20 settembre 2026

Catania spuntato; scialbo 0-0 col Barletta

Il Catania si ferma sul più bello. Prestazione opaca e squadra stanca: il Barletta corre di più, i rossazzurri soffrono, rischiano e nel finale sfiorano il colpo. Il campionato accelera, serve continuità immediata.

di Salvatore Russo - Foto: Catania FC


C’è un filo che unisce le ultime settimane rossazzurre: la sensazione di una squadra che non riesce a riconoscersi, che alterna lampi di identità a temporanee zone d’ombra. La partita contro il Barletta, finita 0-0, assume i contorni di un’occasione mancata, l’ennesima.

Dopo la prova brillante di Picerno, il Massimino si aspettava un Catania capace di dare continuità, di trasformare la fiducia in struttura, la qualità in ritmo. Invece la squadra di Longo si è presentata con un 3-4-2-1 offensivo sulla carta, ma spento nella sostanza, incapace di creare pericoli per un’ora abbondante e costretto a rincorrere idee che hanno tardato a concretizzarsi.

Un punto che non consola, una prestazione che non convince. A questo si aggiunge un dato evidente: il Catania è apparso stanco, opaco, con alcuni interpreti sotto il rendimento medio mostrato nelle settimane precedenti. Una flessione fisiologica, figlia di una preparazione svolta in corsa, che oggi si manifesta nelle gambe, nei tempi di gioco, nella lucidità delle scelte. Ed è anche per questo che il Barletta di Paci è sembrato più brillante, più organizzato, più intenso, sempre dentro la partita, capace di interpretare meglio i momenti e di arrivare prima su ogni pallone.

15 settembre 2026

Picerno–Catania 2-4: al “Curcio” la prima vera scossa rossazzurra

 Dal tris lampo del primo tempo alla magia di Cicerelli, il Catania domina per settanta minuti, poi soffre nel finale il ritorno dei lucani con Pugliese e rischia dopo il rigore e l’espulsione di Masciangelo. Vittoria importante per la squadra di Longo apparsa  più viva e consapevole della propria identità.

 

Il Catania ritrova ossigeno, ritmo e convinzione lontano dal Massimino, firmando al “Donato Curcio” una vittoria che vale più dei tre punti. È un 4-2 che racconta una squadra finalmente intensa, verticale, capace di imporre il proprio calcio per oltre un’ora, e allo stesso tempo di complicarsi la vita nel finale, riaprendo una partita che sembrava già archiviata.

Emilio Longo cambia pelle alla squadra e sceglie un 3-4-3 più coraggioso, con Dini tra i pali, Di Gennaro centrale difensivo e un tridente leggero e dinamico composto da Cavuoti, Russo e Cicerelli. Claudio De Luca schiera i lucani con il 4-3-3, affidandosi davanti a Kanoute, Abreu e Pugliese.

13 settembre 2026

Catania–Scafatese 1-2: altro tonfo, identità rossazzurra ancora smarrita

Dopo il 4-0 al Cosenza servivano conferme, invece arriva un nuovo ko interno. Emmausso apre su rigore, Russo riaccende il Massimino, poi la stoccata di Toscano gela tutto. Martedì trasferta delicata a Picerno.

 

Il Massimino aveva appena ritrovato voce, entusiasmo, una scintilla dopo il 4-0 al Cosenza, che richiedeva conferme, continuità, ed un segnale di crescita concreto. Invece arriva un’altra frenata brusca: la Scafatese dell’ex Michele Zeoli porta via tre punti pesantissimi, mentre il Catania incassa il secondo ko interno di questo avvio di stagione.

I campani passano 2-1 al termine di una gara che i rossazzurri avevano provato a rimettere in equilibrio con Russo, dopo il vantaggio su rigore firmato Emmausso, prima di subire nel finale la stoccata decisiva di Toscano.

Una sconfitta che pesa, perché mette in evidenza i limiti di una squadra ancora in cerca di sé stessa, apparsa fragile in difesa, e a corto di idee in fase di transizione.

