dagli spalti? Sta a noi cambiare il loro dissenso dopo il vantaggio e il doppio vantaggio del Cerignola, perché fino a quel momento ci avevano incitato e sostenuto come sempre“.
Tabellino
Audace Cerignola (3-5-2): 1 Greco; 6 Visentin, 55 Martinelli (K), 25 Romano; 19 Achik (dal 65′ Volpe), 14 Paolucci (dal 71′ Bianchini), 8 Tascone, 5 Capomaggio (dal 90+4′ Nicolao), 7 Coccia (dal 90+4′ McJannet); 10 D’Andrea (dal 65′ Russo), 9 Salvemini. A disposizione: 12 Saracco, 15 Ligi, 18 Faggioli, 20 Sainz-Maza, 21 Velasquez, 23 Gonnelli, 71 Ianzano, 72 Carrozza
Catania (3-4-2-1): 57 Dini; 27 Castellini, 5 Del Fabro, 16 Quaini; 33 Anastasio, 7 Di Tacchio, 20 Frisenna, 44 Guglielmotti; 10 Jiménez, 77 Dalmonte; 9 Inglese
Marcatori: 60′ Salvemini, 69′ Capomaggio (Cerignola)
Arbitro: Andrea Ancora (sez. Roma 1)
Assistenti: Giulia Tempistilli (sez. Roma 2), Elia Tini Brunozzi (sez. Foligno)
Quarto ufficiale: Cristiano Ursini (sez. Pescara)
Ammoniti: 33′ Paolucci, 45+1′ Salvemini (Cerignola); 3′ Frisenna, 39′ Quaini
Espulsi: 37′ Frisenna (doppia ammonizione)
Recupero: 2′ (1T), 5′ (2T)
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