17 novembre 2025

Catania tonfo a Casarano, ora insegue Salernitana e Benevento

 I rossazzurri cadono 1-0 al “Capozza” e vedono svanire la vetta della classifica, sorpassati dalla Salernitana e dal Benevento, entrambe vittoriose nelle rispettive sfide. Gli etnei sono apparsi poco reattivi, sorpresi dall’aggressività iniziale dei padroni di casa e incapaci di reagire con lucidità dopo il gol subito nei primi minuti. Veementi proteste per un rigore negato alla formazione etnea.

di Salvatore Russo

La sconfitta del Catania a Casarano (1-0) rappresenta un passo falso pesante nella corsa al vertice. Il risultato, maturato al termine di una gara opaca da parte degli etnei, ha avuto conseguenze immediate sulla classifica, visto le concomitanti vittorie ottenute da Salernitana e Benevento.

A distanza di un pomeriggio, la squadra siciliana è passata da capolista a inseguitrice, ritrovandosi al terzo posto a -1 dal Benevento (secondo) e a -2 dalla nuova capolista Salernitana.

Netto il successo interno del Benevento sul Monopoli per 3-1. 

In rimonta, e con qualche polemica, la vittoria per 2-1 ottenuta dalla Salernitana ad Altamura grazie a due rigori concessi ai granata, quello decisivo nei minuti di recupero, regala il primato ai campani.

L’inciampo dei rossazzurri mette in luce una questione fondamentale: la continuità. Per vincere il campionato serve la fredda determinazione di portare a casa punti pesanti anche nelle giornate “no”.

La sfida del “Giuseppe Capozza”  si complica subito per la formazione catanese. Nonostante le aspettative di una partenza aggressiva, è stato il Casarano, all’8’, a trovare la chiave per scardinare la difesa ospite.

La rete di Cajazzo, abile a sfruttare una indecisione della difesa etnea, ha avuto l’effetto di un colpo a freddo, costringendo il Catania a rincorrere per tutti i successivi 82 minuti.

L’avvio difficile degli etnei rischia di trasformarsi in incubo intorno al 20’, quando lo stesso Cajazzo spreca l’occasione del raddoppio.

La reazione della formazione rossazzurra nel corso della prima frazione è stata tiepida.

L’organizzazione difensiva dei padroni di casa ha saputo contenere con ordine le sterili manovre d’attacco etnee, poco fluide per concretezza e cinismo.

La squadra di Toscano ha faticato, oltremodo, a trovare ritmo e soluzioni offensive, affidandosi a un possesso palla sterile e privo di verticalità. I cambi operati nella ripresa – pensati per dare freschezza e fantasia – questa volta non hanno sortito l’effetto sperato, anche perché il Casarano ha saputo chiudere bene gli spazi e spezzare il gioco con mestiere.

Sulla storia della partita pesa un episodio chiave: il calcio di rigore non concesso al Catania per un fallo su Rolfini  commesso da Gega  nei minuti iniziali della ripresa. Veementi le proteste di giocatori e tecnico sulla decisione dell’arbitro, che non ha ravvisato irregolarità, anche dopo la verifica al FVS, sulla  dinamica dell’atterramento dell’attaccante rossazzurro in piena area di rigore.

Una decisione che ha acceso le proteste ma che non può giustificare del tutto una prestazione opaca e priva di mordente.

Al Catania è mancato il killer instinct, quella fame sotto porta che non si può spegnere nemmeno in trasferte complicate come quella pugliese. Fa riflettere, nello specifico, il dato insufficiente delle conclusioni a rete, se si considerano tali un paio i calci piazzati, fuori bersaglio, e una quasi traversa su una spizzata di testa di Lunetta, dopo la smanacciata del portiere locale.

Adesso il gruppo dovrà resettare in fretta la sconfitta  e ricaricare le batterie. La pressione è aumentata, ma in un campionato così equilibrato, tutto può cambiare in una sola giornata. Il prossimo impegno sarà un vero e proprio banco di prova per capire se questa battuta d’arresto è da considerarsi solo un incidente di percorso.

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