08 settembre 2026

Catania, poker che vale una svolta: il 4-0 al Cosenza riaccende fiducia e identità

I rossazzurri dominano al Massimino e ritrovano intensità, equilibrio e convinzione. La squadra di Longo scaccia le paure dell’avvio di stagione e rilancia le proprie ambizioni con una prestazione solida, trascinata da nuovi innesti e da un secondo tempo di grande qualità.

 


Al Massimino arriva una vittoria larga e meritata, costruita con personalità, intensità e una ritrovata fiducia nei propri mezzi. La squadra di Longo si libera delle paure, interpreta con lucidità il piano gara dopo aver superato qualche incertezza iniziale.

Le nuove energie portate dal mercato hanno inciso in modo evidente, aumentando qualità, alternative e profondità. Longo ha potuto rimodulare la squadra con un 4-3-2-1 più dinamico e accorto, capace di garantire equilibrio e aggressività: Rinaldi tra i pali, Pagliai‑Ierardi‑Perrotta‑Donnarumma in difesa, Torrasi e Quaini a protezione, Lunetta e Cicerelli larghi, Cavuoti tra le linee e Russo riferimento centrale. Una struttura che ha permesso ai rossazzurri di interpretare con maggiore efficacia il credo tattico dell’allenatore.

03 settembre 2026

Catania, crisi totale: il progetto è in bilico

Rossazzurri irriconoscibili: tre schiaffi e una crisi che ormai non ha più alibi. Difesa fragile, attacco sterile: il Savoia passeggia e certifica il disastro di una squadra alla ricerca di gioco e identità. A fine partita il Massimino mugugna.

di Salvatore Russo

Il Catania cade ancora, e attraversa la fase più buia della sua stagione. La sconfitta per 3-0 contro il Savoia al “Massimino” certifica –ancora una volta – le criticità di una squadra senza identità, priva di struttura e incapace di reggere l’urto emotivo e tecnico delle partite che contano. L’eliminazione dalla Coppa Italia Serie C è la cartina tornasole di un gruppo che ha perso la rotta, la fiducia e la capacità di riconoscersi in ciò che dovrebbe essere.

Quattro k.o. consecutivi tra campionato e Coppa raccontano una verità ormai evidente: il Catania è in crisi nera. Una crisi che attraversa ogni livello del progetto: giocatori, staff, ambiente, prospettive. Una crisi che si legge nei numeri, ma soprattutto negli atteggiamenti, nelle scelte, nelle reazioni che tardano ad arrivare.

31 agosto 2026

Ancora una notte da incubo per il Catania, sconfitto 2-0 dal Monopoli

 Una squadra smarrita, fragile e senza identità cade di nuovo, mostrando limiti strutturali che preoccupano Longo e richiedono interventi immediati su gioco, testa e organizzazione. Una scossa immediata e un cambio di passo per non compromettere una stagione già in salita.

di Salvatore Russo - Foto: Catania FC

Il Catania si è smarrito. E al “San Nicola” di Bari, contro il Monopoli, si è consumata una prestazione che suona come un campanello d’allarme imponente per Emilio Longo e per tutto l’ambiente rossazzurro. Il 2-0 incassato dai biancoverdi, dopo il ko all’esordio, mette a nudo le incongruenze di una squadra che si accende a intermittenza, che si illude di poter controllare la partita con un quarto d’ora di buon calcio per poi dissolversi alla prima difficoltà, perdendo idee, coraggio e personalità. Una costante che sta diventando un limite evidente e che va corretta subito per evitare che la stagione prenda una piega pericolosa.

24 agosto 2026

Catania, esordio amaro: l’Inter U23 passa al Massimino

 Partita in salita per la squadra di Longo che chiude il primo tempo sotto di due gol contro i giovani nerazzurri più incisivi. Nella ripresa  il gol di Russo accende le speranze, ma non basta.

di Salvatore Russo - Foto: Catania FC

Il nuovo Catania di Emilio Longo comincia la stagione con una sconfitta che pesa più del risultato. Al Massimino passa l’Inter U23, cinica, veloce, feroce nei duelli: una squadra giovane ma già strutturata, capace di indirizzare la partita nei primi quarantacinque minuti e di resistere nel momento di massima pressione rossazzurra, quando Russo – nella ripresa – accorcia le distanze e alimenta le speranze di rimonta, che però non si concretizza.

L’1-2 contro la formazione nerazzurra fotografa un Catania ancora in fase di definizione, alla ricerca di un’identità riconoscibile ma privo della continuità necessaria. La squadra alterna buone trame a pause che diventano letali, si accende e si spegne, costruisce e si inceppa. Le idee ci sono, ma non ancora la capacità di trasformarle in punti.

14 agosto 2026

Catania sconfitto a Parma

Una doppietta di Lontani nel primo tempo decide il match a favore dei “ducali”. Buone indicazioni per mister Longo. Catania più convincente nella ripresa.


Dopo aver finalmente adempiuto agli impegni finanziari, si presenta con la squadra al completo, tra titolari e sostituti, il Catania di Emilio Longo in occasione di questi trentaduesimi di finale della Coppa Italia Freccia Rossa in quel di Parma. I catanesi, che indossano per la prima volta la nuova maglia dai tradizionali colori rossazzurro (con degli inguardabili numeri neri sulle spalle, ahimè), subiscono la freschezza atletica e la pressione dei biancoscudati. 

10 agosto 2026

Paradosso Catania; la squadra convince, la società incespica

Catania, onore al merito a chi il campo lo ha rispettato: Mister Longo, la squadra, il direttore sportivo Varrà. A Vicenza i rossazzurri hanno mostrato ciò che una squadra vera deve mostrare: approccio, coraggio, carattere, nonostante una rosa ridimensionata e una vigilia segnata da problemi che nulla hanno a che fare con il calcio giocato. Hanno vinto la loro partita, quella sul prato del Romeo Menti, mettendo al centro di tutto il campo, in un momento in cui tutto — davvero tutto — sembrava volerlo spingere fuori fuoco. La squadra ha affrontato l’impegno dentro un’emergenza totale, senza nuovi acquisti, senza rinforzi, senza alternative. Eppure ha mostrato qualcosa che, da queste parti, vale più di un passaggio del turno: l’identità.

06 luglio 2026

Catania, parte il nuovo corso: Varrà e Longo guidano la svolta tecnica e societaria

 Un nuovo assetto tecnico e societario, una rosa da rimodellare, un ritiro diviso tra il “Massimino” e Norcia e una piazza che osserva i primi passi di un progetto chiamato a dimostrare solidità e continuità. Il Catania apre il suo nuovo ciclo.

 


Il nuovo corso del Catania prende forma con due firme che segnano una cesura netta rispetto alle stagioni recenti. Dopo un periodo di attesa e di voci che si rincorrevano, la società ha scelto di ripartire da Fortunato Varrà, chiamato a guidare l’area sportiva, e da Emilio Longo, il tecnico incaricato di ridisegnare la squadra e la sua identità. Entrambi hanno sottoscritto un accordo fino al 2028, con possibilità di prolungamento: un segnale chiaro di continuità, progettazione e fiducia nel medio periodo.

Longo, salernitano, classe 1973, rappresenta una scelta che punta sulla competenza e sulla solidità. Le esperienze maturate a Picerno e Crotone lo hanno messo alla prova in contesti diversi, sempre con risultati superiori alle aspettative. A Catania, però, la dimensione cambia: la piazza è più vasta, più emotiva, più esigente. Qui non basta allenare, bisogna saper reggere la pressione, interpretare l’ambiente e dare risposte immediate senza perdere la rotta.

04 giugno 2026

Torre del Grifo, il ritorno alla casa madre: Pelligra rilancia il futuro del Catania

 Il presidente del Catania delinea il progetto: interventi immediati sul centro sportivo, CdA decisivo lunedì, obiettivo Serie B e volontà di riacquistare il vecchio logo. Confermati Grella e Zarbano, in attesa delle scelte su ds e allenatore.

di Salvatore Russo - Foto: Catania FC

C’è un’immagine che più di tutte restituisce il momento del Catania: Torre del Grifo che riemerge, letteralmente, dalla vegetazione che negli ultimi anni aveva inghiottito spazi, strutture, identità. È una metafora fin troppo facile, ma anche tremendamente vera: il club rossazzurro sta provando a liberarsi da ciò che lo soffocava, per tornare a respirare, a crescere, a competere.

Per quattro anni è rimasto chiuso, silenzioso, quasi sospeso nel tempo come un ricordo troppo doloroso da guardare. Oggi, invece, torna a respirare.

Il presidente del Catania Ross Pelligra si presenta davanti alla stampa con un messaggio chiaro: il progetto va avanti, senza tentennamenti.

Il presidente non ha nascosto la delusione per la mancata promozione, ma rilancia il progetto Catania. Ricorda i progressi degli ultimi due anni e assicura che, con i correttivi previsti in società e in squadra, il club potrà migliorare ancora e puntare con decisione all’obiettivo Serie B.

28 maggio 2026

Catania, il tempo degli alibi è finito: ora servono verità, scelte e responsabilità

 Il Catania chiude la stagione come peggio non poteva: fuori dai playoff, fuori dalla corsa promozione, fuori da qualsiasi narrazione positiva. Resta una domanda che rimbalza tra città, tifosi e addetti ai lavori: cosa lascia davvero questa ennesima occasione sprecata? La palla adesso passa al presidente Pelligra.

L’eliminazione in semifinale contro l’Ascoli non è soltanto la fine di una stagione. È la fine di un ciclo, o forse la certificazione che quel ciclo non è mai davvero iniziato.

Il Catania saluta i playoff con un bilancio amaro: un altro obiettivo mancato, un’altra occasione sprecata, un’altra stagione in cui la promessa di “crescita” si è dissolta al primo vero bivio.  

E stavolta, a rendere tutto più pesante, ci sono le parole di Domenico Toscano, uomo di campo e di spogliatoio, che nel congedarsi ha lanciato sassolini, macigni e qualche verità scomoda che da mesi aleggiava nell’aria. Significa che la crepa apertasi non era episodica, ma strutturale.
E che quella crepa, per mesi, è stata ignorata, e poco o nulla si è fatto per aggiustarla.

Il punto di rottura: gennaio, il mercato, le scelte non condivise Toscano lo ha detto chiaramente: “A gennaio si è rotto qualcosa”. Una frase che pesa come un atto d’accusa.     La campagna di rafforzamento invernale, presentata come il momento decisivo per alzare il livello, si è rivelata invece un punto di frattura, un detonatore di tensioni mai risolte.

Catania fuori dai playoff: il 2-1 all’Ascoli non basta. Al Massimino una rimonta solo sfiorata

 Partenza feroce dei Rossazzurri avanti 2-0 di Caturano e Forte. Etnei  vicini al tris con il palo di D’Ausilio, poi il gol di Oviszach spegne il sogno rimonta. La stagione si chiude tra rimpianti e tensione al Massimino.

di Salvatore Russo - Foto: Nino Russo


Il Catania vince ma non basta. Il 2-1 rifilato all’Ascoli al “Massimino” non è sufficiente a ribaltare il 4-0 dell’andata e sancisce l’eliminazione dei rossazzurri dalla semifinale playoff di Serie C.

La squadra di Toscano offre una prestazione intensa, aggressiva, costruita più sulla spinta emotiva e sulla reazione d’orgoglio che su un impianto tattico strutturato, ma paga a caro prezzo il blackout del “Del Duca”.

Il sogno di un incredibile rimonta aveva preso avvio con il doppio vantaggio etneo maturato nel primo tempo in virtù delle reti di Caturano e Forte.

La gara sembra potersi indirizzare definitivamente a inizio ripresa, quando D’Ausilio sfiora il 3-0 con un destro che si stampa sul palo e che avrebbe potuto cambiare radicalmente l’inerzia della sfida.

Il sogno della rimonta si infrange nel finale, nel momento più crudele, i rossazzuri subiscono la rete di Oviszach che spegne ogni residua illusione.

25 maggio 2026

Catania, notte fonda al Del Duca: l’Ascoli domina e cala il poker. Rossazzurri irriconoscibili

 Una disfatta senza attenuanti: bianconeri più forti e affamati. Catania annientato in ogni duello. Una débâcle pesantissima da mandare giù e sogni di finale compromessi da una notte che pesa come un macigno.

 

La débâcle  di Ascoli non è una sconfitta. È una sentenza. La semifinale d’andata dei playoff di Serie C si trasforma in un monologo bianconero, un 4-0 che è una sentenza, perché va oltre il punteggio, oltre la cronaca, oltre l’episodio. E’ la fotografia impietosa di un Catania che crolla nel momento più importante della stagione e che ha il sapore amaro di una resa senza condizioni.

L’Ascoli ha giocato con un’intensità feroce, corto, aggressivo, sempre primo sul pallone. Ritmo altissimo, fame, lucidità. Una squadra che ha messo in campo la propria identità, trasformandorla in energia.

Dall’altra parte, inaspettatamente, il vuoto.

21 maggio 2026

Step by step verso la semifinale; Il Catania pareggia 3-3 col Lecco e trova l’Ascoli

 Partita pazza ed emozioni forti in un Massimino sold out e appassionato che spinge il Catania. Donnarumma firma il vantaggio rossazzurro, ma i brianzoli ribaltano tutto con Urso e poi con  Sipos (su rigore). Nel finale di primo tempo arriva il pari etneo su autogol. Una straordinaria rete di Ierardi riporta avanti i rossazzurri ad inizio ripresa. Ma non è finita, perché Duca rimette in bilico un match combattuto e sofferto fino alla fine. Il pari consente al Catania di accedere alle semifinali, nel doppio confronto sfiderà i marchigiani. L’altro match vedrà di fronte Brescia e Salernitana.

di Salvatore Russo - Foto: Catania FC

Step by step, un gradino alla volta. Lo ripete spesso Mimmo Toscano, come un mantra. E il Catania, questo gradino, lo ha salito davvero con le gambe che tremano e il cuore in gola, ma lo ha salito: 3-3 contro il Lecco in un Massimino sold out, qualificazione in semifinale e sogno che resta appeso sotto il vulcano, ancora vivo, ancora possibile.

Adesso sul cammino rossazzurro c’è l’Ascoli, che ha avuto la meglio sul Potenza. Un’altra doppia sfida, un altro gradino da salire. L’andata al Del Duca, il ritorno ancora al Massimino, che si prepara a un nuovo sold out, a un’altra notte da vivere con il fiato corto.

18 maggio 2026

Lecco–Catania 0-0: equilibrio, intensità e un verdetto rimandato al Massimino

 Primo atto dei quarti di finale senza reti: etnei solidi, lombardi aggressivi. Il ritorno a Catania sarà decisivo.

di Salvatore Russo - Foto: Catania FC

Un pareggio senza gol ma non senza contenuti. Al Rigamonti-Ceppi Lecco e Catania chiudono sullo 0-0 il primo round del 2° Turno Nazionale dei Playoff di Serie C, al termine di una gara intensa, fisica, combattuta e ricca di spunti chiave.

Una sfida che lascia tutto aperto in vista del ritorno al Massimino, dove agli etnei basterà anche un altro pareggio per accedere alle Final Four grazie al miglior piazzamento ottenuto nella regular season.

Nella trasferta in Brianza il Catania ha confermato la propria identità: squadra compatta, difesa solida, meccanismi abbastanza definiti, in linea con quanto espresso dalla squadra nel corso della stagione.
Miceli guida, Quaini e Di Tacchio schermano, Dini dà sicurezza. È una squadra che sa soffrire senza disunirsi.

04 maggio 2026

Catania, Toscano alza il livello: “I nostri playoff sono già iniziati”

Il tecnico fa il punto prima della partenza per Veronello: lavoro totale, recuperi, amichevoli e un messaggio chiaro alla squadra e alla piazza.

Mimmo Toscano ha parlato oggi in conferenza stampa alla vigilia della partenza per Veronello, il quartier generale scelto dal Catania per preparare al meglio i playoff. Un intervento lungo, denso, diretto: il tecnico ha voluto fissare concetti, responsabilità e obiettivi, tracciando la rotta di un percorso che – parole sue – “è già iniziato mentalmente”.

Un gruppo che lavora e che vuole crescere

Toscano ha aperto sottolineando l’atteggiamento della squadra:
“I ragazzi stanno lavorando con applicazione. I nostri playoff sono già iniziati”.

Per il tecnico, la chiave è arrivare al 17 maggio nel miglior modo possibile, non solo fisicamente ma soprattutto mentalmente: “L’appuntamento è già iniziato nella testa di tutti”.

Da qui la scelta del ritiro: “Partiamo per Veronello perché dobbiamo curare dettagli e particolari. Lavoreremo 24 ore su 24: riposo, alimentazione, tattica. Dobbiamo creare l’atmosfera giusta”.

26 aprile 2026

Caturano firma il pari con l’Atalanta U23: il Catania conferma il secondo posto

A Caravaggio finisce 1-1: rossazzurri stanchi, decimati ma solidi. Toscano centra l’obiettivo minimo e vola alla fase nazionale dei playoff. La squadra in ritiro a Veronello, annuncia il tecnico. “Non lasceremo niente al caso per raggiungere il sogno della promozione”.

di Salvatore Russo


Il Catania torna dalla trasferta di Caravaggio con un pareggio pesante, più per ciò che rappresenta che per ciò che si è visto in campo. L’1-1 contro l’Atalanta U23 consegna agli etnei il secondo posto matematico, miglior piazzamento possibile in chiave playoff e accesso diretto al secondo turno  della fase nazionale.

Un traguardo fondamentale, raggiunto al termine di una gara complicata, e lo si è visto fin dai primi minuti: tante assenze, uomini contati, rotazioni obbligate per Toscano nel confronto con la compagine orobica, viva, intensa, capace di creare più di un grattacapo.

I rossazzurri non brillanosoffrono, vanno sotto alla fine del primo tempo. La rete di Ghislandi rischia di creare un contraccolpo psicologico, mentre Salernitana e Cosenza, restano in agguato e chiudono in vantaggio i rispettivi incontri.

20 aprile 2026

Catania–Potenza 1-1: Cicerelli risponde a D’Auria. Il secondo posto si decide all’ultima

Toscano torna in panchina, il Catania va sotto, reagisce e rimonta. Ora serve l’ultimo sforzo per blindare il secondo posto.

 


Il Catania non va oltre l’1-1 al Massimino contro il Potenza e rinvia all’ultima giornata la possibilità di chiudere la stagione regolare al secondo posto. Una gara intensa, nervosa, a tratti ben giocata, che ha mostrato una squadra in crescita, rispetto alle ultime uscite, ma ancora vittima dei propri limiti.  

Il ritorno di Mimmo Toscano, accolto dagli applausi del pubblico, ha portato ordine e identità, e in campo si è visto: squadra più corta, idee più chiare, pressing più convinto. Il Catania ha provato a fare la partita, soprattutto nei primi 25 minuti, mostrando un approccio finalmente propositivo. Poi, però, è arrivato l’episodio che ha cambiato l’inerzia: l’errore di Quaini  ha spalancato la strada al vantaggio potentino di D’Auria, costringendo i rossazzurri a una rincorsa lunga e dispendiosa.

15 aprile 2026

Catania, controribaltone: esonerato Viali, torna Toscano sulla panchina rossazzurra. Via anche il DS Pastore

 In mattinata Viali aveva diretto l’allenamento, nel tardo pomeriggio la svolta: Toscano torna e domani guida la squadra al Massimino verso il match col Potenza. In serata arriva anche il divorzio dal DS Pastore.

di Salvatore Russo

Giornata convulsa in casa Catania. Dopo appena quattro partite si chiude l’esperienza di William Viali alla guida della prima squadra, arrivato per dare una scossa ma rimasto senza il tempo – e senza i risultati – necessari a invertire la rotta (una vittoria, un pareggio e due sconfitte).

Una decisione maturata al termine di un vertice societario che ha portato a un nuovo cambio tecnico.